Il xilitolo un dolcificante artificiale ampiamente utilizzato, è stato al centro di recenti studi che ne mettono in discussione la sicurezza cardiovascolare. Questo alcol dello zucchero, noto per i suoi benefici per la salute dentale, potrebbe avere effetti negativi sul cuore se consumato in grandi quantità.
Fino a poco tempo fa, lo xilitolo era considerato un’alternativa sicura allo zucchero raffinato, grazie alla sua capacità di prevenire le carie e ridurre il rischio di infezioni alle orecchie nei bambini. Tuttavia, nuove ricerche condotte dalla Cleveland Clinic e presentate al congresso della Società Europea di Cardiologia (ESC) a Monaco hanno sollevato preoccupazioni riguardo al suo impatto sulla salute cardiaca.
Xilitolo e coagulazione del sangue: i risultati degli studi
I ricercatori hanno analizzato i dati di oltre 3.000 persone residenti in Gran Bretagna e Stati Uniti esaminando campioni di sangue di pazienti con problemi cardiaci e di individui ad alto rischio di malattie cardiovascolari. I risultati, pubblicati sull’European Heart Journal hanno dimostrato che livelli elevati di xilitolo nel sangue sono associati a un aumento significativo del rischio di infarto, ictus e decesso.
In particolare, lo studio ha rilevato che i soggetti con i livelli più alti di xilitolo nel sangue avevano il 57% in più di probabilità di soffrire di un evento cardiovascolare entro sei anni rispetto a chi ne aveva i livelli più bassi. Inoltre, il rischio di eventi cardiovascolari è risultato superiore del 18% anche a distanza di 30 anni.
Il meccanismo d’azione dello xilitolo
Secondo il dottor Marco Witkowski del Charité University Hospital di Berlino, lo xilitolo potrebbe potenziare la capacità delle piastrine di formare coaguli aumentando così il rischio di eventi cardiovascolari. Questo effetto è stato osservato indipendentemente dall’età, dal sesso o dalla presenza di condizioni pregresse come ipertensione e diabete.
Xilitolo: dove si trova e come viene utilizzato
Lo xilitolo è un alcol dello zucchero presente in natura in piccolissime quantità in alcuni alimenti come le fragole, la lattuga, l’avena, i funghi, la canna da zucchero e la betulla. Tuttavia, l’industria alimentare lo aggiunge ai prodotti in concentrazioni fino a 1.000 volte superiori rispetto a quelle naturali.
Questo dolcificante è molto diffuso e utilizzato per dolcificare caramelle, gomme da masticare, mentine, gelati, yogurt e marmellate. Inoltre, viene impiegato in alcuni tipi di dentifricio grazie alla sua capacità di favorire la rimineralizzazione dello smalto dentale e ridurre il rischio di carie.
Alternative più sicure al xilitolo
Alla luce dei nuovi dubbi emersi sugli alcoli dello zucchero, la ricerca medica invita a distinguere accuratamente le diverse categorie di dolcificanti. Tra le alternative più sicure, la stevia e il frutto del monaco (Monk Fruit) sono considerati tra le scelte più sicure per chi cerca un’alternativa priva di calorie.
Altri dolcificanti come l’allulosio e i rilievi di origine naturale non influenzano né la glicemia né l’insulina e non hanno mostrato effetti pro-infiammatori o vascolari negli studi preliminari. Le autorità di regolamentazione come l’EFSA confermano la sicurezza di dolcificanti intensivi tradizionali come l’aspartame il sucralosio e l’acesulfame K entro le dosi giornaliere accettabili.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha richiesto ulteriori approfondimenti sull’uso dei dolcificanti per perdere peso, sottolineando che il loro sapore dolce potrebbe ingannare il cervello e rendere più difficile la perdita di peso.
Ulteriori studi sono necessari per comprendere meglio il nesso di causalità tra xilitolo e eventi cardiovascolari.


