Neuroprotesi rivoluzionaria: il caso di un uomo paralizzato che riacquista funzionalità

Grazie a una neuroprotesi innovativa, un uomo paralizzato ha riacquistato la capacità di muovere la mano, bere e mangiare autonomamente, oltre a recuperare la sensibilità tattile

In un’avanzata significativa nel campo della medicina rigenerativa, un uomo di 42 anni con tetraplegia completa ha riacquistato la capacità di muovere la mano, piegare il gomito, bere e mangiare autonomamente, grazie a una neuroprotesi rivoluzionaria. Questo dispositivo, sviluppato da ricercatori del Northwell Health a Manhasset traduce i ‘pensieri’ di movimento del paziente in una stimolazione nervosa doppia offrendo risultati promettenti per il recupero a lungo termine.

Il doppio bypass neurale: una svolta nella tecnologia medica

La lesione al midollo spinale è una delle principali cause di paralisi, con oltre la metà dei casi che comportano tetraplegia. I sistemi precedenti di interfaccia cervello-computer avevano mostrato risultati parziali nel ripristinare il movimento, ma non erano riusciti a ripristinare il senso del tatto o a favorire un recupero duraturo. Il team di ricerca, guidato da Chad Bouton del Feinstein Institutes for Medical Research ha sviluppato un sistema di ‘doppio bypass neurale’ il primo del suo genere.

Questo sistema legge i segnali cerebrali legati all’intenzione di movimento della persona e li traduce in una stimolazione mirata che viene erogata sia al midollo spinale che alla corteccia somatosensoriale primaria la parte del cervello coinvolta nel tatto. La tecnologia è stata testata su un uomo di 42 anni con tetraplegia completa, mostrando risultati eccezionali.

Recupero di movimenti e sensibilità tattile

La sola stimolazione del midollo spinale ha migliorato la capacità del paziente di piegare i gomiti, permettendogli di portare entrambe le mani al viso. Con il sistema completo, il paziente è stato in grado di aprire e chiudere la mano, bere da una tazza, nutrirsi autonomamente e controllare la presa quando maneggiava oggetti delicati. Inoltre, ha acquisito una certa sensibilità tattile al polso, che è persistita per oltre due mesi dopo l’interruzione della stimolazione.

Questi risultati, pubblicati sulla rivista Nature Medicine suggeriscono che la neuroprotesi potrebbe favorire un recupero a lungo termine, oltre a facilitare il movimento in tempo reale. Alcuni dei benefici offerti dal sistema si sono mantenuti anche a dispositivo spento, un risultato che potrebbe rivoluzionare il trattamento delle lesioni al midollo spinale.

Implicazioni future e sviluppi

Se confermato su un numero maggiore di persone con diverse tipologie di lesioni, questo approccio potrebbe contribuire a ripristinare la funzionalità della mano e il tatto dopo una grave paralisi. I ricercatori sono ottimisti riguardo alle potenzialità di questa tecnologia, che potrebbe aprire nuove strade per il trattamento delle lesioni al midollo spinale e altre condizioni neurologiche.

La scoperta rappresenta un passo avanti significativo nella lotta contro la paralisi e offre speranza a milioni di persone in tutto il mondo che vivono con lesioni al midollo spinale. Con ulteriori ricerche e sviluppo, questa tecnologia potrebbe diventare una soluzione standard per il recupero funzionale in pazienti con tetraplegia.

Scritto da Roberto Capelli

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