TV e salute cerebrale: perché gli uomini sono più colpiti dalla sedentarietà passiva

Uno studio scientifico ha dimostrato che passare troppe ore davanti alla TV può ridurre il volume cerebrale, soprattutto negli uomini. Scopri perché la sedentarietà passiva è più dannosa di quella attiva.

Da bambini, quante volte abbiamo sentito dire: «Spegni la TV o ti si brucerà il cervello!»? Quella che sembrava una semplice esortazione delle nonne trova ora conferma scientifica. Uno studio durato quasi un quarto di secolo ha rivelato che passare troppe ore davanti alla TV può avere un impatto negativo sulla struttura cerebrale, con conseguenze più gravi per gli uomini.

La ricerca, pubblicata su Alzheimer’s & Dementia ha seguito oltre 1.700 persone per quasi 24 anni, dall’età media di 50 anni fino ai 75. I ricercatori della University of Southern California hanno analizzato le abitudini dei partecipanti e poi sottoposto i loro cervelli a risonanza magnetica.

TV e cervello: i risultati dello studio

I risultati hanno mostrato una differenza netta tra chi passava molto tempo davanti alla TV e chi era seduto per lavoro. Chi guardava molta TV presentava una riduzione del volume cerebrale nelle aree più vulnerabili all’Alzheimer e un aumento delle lesioni della sostanza bianca, indicatori di declino cognitivo. Al contrario, chi passava la giornata seduto a lavorare al computer o alla scrivania aveva un cervello più sano e voluminoso.

Gli esperti hanno isolato l’attività fisica come variabile: fare sport non annulla i danni mentali causati da troppe ore di TV passiva. Il dottor David Raichlen uno degli autori dello studio, ha spiegato che «per anni ci siamo concentrati solo su quanto tempo le persone passano sedute. I nostri dati dimostrano che dobbiamo iniziare a guardare cosa fanno mentre sono sedute».

Perché la TV ‘rimpicciolisce’ il cervello maschile?

Il dato che ha sorpreso gli stessi scienziati è la differenza di genere. Il legame tra TV e atrofia cerebrale è risultato più forte negli uomini rispetto alle donne. Il biologo Natan Feter ha sottolineato due fattori principali: il modo di guardare la TV e i fattori biologici e ormonali.

Le donne tendono a guardare la televisione interrompendo più spesso la seduta per svolgere altre mansioni domestiche o personali. Gli uomini, al contrario, tendono a maratone immersive e ininterrotte. Inoltre, il cervello maschile e quello femminile potrebbero reagire diversamente alla sedentarietà prolungata e invecchiare con ritmi e modalità differenti.

Sedentarietà pigra vs sedentarietà attiva: la svolta della ‘riserva cognitiva’

La vera lezione di questo studio è che non tutte le ore passate seduti sono uguali. Guardare la TV è un’attività cognitivamente passiva: il cervello si spegne, ‘subisce’ le immagini e spesso si associa a snack spazzatura o colpi di sonno sul divano.

Al contrario, la sedentarietà d’ufficio o da studio (rispondere alle email, risolvere problemi, pianificare, leggere o persino fare puzzle e lavoretti manuali) costringe la materia grigia a lavorare. Questo sforzo continuo crea una riserva cognitiva uno scudo protettivo che aiuta il cervello a resistere all’invecchiamento e alle neurodegenerazioni.

La prossima volta che vi preparate per una maratona di serie TV, ricordatevi di concedere al vostro cervello una pausa attivamente stimolante. La vostra memoria vi ringrazierà.

Scritto da Camilla Pellegrini

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