Vitiligine: come comportarsi se si presenta nei bambini

La vitiligine è una malattia che può colpire anche i bambini. Vediamo come si manifesta e quali possono essere le cure

La vitiligine è una patologia della pelle che comporta la progressiva perdita delle cellule che producono melanina, cioè i melanociti. Non è contagiosa. Sui soggetti che ne soffrono si formano delle macchie bianche irregolari nella forma, dovute all’assenza di melanina. E’ un disturbo piuttosto comune che tende a presentarti dopo i 20 anni.

Vitiligine nei bambini

Nonostante si registri una maggiore incidenza dopo i 20 anni, questa patologia può manifestarsi anche nei bambini, tendenzialmente tra i 6 e gli anni, oppure prima dei 20 mesi. I casi in cui colpisce i neonati sono molto rari. E’ molto più frequente di quello che si possa pensare. Viene classificata in segmentale e bilaterale. La prima è caratterizzata da macchie asimmetriche concentrate a destra o a sinistra, su un’unica parte del corpo.

quella bilaterale è la forma più comune, rappresenta infatti il 90% dei casi. In questo case le macchie si trovano disposte simmetricamente sia a destra che a sinistra. Le zone del corpo più colpite sono il trigemino, tronco, collo, braccia e gambe.

In genere, la vitiligine nei bambini avviene in modo molto graduale. Spesso la ritroviamo in alcuni angoli della bocca o delle palpebre, ma si può presentare anche in altre zone, come gomiti o dorso delle dita.

Ancora non si sa quali siano le cause di questa malattia, anche se ci sono diverse ipotesi. Le più accreditate sono tre. Secondo la prima, le terminazioni nervose producono una sostanza che danneggia i melanociti, la seconda ipotesi è quella autoimmune, mentre la terza vuole che, a causa di un difetto delle cellule stesse, siano i melanociti ad autodistruggersi.

Vitiligine: migliori cure

Non è così semplice diagnosticare questa malattia, perché ci sono diverse patologie che possono provocare una perdita del pigmento della pelle.

Una volta riconosciuta la malattia, si procede con il trattamento. Lo scopo delle cure è quello di ripristinare il naturale pigmento della pelle o, eventualmente, di eliminare la pigmentazione residua rendendo più bianca tutta la pelle eliminando in questo modo il contrasto con le macchie più chiare.

Per ciò che riguarda i bambini, si prova sempre a ripristinare la pigmentazione della pelle attraverso una particolare terapia in corrispondenza dei follicoli. Questo trattamento, però, potrebbe apportare rischi e controindicazioni. Naturalmente sarà il medico a individuare il trattamento più adatto. Ci sono anche dei farmaci, spesso ad uso topico, cioè si usano direttamente sulla pelle. Si usano prevalentemente creme a base di corticosteroidi. Durante le prime fasi della malattia, il pediatra può richiedere anche dei trattamenti con raggi ultravioletti di tipo A e B. Creme a base di piperina possono aiutare a trattare i sintomi della malattia. Non solo: anche la papaia sembra riattivare i melanociti, le cellule che producono la melanina.

Secondo uno studio indiano, inoltre, anche l’estratto di Ginkgo Biloba contribuirebbe a fermare la depigmentazione. Interessante è anche l’uso dell’iperico, chiamato anche Erba di San Giovanni. In caso di vitiligine leggera, l’uso della tintura alcolica sulla parte interessata potrebbe contribuire a ridurre al minimo la comparsa di macchie bianche. Queste macchie spesso arrestano la loro progressione e rimangono fisse per tutta la vita. In alcuni casi si verifica, invece, una pigmentazione spontanea. I pazienti, in questo caso, recuperano il loro colore, pur non essendosi mai sottoposti a terapie.

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