Diagnosi di tubercolosi: il nuovo esame del sangue ultra-sensibile

Un innovativo test del sangue potrebbe rivoluzionare la diagnosi della tubercolosi, offrendo una soluzione rapida e precisa.

La tubercolosi, una delle principali cause di morte a livello globale, potrebbe presto essere diagnosticata con un semplice esame del sangue. Questo è quanto emerge da uno studio presentato al congresso della Association for Diagnostics & Laboratory Medicine (ADLM) ad Anaheim, California guidato dal dottor Sheng-Wei Pan del Taipei Veterans General Hospital.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), circa un quarto della popolazione mondiale è stato infettato dal batterio Mycobacterium tuberculosis con un 5-10% che sviluppa la malattia in forma attiva. La tubercolosi è curabile con antibiotici se rilevata precocemente, ma la diagnosi tradizionale richiede l’analisi dell’espettorato, un metodo non sempre efficace.

Il biomarcatore ESAT-6 e il nuovo biosensore

I ricercatori hanno puntato su un biomarcatore ematico prodotto direttamente dal batterio, l’ESAT-6 (Early Secreted Antigenic Target da 6 kDa). A differenza dei test immunologici attuali, che rilevano la risposta del corpo al batterio, l’ESAT-6 misura la presenza di una proteina prodotta dal microrganismo stesso, offrendo un’identificazione più accurata dell’infezione attiva.

Per quantificare l’ESAT-6 nel sangue, il team ha sviluppato un biosensore di nuova generazione in grado di rilevare concentrazioni estremamente basse del biomarcatore. Questo strumento ha permesso di analizzare campioni di sangue di 217 partecipanti, tra cui pazienti con tubercolosi polmonare attiva, persone con infezioni da micobatteri non tubercolari, pazienti con tumore al polmone, soggetti con tubercolosi latente e controlli sani.

Risultati promettenti e prospettive future

I risultati dello studio hanno mostrato che i livelli di ESAT-6 aumentano progressivamente lungo il decorso dell’infezione. Le concentrazioni più basse sono state osservate nelle persone esposte al batterio ma non infette, valori intermedi in quelle con tubercolosi latente e livelli significativamente più elevati nei pazienti con tubercolosi attiva. Questo suggerisce che il biomarcatore non solo distingue chi è malato da chi non lo è, ma riflette anche lo stadio dell’infezione.

Nonostante i risultati promettenti, i ricercatori invitano alla prudenza. Lo studio è stato condotto con un disegno caso-controllo e saranno necessari ulteriori studi prospettici per confermare i risultati nella pratica clinica. Tuttavia, se i dati saranno validati, il dosaggio dell’ESAT-6 potrebbe diventare un prezioso strumento di triage, utile per orientare rapidamente il percorso diagnostico dei pazienti quando gli esami sull’espettorato non sono disponibili.

Il dottor Pan ha sottolineato l’importanza di una diagnosi tempestiva: “Ogni settimana di ritardo nella diagnosi della tubercolosi è cruciale. Identificare precocemente la malattia può consentire di iniziare il trattamento prima e di ridurre potenzialmente la trasmissione dell’infezione.”

Scritto da Roberto Capelli

Ashtanga Vinyasa Yoga: il percorso di meditazione in movimento a Venezia

Caldo record, allarme Ecdc: “Ondate intense e prolungate aumentano rischio infezioni”