Nel panorama della salute e della nutrizione, la distinzione tra integratori alimentari e alimenti a fini medici speciali (AFMS) è di fondamentale importanza. Questi due tipi di prodotti, pur avendo scopi diversi, condividono un obiettivo comune: la tutela della salute delle persone, sia sane che con patologie specifiche.
La linea di demarcazione tra questi prodotti è stata chiarita durante il 65° Congresso AFI (Associazione Farmaceutici dell’Industria), dove Roberto Copparoni, Direttore dell’Ufficio 4 – Alimenti a Fini Medici Speciali ed integratori del Ministero della Salute, ha presentato una relazione dettagliata sul tema. L’evento, dedicato a L’Industria della Salute nel tempo dell’Intelligenza Artificiale ha offerto spunti preziosi per comprendere meglio le differenze e le applicazioni di questi prodotti.
Definizioni e caratteristiche principali
Gli integratori alimentari sono prodotti destinati a integrare la dieta quotidiana, fornendo nutrienti che possono mancare nell’alimentazione. Questi prodotti sono utilizzati per ottimizzare la dieta o per scopi di prevenzione generale, rendendoli adatti a tutta la popolazione. La loro composizione è standardizzata, con dosi fisiologiche o moderate di nutrienti.
Al contrario, gli alimenti a fini medici speciali (AFMS) sono progettati per la gestione nutrizionale di pazienti con esigenze alimentari e nutrizionali specifiche. Questi prodotti sono nobili nel senso che rispondono a fabbisogni che non possono essere soddisfatti con una dieta normale. La loro formulazione è specifica, modificata, arricchita o deprivata, per rispondere alle esigenze di pazienti con malassorbimento, patologie metaboliche o altre condizioni cliniche particolari.
Novel food: opportunità nutrizionali
Un aspetto interessante riguarda i novel food alimenti, ingredienti o sostanze non consumati in misura significativa nell’Unione Europea prima di maggio 1997. Tra questi, troviamo le farine di insetti, l’alga spirulina e i semi di chia. Questi prodotti rappresentano un’opportunità nutrizionale, ma richiedono una ricerca approfondita e nuove disposizioni normative per garantire la loro sicurezza e efficacia.
Evidenze scientifiche e claim
Un altro aspetto cruciale riguarda le evidenze scientifiche e i claim associati a questi prodotti. Per gli integratori alimentari, i claim salutistici devono essere scientificamente dimostrati, comprensibili per il consumatore e autorizzati a livello europeo. Gli AFMS, invece, si basano su evidenze clinico-nutrizionali che certificano il legame tra la composizione del prodotto e la gestione dietetica di una determinata malattia.
Gli AFMS non richiedono autorizzazione preventiva a livello UE, ma gli operatori del settore alimentare sono pienamente responsabili per la sicurezza, l’appropriatezza d’uso e la validità scientifica dei prodotti. Questo approccio garantisce che gli AFMS siano utilizzati in modo sicuro ed efficace per la gestione di patologie specifiche.
Il futuro: personalizzazione e nutrigenetica
Il futuro della nutrizione potrebbe vedere una personalizzazione sempre maggiore, grazie alla nutrigenetica. Ad esempio, un test genetico potrebbe rivelare l’incapacità di una persona di produrre una determinata vitamina o sostanza, evidenziando un fabbisogno nutritivo specifico. In questo contesto, gli AFMS potrebbero diventare strumenti di precisione, basati sul codice genetico del paziente.
Un esempio concreto è rappresentato dal gene MTHFR, che rende alcune persone incapaci di trasformare l’acido folico (vitamina B9) nella sua forma attiva. In questi casi, non si parla più di integrazione, ma di AFMS in grado di fornire l’unica forma molecolare che il paziente può processare, evitando complicazioni cliniche. Questo approccio potrebbe rivoluzionare la gestione dietetica, rendendo la distinzione tra integratori e AFMS puramente formale.


