Vitamina B1 contro le zanzare: funziona davvero? La scienza risponde

Ogni estate torna il consiglio di assumere vitamina B1 per tenere lontane le zanzare. Ma la scienza dice che è solo un mito.

Ogni estate, il consiglio di assumere vitamina B1 per tenere lontane le zanzare riemerge come un rimedio popolare. Ma cosa dice la scienza al riguardo? Questo articolo esplora l’origine del mito, gli studi scientifici che lo smentiscono e le alternative efficaci per proteggersi dalle punture di zanzare.

La vitamina B1, o tiamina, è stata a lungo proposta come un repellente sistemico naturale. Tuttavia, la comunità scientifica ha da tempo smentito questa credenza. Vediamo perché.

L’origine del mito della vitamina B1 contro le zanzare

L’idea che la vitamina B1 possa fungere da scudo anti-zanzare risale al 1943, quando il medico americano W. Ray Shannon pubblicò un resoconto preliminare suggerendo che alte dosi di tiamina potessero ridurre le punture degli insetti. Nonostante l’assenza di un gruppo di controllo rigido, l’ipotesi che la tiamina in eccesso, eliminata tramite la traspirazione, potesse emanare un odore repellente ha preso piede nel folklore popolare.

Gli studi scientifici che smentiscono l’efficacia della vitamina B1

Quando la teoria è stata sottoposta a test rigorosi, la presunta efficacia della vitamina B1 è crollata. Negli anni ’60 e ’70, i ricercatori del Department of Dermatology dell’Università della California condussero esperimenti sistematici su volontari esposti a zanzare Aedes aegypti. I risultati dimostrarono che l’assunzione di vitamina B1 non riduceva né il tasso di atterraggio degli insetti sulla pelle, né il numero di punture.

La conferma definitiva è arrivata dallo studio del Dott. Matan Shelomi dell’Università Nazionale di Taiwan, pubblicato nel 2026. L’autore ha analizzato 104 studi e casi clinici prodotti negli ultimi 80 anni,

Perché il mito persiste?

Se la scienza ha smentito l’efficacia della vitamina B1, perché molte persone continuano a credere nel suo potere repellente? La ricerca suggerisce due fattori chiave: l’effetto placebo e la modulazione dei sintomi.

Quando si assume un integratore con l’aspettativa di non essere punti, si tende a fare meno caso alle punture minori o a posizionarsi inconsciamente in ambienti meno esposti. Inoltre, alcune evidenze cliniche suggeriscono che la tiamina possa ridurre la reazione infiammatoria soggettiva e l’orticaria papulosa indotta dai morsi di insetto. In altre parole, la zanzara punge ugualmente, ma l’intensità del prurito o del pomfo potrebbe risultare attenuata, portando erroneamente il paziente a credere di essere stato

Scritto da Emanuele Galli

Ketchup vs maionese: quale salsa preferire per un’estate senza rimorsi