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Come riconoscere i sintomi dell’ernia inguinale

ernia inguinale

L’ernia inguinale è una delle malattie caratterstiche del nostro tempo. La vita sedentaria e la scarsa attività fisica favoriscono patologie come queste. Scopriamo insieme tutti i sintomi dell’ernia inguinale.

Ernia inguinale donna

Siamo ormai consapevoli di quanto lo stress, le tensioni della realtà quotidiana e la vita sedentaria, influiscano in maniera preponderante sulla qualità della vita. Uno stile corretto sembra quasi inconciliabile con i ritmi che la società impone ai suoi attori, ripercuotendosi sulla salute degli stessi. Un certo modello di società, alla costante rincorsa di se stessa, influisce sull’individuo, sia sul profilo psicologico, che sul piano fisico e, questo ha influito sulle diverse sintomatologie diffusesi nel corso degli anni.

Ernia inguinale uomo

Una delle patologie più diffuse, all’interno del microcosmo della società moderna è l’ernia inguinale. Si tratta di una delle più diffuse conseguenze inerenti alle abitudini posturali del corpo umano, che consiste nella fuoriuscita di visceri addominali attraverso un apposito canale, che permette il passaggio dei vasi sanguigni per i testicoli, ed è situato esattamente sopra la piega inguinale.

Le cause che determinano lo sviluppo dell’ernia inguinale e il conseguente indebolimento del tessuto connettivo possono essere il sovrappeso, i traumi e la tipologia di lavoro. L’ernia inguinale è una protrusione di una parte dell’intestino, attraverso la parete addominale che colpisce soprattutto gli uomini perché conseguente alla conformazione fisica dei genitali e infatti, si sviluppa in corrispondenza di una zona di debolezza situata tra tessuti muscolari e connettivi, impedendo il contenimento dei visceri nella loro cavità naturale. Pur manifestandosi prevalentemente negli uomini di mezza età, è possibile che l’ernia inguinale colpisca anche le donne, gli anziane e i bambini. E’ importante sottolineare che nelle donne, essendo difficile differenziare un’ernia inguinale da un’ernia crurale, si preferisce porre attenzione all’intervento anche in assenza di sintomi.

I sintomi dell’ernia inguinale

Non sempre è facile individuare i sintomi della sua comparsa e spesso si tende a sottovalutare notevolmente il problema specie quando il rigonfiamento non particolarmente visibile, ma nella maggior parte dei casi, un’ernia inguinale provoca una tumefazione visibile, che può essere causa di un generico fastidio o addirittura non presentare sintomi specifici.

Può accedere anche che l’escrescenza viscerale che fuoriesce dalla parete addominale, in caso di ernia, a volte è confusa con il grasso addominale.

Se a un primo segnale di allarme, non segue un’adeguata visita di controllo però, la situazione potrebbe andare a peggiorare, anche durante un intervallo di tempo variabile, specialmente se la compressione della parte dell’intestino, diventa più evidente, determinando una fuoriuscita dalla breccia inguinale. In questi casi iniziano manifestarsi i segni più evidenti tra cui; tumefazione e gonfiore della zona interessata. Allora la protrusione può provocare un dolore fisso, a volte sordo e a volte continuo, o gradualmente ingravescente, che si accentua in seguito a colpi di tosse troppo forti o in seguito all’attività sessuale, ma anche un regime alimentare non corretto o eccessivo, può esserne una causa.

Capita anche che il dolore sia alternato da nausea e vomito e spesso aumenta verso la fine della giornata, impedendo anche un riposo adeguato: in questo caso una posizione supina può aiutare ad alleviare la sofferenza fisica che ne consegue, magari mettendosi in posizione supina.

Gli esami di routine possono essere necessari quando non sono presenti le caratteristiche tipiche di un’ernia inguinale; per escludere altri tipi di ernie o altre patologie.

Se il dolore insorge in maniera più acuta e non si allevia né mettendosi in posizione supina, né facendo ricorso a manovre manuali, è possibile che vi sia il cosiddetto strozzamento dell’ernia: in questo caso sarà necessario un intervento chirurgico urgente, al fine di evitare complicanze serie quali la peritonite; ossia la perforazione intestinale che determina l’infiammazione di tutta la cavità addominale.

Poiché l’ernia è evidente solo con l’aumento della pressione addominale, il paziente deve essere visitato in posizione eretta e invitato ad uno sforzo o ad un colpo di tosse. Se al tatto si percepisce una tumefazione molle di volume variabile, la diagnosi dovrebbe essere abbastanza chiara a completa.

L’intervento chirurgico di riparazione comporta l’incisione inguinale, che viene fatta con anestesia locale e senza necessità di ricovero, oppure per via laparoscopica, che è meno invasiva ma più complessa, poiché si esegue effettuando tre piccole incisioni, in anestesia generale e comporta una maggiore facilità d’intervento nel caso di ernia recidiva.

Qualora vi siano dubbi sull’attendibilità dell’esame obiettivo, effettuato in sede preliminare, è possibile eseguire un’ecografia.

La diagnosi differenziale deve essere dimostrata rispetto ad un’adenopatia (infettiva o maligna), un testicolo situato in posizione anomale a causa di un’anomalia congenita o un lipoma. In genere, però, queste masse sono solide e non sono riducibili alla patologia in esame.

Un modo semplice per evitare o, quantomeno prevenire questa patologia, consiste nell’utilizzo di strumenti di riferimento, come il cinto erniario o delle mutande contenitive, sebbene la loro effettiva efficacia non sia stata ufficialmente dimostrata.

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