Focolaio di salmonellosi nella Val Trompia: 89 sintomi, 14 ricoveri

Un focolaio di salmonella ha colpito asili e scuole della Val Trompia, con 89 sintomi e 14 bambini ricoverati; le autorità stanno cercando la fonte.

Nel cuore della Val Trompia, un improvviso **focolaio di salmonellosi** ha colpito asili, scuole dell’infanzia e primarie, innescando una risposta rapida da parte delle autorità sanitarie. Dal 10 al 13 settembre diversi soggetti hanno manifestato sintomi gastrointestinali, spingendo i genitori a segnalare il problema al Comune di Gardone Val Trompia. La reazione è stata immediata: la mensa scolastica è stata sospesa e l’Azienda per la Tutela della Salute (ATS) di Brescia ha avviato le prime indagini.

Il quadro è rapidamente diventato preoccupante: a fine giornata del 16 settembre l’ATS ha aggiornato i dati, registrando 89 persone con sintomi compatibili e 14 bambini attualmente ricoverati. I piccoli pazienti sono divisi tra l’ASST Spedali Civili di Brescia (nove casi) e la Fondazione Poliambulanza (cinque casi). Tutti presentano condizioni cliniche stabili o in progressivo miglioramento e le dimissioni hanno già iniziato a ridurre il numero di ricoveri.

Evoluzione del focolaio e dati aggiornati

Gli accertamenti di laboratorio effettuati sugli esami dei pazienti hanno evidenziato la presenza di Salmonella in alcuni campioni, confermando la natura dell’infezione. Le autorità hanno precisato che i sintomi – vomito, diarrea, febbre e dolori addominali – sono comparsi tra l’11 e il 13 settembre, in linea con il periodo di incubazione tipico della salmonellosi, che varia da 6 a 72 ore. Non sono stati segnalati casi in stato di pericolo di vita, ma la delicatezza della situazione ha richiesto il ricovero di tutti i bambini più piccoli o con segni di disidratazione.

Numero di pazienti e condizioni cliniche

Il conteggio di 89 sintomatici include sia adulti che bambini; la maggior parte degli adulti è stata trattata in ambulatorio, mentre 12 bambini sono ancora ospedalizzati, otto presso gli Spedali Civili di Brescia e quattro alla Poliambulanza. Il personale sanitario ha sottolineato che le dimissioni sono iniziate perché i piccoli stanno rispondendo bene alla terapia di reidratazione e al supporto clinico. Nessun caso è risultato critico, ma la sorveglianza rimane alta finché non saranno completati tutti gli esami.

Indagini in corso e ruolo del centro cottura di Inzino

Il punto focale delle investigazioni è il centro cottura di Inzino frazione di Gardone Val Trompia, che ha fornito i pasti alle strutture scolastiche coinvolte. Il 14 settembre la struttura è stata chiusa e da allora le mense hanno ricevuto cibo da altri fornitori. L’ATS, in collaborazione con i Nuclei di Attività Sanitaria (NAS), sta eseguendo analisi microbiologiche su tutti i pasti preparati il 10 e l’11 settembre – un totale di 219 e 210 porzioni rispettivamente – conservati come “pasto prova”.

Analisi dei pasti del 10 e 11 settembre

Le verifiche preliminari nei centri cottura di Inzino e Gussago non hanno evidenziato violazioni evidenti alle norme igienico-sanitarie, ma la presenza di Salmonella nei campioni alimentari deve ancora essere confermata. Gli esperti stanno confrontando il ceppo isolato nei pazienti con quello eventualmente presente negli alimenti, un passaggio cruciale per stabilire un legame diretto tra il cibo servito e l’infezione. Fino a quando i risultati non saranno disponibili, il servizio di ristorazione è stato garantito da strutture non coinvolte nell’inchiesta.

Impatto sulle scuole e misure precauzionali

Le autorità scolastiche hanno adottato misure straordinarie per limitare la diffusione del contagio. Oltre alla sospensione della mensa, è stata diffusa una comunicazione a tutte le famiglie, invitandole a monitorare eventuali sintomi nei figli e a recarsi al medico in caso di manifestazioni. Alcuni genitori hanno organizzato un comitato per richiedere chiarimenti e valutare possibili azioni legali contro il gestore della ristorazione. Nel frattempo, le scuole hanno ripreso le attività didattiche con pasti preparati da fornitori alternativi, mentre le indagini proseguono per identificare l’eventuale fonte di contaminazione.

Scritto da Camilla Pellegrini

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