PTSD: le terapie più efficaci secondo le ultime raccomandazioni

Le ultime raccomandazioni per il trattamento del disturbo post-traumatico da stress includono diverse terapie psicologiche, con variazioni tra adulti e giovani.

Il disturbo post-traumatico da stress (PTSD) è una condizione complessa che richiede approcci terapeutici mirati. Le ultime linee guida, aggiornate nel 2026, forniscono raccomandazioni specifiche per adulti e giovani, basate su revisioni sistematiche e meta-analisi.

Queste raccomandazioni sono il risultato di un aggiornamento condotto da un team di esperti, che ha esaminato 101 studi randomizzati controllati (RCT) per adulti e 45 RCT per bambini e adolescenti.

Terapie per adulti con PTSD

Per gli adulti con PTSD, le terapie raccomandate includono la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) individuale in presenza con focus sul trauma, la CBT di gruppo in presenza, la CBT digitale/remota, l’EMDR e l’intervento di gestione dello stress.

Le evidenze di bassa qualità suggeriscono che potrebbe non esserci differenza significativa tra CBT con focus sul trauma e CBT digitale, tra CBT ed EMDR, e tra CBT e gestione dello stress. Tuttavia, la CBT individuale sembra essere più efficace della CBT di gruppo, e l’EMDR più efficace della gestione dello stress.

La scelta del tipo di intervento dipende dalle risorse disponibili nel sistema sanitario e dalle preferenze individuali. In contesti con risorse limitate, la gestione dello stress può essere l’opzione più praticabile.

Terapie per bambini e adolescenti con PTSD

Per bambini e adolescenti, le terapie raccomandate includono la CBT individuale in presenza con focus sul trauma, la CBT di gruppo e l’EMDR. Queste raccomandazioni sono supportate da evidenze di qualità moderata.

L’EMDR ha dimostrato risultati migliori rispetto alla CBT negli studi di ricerca, ma entrambe le terapie sono efficaci. La CBT può essere adatta per coloro che non hanno accesso all’EMDR.

Considerazioni pratiche

Gli interventi psicologici brevi possono essere erogati efficacemente in contesti sanitari non specializzati, ma richiedono tempo, formazione e supervisione sostanziali da parte degli operatori. La condivisione dei compiti si è rivelata un approccio efficace, ma le tecniche complesse richiedono formazione specifica.

L’integrazione di questi interventi nelle cure primarie offre molti vantaggi, tra cui un’assistenza sanitaria più olistica, maggiore accessibilità ai servizi di salute mentale e costi ridotti.

Gli interventi di auto-aiuto, come i libri o le tecnologie informatiche, possono essere utili, ma possono presentare barriere di accesso per le persone a basso reddito o con limitate competenze alfabetiche.

Scritto da Roberto Capelli

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