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Vitamina D: a cosa serve, valori corretti, come assumerla

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La vitamina D è fondamentale per l'organismo. Possiede numerose proprietà ed è possibile assumerla sotto varie forme. Scopriamole insieme

La vitamina D è fondamentale per il nostro organismo. Possiede proprietà utili a fissare il calcio nelle ossa. E’ possibile assumerla tramite alimenti o integratori. Anche l’esposizione alla luce del sole è molto importante per innalzarne i livelli.

Vitamina D

E’ una vitamina di tipo liposolubile, ovvero si scioglie con i grassi all’interno dell’organismo. Si suddivide in cinque diverse classi, ma le forme più disponibili per il corpo umano sono solo due: D2 e D3. I livelli di questa vitamina si innalzano tramite esposizione alla luce del sole o attraverso una dieta particolare.

Proprietà

Ha ruoli molto importanti all’interno dell’organismo. Viene sintetizzata dal fegato e aiuta a fissare il calcio nelle ossa. Proprio per questo motivo, è molto importante per tutti, soprattutto per i bambini in crescita.

Nei bambini in crescita, infatti, la carenza di questa sostanza può causare malattie gravi come il rachitismo. E’ necessaria, inoltre, alle donne in gravidanza, per se stesse ma anche per bimbo che portano in grembo. Inoltre, è particolarmente utile anche in età anziana, per evitare malattie come l’osteoporosi, che rende le ossa fragili e porose. Agisce, inoltre, su molti organi come il cuore, i polmoni e sul sistema immunitario. E’, inoltre, importante nella prevenzione di alcuni tipi di malattie, come il diabete di tipo 1. E’ stato recentemente dimostrato che possa proteggere da alcuni tipi di tumori e da alcune malattie come la psoriasi e la dermatite atopica.

Valori di riferimento

Si parla di carenza per valori al di sotto dei 10 ng/mL.

Si parla, invece, di insufficienza se i valori oscillano tra i 10 e i 30 ng/mL. Una situazione nella norma si verifica per livelli compresi tra i 30 e i 100 ng/mL. La tossicità si presenta con valori superiori a 100 ng/mL.

Spesso il medico, durante la prescrizione degli esami del sangue, richiede la distinzione tra vitamina D2 e D3. In alternativa, l’esame del sangue può indicare il risultato totale, senza fare distinzione tra le due sottocategorie. Le nuove tecniche di laboratorio, invece, riescono a scindere i due tipi di dosaggi, andandoli poi a sommare in un dosaggio totale in un secondo momento. La prima è quella che è presente nel sangue in una quantità maggiore. L’altra invece, ha una maggiore concentrazione nel sangue e, spesso, è quella che viene misurata nell’esame del sangue.

In Italia si stima che almeno l‘80% della popolazione abbia carenze nel sangue di questa vitamina, principalmente a livello di anziani e di donne in gravidanza, due categorie che, come abbiamo visto, necessitano di più alte dosi rispetto alle altre persone.

Un basso livello di tale sostanza può far aumentare il rischio di tumori, di malattie del sistema immunitario, ma anche dell’apparato cardiovascolare. Un livello alto di tale sostanza, invece, indica un apporto eccessivo, tramite dieta o tramite integratori, di questo elemento. La vitamina D3, invece, è carente nel sangue delle persone che soffrono di malattie renali o in caso di insufficienza renale. Un alto livello si ha nel caso di un eccesso di ormone paratiroideo oppure in presenza di alcune malattie come la sarcoidosi o a casa di linfomi.

Alimenti

La vitamina D può essere assunta anche attraverso gli alimenti. Vi sono degli alimenti che sono naturalmente ricchi di questa vitamina. A livello vegetale, soltanto i funghi la contengono. La ritroviamo, poi, nell’olio di fegato di merluzzo, nelle uova (specialmente nel tuorlo), nelle ostriche e nei gamberi, nei pesci grassi come le aringhe, lo sgombro, il tonno, le anguille, le carpe, il salmone e il pesce gatto.

Buone quantità si riscontrano anche nei formaggi grassi e nel burro, nonché nella carne di fegato. Esistono in commercio alimenti che vengono definiti “fortificati”, ovvero arricchiti di tale vitamina. Sono il latte di soia, il succo d’arancia, il latte di mucca, alcuni cereali e la farina d’avena. Soltanto il 20% del nostro fabbisogno quotidiano può essere soddisfatto attraverso l’ingestione di alimenti. Per questo motivo, esistono alcune altre modalità per fare scorta di questo prezioso elemento. Nella stagione estiva, data la presenza di più sole e di raggi solari, è più difficile soffrire di carenze. Stare 20-30 minuti al giorno al sole può essere un validissimo metodo per fissare questa vitamina nel nostro organismo.

Integratori

Nel caso di insufficienze o per mantenere i livelli di vitamina nel sangue costanti, è possibile assumere degli integratori.

E’ necessario, però, non eccedere con le quantità, in quanto si rischiano pericolosi sovradosaggi. L’ipervitaminosi ha, infatti, rilevanza dal punto di vista clinico e si manifesta con nausea, vomito, diarrea, dolori addominali, ipercalcemia e molti altri tipi di disturbi, più o meno gravi. Il consumo di olio di fegato di merluzzo, che si trova anche in capsule, ad esempio, è molto utile per aumentare la presenza della vitamina nel corpo. La maggior parte di integratori che si trovano in commercio sono integratori di vitamina D3. E’ questa, infatti, la tipologia più efficace e più biodisponibile. Essendo una vitamina liposolubile, per massimizzarne l’efficacia è bene assumere questo integratore a pranzo o a cena. Esistono alcuni farmaci che rendono questa vitamina meno disponibile nel corpo. E’, quindi, opportuno rivolgersi al medico chiedendo di riequilibrare il livello tramite assunzione di integratori.

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Una compressa ogni 20 giorni di questo integratore copre l’intero fabbisogno di vitamina D3 (1.000 UI al giorno). La vitamina D contribuisce al mantenimento di ossa e denti sani e alla normale funzione muscolare e immunitaria.

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