Autocura: strumento strategico per la salute globale secondo l’Oms

L’Oms rilancia l’importanza dell’autocura per la gestione della salute, con un focus su HIV, tubercolosi, epatiti e infezioni sessualmente trasmissibili. Scopri come test fai da te e tecnologie digitali stanno cambiando l’assistenza sanitaria.

In un mondo in cui l’accesso ai servizi sanitari rimane una sfida per molte comunità, l’autocura emerge come una soluzione strategica. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha recentemente sottolineato il ruolo cruciale dell’autocura nella gestione della salute, promuovendo strumenti come l’autodiagnosi e l’autocampionamento per ampliare l’accesso ai servizi e ridurre le disuguaglianze.

L’autocura non è più una semplice scelta individuale, ma una componente essenziale delle politiche sanitarie globali. Questo approccio mira a rafforzare la prevenzione, la diagnosi e il trattamento di malattie come l’HIV la tubercolosi le epatiti virali e le infezioni sessualmente trasmissibili oltre a promuovere il benessere mentale.

L’autocura come strumento di inclusione sanitaria

Durante la 26ª Conferenza internazionale sull’AIDS (AIDS 2026) a Rio de Janeiro, l’Oms ha evidenziato come l’autocura possa colmare le lacune nell’accesso ai test e interrompere la trasmissione delle infezioni. Tereza Kasaeva direttrice del Dipartimento Oms per HIV, tubercolosi, epatiti e infezioni sessualmente trasmissibili, ha affermato che l’autocura rende l’assistenza sanitaria più accessibilepersonalizzata e integrata nella vita quotidiana delle persone.

L’Oms raccomanda l’uso di test autogestiti per HIV, epatite C e sifilide, nonché l’autocampionamento per lo screening di clamidia, gonorrea, papillomavirus umano e, in alcuni casi, per la diagnosi della tubercolosi. Questi strumenti offrono modalità più discrete, semplici e confortevoli per effettuare gli accertamenti, riducendo le barriere all’accesso.

Servizi di prossimità e integrazione dell’assistenza

Un altro elemento chiave è la disponibilità locale dei servizi. L’Oms invita a rafforzare modelli assistenziali che consentano di ricevere farmaci, test e attività di prevenzione direttamente nelle farmacie, nei servizi territoriali e nelle comunità. Questo approccio include anche la distribuzione di terapie per periodi più lunghi, riducendo così gli accessi alle strutture sanitarie.

L’integrazione dell’assistenza è un altro pilastro della strategia. L’obiettivo è offrire in un unico punto test, prevenzione, trattamento e presa in carico per HIV, sifilide, epatiti e tubercolosi, facilitando l’accesso soprattutto alle popolazioni vulnerabili, alle popolazioni chiave, ai loro partner e alle donne con i loro figli.

Tecnologie digitali e autocura

Le tecnologie digitali stanno giocando un ruolo sempre più importante nell’autocura. L’Oms evidenzia il contributo di piattaforme online, applicazioni mobili e assistenti sanitari basati sull’intelligenza artificiale in grado di fornire informazioni validate, promemoria terapeutici, supporto ai percorsi di cura e servizi fruibili anche in forma anonima direttamente da casa.

Pascale Allotey direttrice del Dipartimento Oms per la salute sessuale, riproduttiva, materna, infantile, adolescenziale e dell’invecchiamento, ha sottolineato che gli strumenti di autocura consentono di costruire un’assistenza realmente integrata e centrata sulla persona, rafforzando la capacità dei sistemi sanitari di raggiungere chi è maggiormente esposto ai rischi e di tutelarne i diritti.

Pratiche quotidiane per il benessere

L’approccio promosso dall’Oms non si limita agli strumenti diagnostici o terapeutici, ma comprende anche pratiche quotidiane che contribuiscono al benessere generale. Tra queste figurano un’alimentazione equilibrata utile anche per ridurre il rischio di infezioni opportunistiche nelle persone immunocompromesse, la gestione dello stress e della Salute mentale attraverso reti di supporto, sonno adeguato e attività piacevoli, l’esercizio fisico regolare il mantenimento dei contatti con i servizi sanitari e la telemedicina, oltre alla riduzione del consumo di tabacco e alcol per limitare i danni a carico del fegato e dell’apparato cardiovascolare.

Queste pratiche non eliminano le difficoltà sociali o economiche che molte persone affrontano, ma rappresentano strumenti concreti per migliorare la qualità della vita e favorire l’aderenza ai percorsi di prevenzione e cura.

Yogan Pillay direttore dei programmi per tubercolosi e HIV della Fondazione Gates, ha concluso che l’autocura è una strategia fondamentale per l’equità. Ogni strumento che avvicina l’assistenza sanitaria alle persone rafforza la capacità di ampliare l’accesso ai servizi di salute sessuale e riproduttiva e di porre fine all’HIV, alla tubercolosi, all’epatite virale e alle infezioni sessualmente trasmissibili.

Scritto da Roberto Capelli

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