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Una pillola a base di Vareniclina per smettere di fumare

Vareniclina

E se per smettere di fumare fosse sufficiente una semplice pillola? certamente si tratterebbe di una svolta dalla portata molto positiva in termini di salute della popolazione. Ad avanzare l’ipotesi è stata l’Università di Oxford. Che ha trovato Vareniclina. Una sostanza capace sia di combattere gli effetti dell’astinenza da tabacco sia di eliminare gli effetti piacevoli legati al fumo. I ricercatori hanno notato che chi assume il farmaco ha più del doppio di possibilità di smettere di fumare rispetto a chi non lo assume: si tratta di una percentuale di tutto rispetto!

La terapia a base di Vareniclina è disponibile anche in Italia. Ma non è annoverata tra quelle offerte dal Sistema Sanitario Nazionale. Con l’arrivo della pillola anti-fumo, dopo USA, Gran Bretagna Francia, Germania e Spagna. Per la prima volta, il medico ha a disposizione uno strumento concreto per aiutare i propri pazienti a smettere. Fornendo loro contemporaneamente supporto psicologico e farmacologico.

Tuttavia, a fronte di un costo di 350 euro, ci guadagneremo sicuramente in salute!

In che modo agisce la nicotina

La dipendenza da fumo di sigarette è dovuta alla nicotina, una sostanza presente nelle foglie di tabacco. Questa molecola entra rapidamente nel circolo sanguigno. Giungendo poi al cervello dove vengono attivati due centri cerebrali. Il primo, denominato “sistema mesolimbico dopaminergico”, è responsabile della gratificazione e del piacere. Il secondo è responsabile della liberazione di alcune sostanze (catecolamine), che aumentano lo stato di veglia e vigilanza. La nicotina agisce anche sul sistema cardiocircolatorio. Aumentando la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa e agisce come vasocostrittore dei piccoli vasi venosi. Per il trattamento della dipendenza dal fumo di tabacco, erano in commercio finora due tipi di trattamento farmacologico. I preparati a base di nicotina (cerotti, chewing-gum, inalatori) o il bupropione. Un antidepressivo derivato dalle amfetamine impiegato per il trattamento del tabagismo severo, ma con un profilo rischio/beneficio sfavorevole.

Cos’è la Vareniclina

Vareniclina è un nuovo principio attivo utilizzato nella cessazione dell’abitudine al fumo negli adulti.

Questo farmaco produce un moderato abbassamento di un neurotrasmettitore, la dopamina. Riducendo i sintomi delle crisi di astinenza e il desiderio di fumare.
E’ il primo farmaco sviluppato esclusivamente per combattere la dipendenza dal fumo: elimina il desiderio di fumare e riduce i sintomi dell’astinenza. Una speranza concreta per gli oltre 12 milioni di fumatori italiani

In occasione della Giornata mondiale senza tabacco -31 maggio-è arrivata nelle farmacie italiane la Vareniclina , il primo farmaco su prescrizione medica studiato e sviluppato per smettere di fumare. Vareniclina, inaugura una nuova classe di medicinali attiva a livello cerebrale sugli stessi recettori su cui agisce la nicotina. Riduce i sintomi dell’astinenza (ansia, difficoltà di concentrazione, irritabilità, insonnia) e blocca il legame della nicotina con il recettore, diminuendo la soddisfazione associata al fumo.

Negli studi clinici di fase 3 i pazienti che hanno assunto Vareniclina per 12 settimane (1 mg due volte al giorno) hanno visto quasi quadruplicate le probabilità di smettere di fumare rispetto ai pazienti in trattamento con placebo, e quasi raddoppiate rispetto a coloro in trattamento con bupropione (150 mg due volte al giorno).

La difficile dissuefazione

La nicotina contenuta nelle sigarette provoca dipendenza fisica, come spiega Stefano Nardini, Direttore dell’Unità Ospedaliera di Pneumotisiologia dell’Ospedale di Vittorio Veneto.

In Italia si calcolano circa 80.000 morti causate dal fumo: un terzo per malattie polmonari croniche, un terzo per tumori, soprattutto delle vie respiratorie, e un terzo per malattie cardiovascolari. In questo contesto, la terapia della disassuefazione dal fumo, che aiuta a prevenire le malattie croniche più diffuse e costose, si afferma come valore per la comunità.

Nella disassuefazione dal fumo, la maggior percentuale di successo (40%) si riscontra nell’ambito di programmi di supporto psicologico integrati con la terapia farmacologica. La motivazione costituisce il primo passo per smettere di fumare, senza dubbio è fondamentale un sostegno psicologico-comportamentale che può trovare un completamento della terapia farmacologica.

D’altronde, secondo una ricerca realizzata da Harris Interactive, per conto di Pfizer, 8 fumatori su 10 sostengono che smettere di fumare sia una propria scelta e una propria responsabilità. Ma il 45% ritiene fondamentale l’aiuto concreto della famiglia, del proprio compagno o compagna o degli amici.

E ancora il 50% dei fumatori pensa che sia un dovere del medico aiutarli a smettere. Cosa che oggi è possibile grazie a Vareniclina.

Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità (Indagine Doxa – ISS 2006). Gli amanti delle “bionde” sono 12,2 milioni pari al 24,3% della popolazione, di cui 6,9 milioni sono uomini (pari al 28,6% della popolazione maschile) e 5,3 milioni donne (il 20,3% della popolazione femminile). Interessante, però, anche il dato che riguarda il numero di fumatori che hanno smesso: 9 milioni (5,8 milioni di uomini e 3,3 di donne). Chiara dimostrazione del fatto che smettere di fumare non solo è possibile, ma realistico.

Controindicazioni

Tra le reazioni avverse gravi. 4 sono state correlate al farmaco. 1 cataratta bilaterale subcapsulare, 1 fibrillazione striale, 1 attacco ischemico transitorio e 1 caso di depressione.
Successivamente alla commercializzazione del farmaco, le segnalazioni di eventi avversi in vari paesi hanno confermato le reazioni avverse osservate già nel corso degli studi.

Ma anche altre, di tipo psichiatrico, non previamente conosciute: ad esempio depressione, ideazione e comportamenti suicidari e aggressività. E’ stata anche riportata sonnolenza (che può influire sulla capacità di guidare e usare macchinari). Casi di incidenti stradali in persone che assumevano il farmaco sono stati segnalati negli USA. Anche cadute imputabili a perdita di coscienza o confusione o vertigini, oltre che disturbi della visione. Per questi motivi, l’aviazione militare, il dipartimento dei trasporti e quello della difesa, hanno vietato l’uso di vareniclina ai propri dipendenti.

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