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Febbre suina: c'è chi si dispera e chi la mette in musica!

Febbre suina: c'è chi si dispera e chi la mette in musica!

Panico o non panico?
Questo è il dilemma che da un po' di giorni assilla l'umanità. Sono giorni di attesa …"febbrile" sì, ma per una parola di conforto da parte di qualche esperto che ci dica che la nuova influenza non sarà un'altra spagnola con milioni di vittime in tutto il mondo.

C'è anche chi prova a rassicurare minimizzando il rischio, salvo poi cadere in frasi contraddittorie nel giro di poche ore: l'eccessivo ottimismo al limite dell'illusione difficilmente risulta credibile anche alle persone normalmente tranquille, figurati per chi teme davvero oltre misura per l'incolumità sua e dei suoi cari.

Inutile quindi che ci dicano "tranquilli in Italia non verrà!" E che siamo un Paese a prova di virus? Abbiamo pagato per l'immunità virale? C'è un filtro microporoso in grado di fermare l'H1N1 sopra tutto il territorio di cui non sapevamo nulla?
Inutile che ci dicano "tanto abbiamo scorte di antivirale sufficienti per tutti con le 40 milioni di dosi all'attivo" visto che dati Istat pubblicati l'altro giorno ci facciano notare che abbiamo appena raggiunto la cifra record di 60 milioni di italiani. Se la matematica non è un'opinione i conti non tornano.

Insomma c'è una differenza sottile ma insuperabile tra l'essere rassicuranti e il rendersi ridicoli.

Ovviamente, c'è pure chi rema contro cercando di fomentare panico anche dove provvede già abbastanza la natura umana, ma non vale la pena spendere parole per questi untori dell'anima che seminano panico dove sarebbe invece instillare gli anticorpi della lucidità.

Viceversa conviene parlare di chi invece nel dramma scherza su. Un modo per non pensare, per ricacciare nel fondo l'ansia, per sdrammatizzare, come si dice in gergo tecnico? O solo cinismo e voglia di attirare l'attenzione su di sé parlando di qualcosa che di sicuro attira?

Anche questo è un bel dubbio amletico, ma come dovremmo considerare le battute dei tanti comici che oggi prendono la febbre suina sul ridere? Ne cito uno fra i tanti, Dario Vergassola il quale alla trasmissione Parla con me del 28 aprile ha detto che "Se l'influenza suina si contagia da uomo a uomo, un po' maiale devi essere."

Un po' cinica eh?! Ma che dire del tizio che ha trasformato una parte del corredo genetico del virus della febbre suina in un brano musicale?
Lo riferisce il dissacrante blog sulla comunicazione sanitaria DottProf in cui si legge che Stephan Zielinski, un simpatico fotografo/scrittore di San Francisco, si è dilettato nello scrivere un algoritmo capace di trasformare la sequenza degli aminoacidi del mitico virus H1N1 in musica ambient. Per la precisione, lo spartito del suo brano (che potete ascoltare qui) deriva dalle sequenza di aminoacidi che compongono la proteina emoagglutinina FJ966952, e cioè:
MKAILVVMLYTFATANADTLCIGYHANNSTDTVDTVLEKNVTVTHSVNLLEDKHNGKLCK RGVAPLHLGKCNIAGWILGNPECESLSTASSWSYIVETSSSDNGTCYPGDFIDYEELRE QLSSVSSFERFEIFPKTSSWPNHDSNKGVTAACPHAGAKSFYKNLIWLVKKGNSYPKLSK SYINDKGKEVLVLWGIHHPSTSADQQSLYQNADAYVFVGSSRYSKKFKPEIAIRPKVRDQ EGRMNYYWTLVEPGDKITFEATGNLVVPRYAFAMERNAGSGIIISDTPVHDCNTTCQTPK GAINTSLPFQNIHPITIGKCPKYVKSTKLRLATGLRNVPSIQSRGLFGAIAGFIEGGWTG MVDGWYGYHHQNEQGSGYAADLKSTQNAIDEITNKVNSVIEKMNTQFTAVGKEFNHLEKR IENLNKKVDDGFLDIWTYNAELLVLLENERTLDYHDSNVKNLYEKVRSQLKNNAKEIGNG CFEFYHKCDNTCMESVKNGTYDYPKYSEEAKLNREEIDGVKLESTRIYQILAIYSTVASS LVLVVSLGAISFWMCSNGSLQCRICI
L'emoagglutininina è una proteina molto importante, perché è responsabile del processo di ‘ancoraggio' del virus alla cellula ospite e dell'inoculamento del contenuto virale. In altre parole è un po' "il cavallo di troia" del virus H1N1.

Certo un'idea creativa, gliene diamo atto, ma il dubbio resta: un modo per sdrammatizzare o un tentativo di specularci su? O ancora una scelta obbligata visto che ormai la febbre suina non è più soltanto un oggetto di studi per scienziati e medici o una fonte di preoccupazione per autorità sanitarie e politiche ma anche per la popolazione, e quindi un argomento di cui deve necessariamente occuparsi chi lavora nel campo della comunicazione?

Speriamo che un giorno ci si possa fare tutti su una risata, anche se dubito che ci si potrà dimenticare delle vittime che già oggi contiamo.

© Riproduzione riservata

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