Farmacia dei servizi: al via test diagnostici del sangue, urine e gravidanza

FARMACIA DEI SERVIZI: AL VIA TEST DIAGNOSTICI DEL SANGUE, URINE E GRAVIDANZA

Parliamo oggi della farmacia dei servizi. A seguito di un decreto di nove articoli messo in atto dal Ministro delle Salute Ferruccio Fazio, in farmacia, ormai da qualche tempo, sono arrivati molti dispositivi per l’autodiagnosi. La farmacia quindi, da luogo atto all’erogazione di medicinali è oggi diventato anche un luogo per l’erogazione di servizi. Oggi è infatti possibile misurare la glicemia, fare analisi del colesterolo, misurare la pressione, esaminare le urine ed effettuare esami per la gravidanza. All’interno di alcune di esse è anche possibile la prenotazione di visite mediche presso gli istituti ospedalieri limitrofi. Un tema di grande importanza di cui, nonostante siano passati alcuni anni, non tutti i cittadini sono opportunamente informati.

La riforma delle farmacie.

Il decreto emesso dal ministro della Salute di Fazio, noto come riforma delle farmacie è quindi un tentativo di innovazione del sistema sanitario e farmaceutico. Secondo il ministro questa riforma ” è innovativa e cambierà la faccia del sistema sanitario del nostro paese”. I decreti, in particolare, introducono una normativa riguardo le attività che si dovrebbero svolgere in farmacia al fine del suo miglioramento.

Lo scopo è potenziare le “capacità di accesso dei cittadini, tramite le farmacie, al servizio sanitario nazionale”. Controllare periodicamente il proprio stato di salute è molto importante. Spesso accade che, per mancanza di tempo, i controlli ambulatoriali vengano rimandati ma oggi, grazie alla riforma e alle nuove tecnologie è possibile eseguire le analisi del sangue direttamente in farmacia risparmiando tempo. I servizi in farmacia sono concepiti come una “piattaforma” in grado di avvicinare il farmacista ai propri clienti, offrendo loro una modalità rapida e semplice per curare la propria salute. Si tratta di un servizio diretto a tutti i cittadini che presenta un vantaggio concreto in termini di tempo. Per usufruirne basta recarsi all’interno di una delle farmacie convenzionate e prenotare l’esame desiderato grazie a un chiosco interattivo. Per la prenotazione è necessaria la tessera sanitaria per potersi registrare.

Prestazioni analitiche effettuabili in farmacia

Le farmacie (sia pubbliche che private), per effettuare le prestazioni e l’assistenza ai pazienti, devono utilizzare spazi appositamente dedicati e separati dagli altri ambienti.

Questi devono infatti consentire l’uso, la manutenzione e la conservazione delle apparecchiature dedicate in condizioni di totale sicurezza. Il farmacista è obbligato ad esporre nei locali della farmacia, in modo chiaro e leggibile, le tipologie di prestazioni disponibili. Tra queste vi sono:

  • test per glicemia, colesterolo e trigliceridi;
  • test per misurazione in tempo reale di emoglobina, creatinina, transaminasi, ematocrito;
  • test per la misurare le componenti delle urine tra cui acido ascorbico, chetoni, leucociti, nitriti, ph, sangue, proteine;
  • test ovulazione, test gravidanza, e test menopausa per la misura dei livelli dell’ormone FSA nelle urine;
  • test colon-retto per la rilevazione di sangue occulto nelle feci;
  • test per le intolleranze alimentari;
  • misurazione non invasiva della pressione arteriosa, della capacità polmonare e della saturazione percentuale dell’ossigeno.

Prenotazione delle prestazioni specialistiche

In particolare, con il Decreto dell’8 luglio 2011, le farmacie attraverso una postazione dedicata, possono operare anche come canali di accesso al Sistema CUP.

Esse consentono infatti la prenotazione di prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale presso le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate. Consentono inoltre il pagamento preventivo dei ticket e il ritiro dei i relativi referti.

Perplessità

Tra i collaboratori delle farmacie, molti sono stati i dubbi e le perplessità. Alcuni di essi vedono infatti l’ingresso di infermieri e fisioterapisti come antagonista al proprio operato. E invece bisognerebbe sottolineare anche come esso rappresenti un aumento della forza lavoro per le farmacie e dell’occupazione. Altre perplessità derivano dal fatto che la presenza degli infermieri non sembrava essere una priorità sanitaria. Molti sostengono infatti che sarebbe stato meglio riformare l’assistenza primaria valorizzando la figura degli infermieri ma all’interno degli ospedali e negli studi medici, luoghi in cui il loro ruolo è maggiormente riconosciuto e necessario. Basti pensare che il numero degli infermieri negli studi medici è inferiore al 20%. Inoltre, sono molti i farmacisti che si ritengono scarsamente soddisfatti della resa degli apparecchi per l’autoanalisi. Essi argomentano affermando che le apparecchiature in dotazione non sono al livello di quelle ospedaliere. Eppure l’autoanalisi del sangue, così come altri esami, sembrano essere totalmente attendibile in quanto a risultati.

Conclusioni

Il maggior problema da combattere sembra essere allora quello culturale. I risultati delle apparecchiature sono gli stessi ma spesso i cittadini sono talmente abituati ad andare in laboratorio per questo tipo di analisi da scartare la farmacia a priori. Sembra quindi che tra esperti del settore e cittadini ci sia una considerevole resistenza al cambiamento, scaturita sopratutto dall’importanza del tema della salute. Certamente la farmacia ha il suo ruolo nel superamento di queste barriere. Essa deve essere in grado di relazionarsi con i suoi clienti e di comunicare in modo efficace ispirando un sentimento di fiducia e competenza.

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