Come i farmacisti possono contribuire alla sostenibilità ambientale e all’accesso ai farmaci

I farmacisti possono giocare un ruolo fondamentale nella promozione di sistemi sanitari resilienti e sostenibili, come emerso durante un recente webinar organizzato dalla International Pharmaceutical Federation.

In un’epoca in cui il cambiamento climatico rappresenta una delle maggiori sfide globali, i professionisti della farmacia stanno emergendo come attori chiave nella promozione di pratiche sostenibili e nell’assicurare l’accesso ai farmaci. Un recente webinar organizzato dalla International Pharmaceutical Federation (FIP) ha messo in luce il potenziale dei farmacisti nello sviluppo di sistemi sanitari resilienti e equi.

Il webinar, intitolato Il ruolo della farmacia nel cambiamento climatico: promuovere pratiche sostenibili e l’accesso ai farmaci ha offerto numerosi spunti di riflessione sul contributo che i farmacisti possono offrire per affrontare le sfide ambientali e umanitarie.

La farmacia umanitaria: un campo in espansione

Lucas Ercolin, farmacista umanitario, ha evidenziato il valore della professione in condizioni di emergenza. A differenza di altri settori, la farmacia umanitaria non dispone di percorsi di certificazione standardizzati, e la formazione avviene principalmente attraverso l’esperienza sul campo e corsi specialistici limitati.

I farmacisti umanitari provengono da percorsi professionali eterogenei, dimostrando che le competenze necessarie per operare nelle emergenze sono già presenti nella formazione farmaceutica di base. Ercolin ha sottolineato che il potenziale per contribuire alla risposta umanitaria può essere ulteriormente sviluppato attraverso una preparazione mirata e l’integrazione di competenze specifiche.

Secondo Ercolin, lo sviluppo della farmacia umanitaria non richiede necessariamente la creazione di nuovi percorsi accademici strutturati. Le competenze fondamentali sono già parte integrante della professione. La sfida consiste nel renderle accessibili agli studenti e nel fornire loro gli strumenti per applicarle concretamente.

L’accessibilità dei farmacisti in situazioni di emergenza

Come sottolineato dalla FIP, i farmacisti sono tra i professionisti sanitari più facilmente accessibili alla popolazione. In situazioni di emergenza, quando gli ospedali possono diventare difficili da raggiungere e l’assistenza primaria può essere compromessa, la farmacia può rappresentare un punto di riferimento essenziale.

Adeguatamente preparati, i farmacisti di comunità, ma più in generale tutti i professionisti della farmacia, possono contribuire alla risposta umanitaria, collaborando con i sistemi di soccorso nazionali e sostenendo concretamente le comunità colpite.

La ricerca nei contesti di emergenza umanitaria

Ercolin ha affrontato anche la complessità della ricerca nei contesti di emergenza umanitaria. La raccolta di dati attraverso questionari o altre metodologie di ricerca deve confrontarsi con numerose difficoltà logistiche e la necessità di tutelare persone in condizioni di estrema vulnerabilità.

Tra le criticità principali ci sono la disponibilità di finanziamenti adeguati e la fattibilità degli studi in scenari caratterizzati da instabilità e rischio elevato. Nonostante queste difficoltà, la ricerca è fondamentale per comprendere meglio le dinamiche delle emergenze e migliorare gli interventi futuri.

Secondo Ercolin, la ricerca in ambito umanitario deve essere condotta nel pieno rispetto del principio del do no harm (non nuocere), fondamento dell’azione umanitaria. Le organizzazioni umanitarie hanno come priorità assoluta l’assistenza alle persone e non la produzione di dati per la ricerca. La condivisione delle informazioni deve avvenire nel rispetto delle finalità umanitarie e della protezione delle persone coinvolte.

Le tre dimensioni della farmacia per affrontare le sfide globali

In definitiva, la farmacia può contribuire alla risposta alle grandi sfide ambientali e umanitarie attraverso tre dimensioni fondamentali: la formazione la pratica e la ricerca.

La formazione è essenziale per preparare professionisti più consapevoli, capaci di adattarsi a contesti diversi e di rispondere alle esigenze delle comunità. La pratica dimostra l’adattabilità e la resilienza dei farmacisti, che possono operare in condizioni difficili e garantire l’accesso ai farmaci.

La ricerca, infine, è cruciale per colmare le lacune conoscitive e favorire interventi più efficaci. Tutti i farmacisti, indipendentemente dal ruolo ricoperto, possono partecipare alla costruzione di sistemi sanitari più sostenibili, resilienti e pronti ad affrontare le crisi future.

Scritto da Roberto Capelli

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