Come la galenica erboristica può rivoluzionare l’offerta delle farmacie italiane

La galenica erboristica rappresenta una rivoluzione nel mondo delle farmacie, permettendo la creazione di preparati personalizzati con piante medicinali

Nel panorama farmaceutico italiano, la galenica erboristica sta emergendo come una risorsa preziosa per i farmacisti. Questa tecnica, che prevede la preparazione di formulazioni a base di piante medicinali, offre l’opportunità di creare prodotti su misura per i pazienti, differenziandosi dagli standard industriali.

Negli ultimi 20 anni, il mercato degli integratori alimentari ha registrato una crescita costante, ma spesso a scapito della qualità. La galenica erboristica può rappresentare un’alternativa valida, garantendo preparati di alta qualità e personalizzati.

Il quadro normativo della galenica erboristica

La normativa italiana concede ai farmacisti una certa libertà nella formulazione di preparati erboristici. Grazie alla nota n. 600.12/AG45.1/706 del 05/12/2002, i farmacisti possono allestire preparati non medicinali a base di ingredienti vegetali, purché rispettino specifici criteri.

Tra i requisiti principali vi è l’uso di piante e loro parti riportate in un elenco stilato dal Ministero della Salute l’adozione delle Norme di Buona Preparazione della Farmacopea Ufficiale XII e la vendita esclusiva ai clienti della farmacia. Inoltre, i preparati devono essere per uso orale e non possono riportare indicazioni terapeutiche in etichetta.

Il Decreto Ministeriale del 10 agosto 2018 ha ulteriormente armonizzato l’elenco delle piante ammesse con il progetto BELFRIT, un riferimento condiviso a livello europeo per i botanicals. Le farmacopee nazionali, la Farmacopea Europea e le monografie di EMA ed ESCOP garantiscono la qualità, la sicurezza e il razionale scientifico delle preparazioni.

I vantaggi della galenica erboristica

Il principale vantaggio della galenica erboristica è la possibilità di personalizzare la formulazione in base alle esigenze del paziente. Il farmacista può modulare dosaggi, associazioni e forme farmaceutiche per ottenere preparati più efficaci e adatti alle specifiche necessità.

Ad esempio, per migliorare la biodisponibilità di principi attivi vegetali come la curcumina, la berberina o il resveratrolo, è possibile utilizzare estratti secchi fitosomiali o liposomiali, già complessati con la fosfatidilcolina. Inoltre, l’aggiunta di bioenancer come piperina, zenzero o acidi grassi a media catena può aumentare ulteriormente l’assorbimento dei principi attivi.

La qualità delle materie prime è un altro aspetto cruciale. Revisioni sistematiche e metanalisi hanno documentato tassi significativi di adulterazione e variabilità nel contenuto dei principi attivi negli integratori industriali. Il farmacista, garantendo standard qualitativi elevati e tracciabilità delle materie prime, può offrire prodotti affidabili e di alta qualità.

I limiti e le sfide della galenica erboristica

Nonostante i numerosi vantaggi, la galenica erboristica deve affrontare alcune sfide. Il tempo tecnico di preparazione e i costi di manodopera sono spesso percepiti come elementi penalizzanti. Tuttavia, l’introduzione di attrezzature automatiche o semi-automatiche può ottimizzare i tempi di preparazione, rendendo il processo più efficiente.

Un altro limite percepito è la competitività dei prezzi rispetto agli integratori industriali. Tuttavia, la galenica erboristica offre la possibilità di definire il prezzo in funzione della qualità, del servizio professionale e della personalizzazione, permettendo di costruire un margine coerente con il valore reale del prodotto.

Il ruolo del farmacista è centrale nel guidare il paziente verso una scelta consapevole. Spiegare la differenza tra standardizzazione teorica e reale qualità dell’estratto, evidenziare il valore della titolazione e della selezione delle materie prime, e comunicare il concetto di efficacia legata alla dose e alla qualità sono aspetti fondamentali per trasferire al paziente la percezione di un intervento professionale ad alto valore aggiunto.

Scritto da Roberto Capelli

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