Furto di fentanyl all’ospedale Israelitico: le indagini e le misure di sicurezza

Il furto di 80 fiale di fentanyl all'ospedale Israelitico di Roma ha scatenato un allarme nazionale. Scopri le indagini in corso e le nuove misure di sicurezza.

Il recente furto di 80 fiale di fentanyl dall’ospedale Israelitico di Roma ha acceso i riflettori su un problema di sicurezza sanitaria e pubblica. Questo potente oppioide sintetico noto per i suoi effetti devastanti, è al centro di un’indagine che coinvolge le forze dell’ordine e le istituzioni governative.

Il comandante del Ros Vincenzo Molinese ha definito il furto un segnale preoccupante indicando una possibile volontà di approvvigionamento illegale. Nonostante non ci siano al momento segni di coinvolgimento della criminalità organizzata, le autorità sottolineano la necessità di monitorare attentamente la situazione.

Le indagini e le misure di sicurezza

Le indagini sono condotte dai Carabinieri e dai Nas con il supporto del Ministero della Salute. Le autorità stanno esaminando i registri dell’ospedale e verificando la gestione delle chiavi degli armadietti blindati. La denuncia del furto è arrivata due giorni dopo il primo episodio, e oltre una ventina di persone avrebbero potuto avere accesso alle chiavi.

Il Ministero della Salute ha avviato un’ispezione urgente e sta predisponendo una nuova circolare per potenziare i controlli su uso e circolazione impropria di fentanyl. Il ministro Orazio Schillaci ha sottolineato l’importanza di rafforzare le misure di sicurezza nelle strutture sanitarie.

Il ruolo delle istituzioni

Un vertice a Palazzo Chigi presieduto dal sottosegretario Alfredo Mantovano ha riunito i ministri dell’Interno e della Salute oltre ai rappresentanti delle Regioni. È stato deciso di avviare un tavolo tecnico con le società scientifiche per valutare la necessità di nuove norme sulla tracciabilità e la conservazione dei farmaci stupefacenti.

Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha espresso preoccupazione per il furto, sottolineando che, sebbene il fenomeno non sia ancora grave come in Nord America è necessario mantenere alta la guardia. La procura di Roma sta indagando per furto e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Le preoccupazioni e le ipotesi investigative

Le autorità temono che le fiale rubate possano finire nel mercato illegale o essere utilizzate in ambulatori medici clandestini. A Roma, sono stati scoperti in passato locali adibiti a sale operatorie clandestine, dove vengono eseguiti interventi abusivi. Il presidente dell’Ordine dei Medici di Roma ha lanciato un allarme, chiedendo di capire se le fiale saranno utilizzate per il taglio di altre sostanze o per studi clandestini.

Il comandante del Ros ha anche parlato del traffico di stupefacenti, evidenziando che l’Italia grazie alla sua posizione geografica, è una delle principali porte di ingresso delle sostanze stupefacenti destinate all’Europa. Le organizzazioni criminali sfruttano questa posizione per i loro traffici.

La senatrice Daniela Sbrollini ha presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere chiarimenti sull’accaduto e sapere quali misure il governo intenda adottare per rafforzare la sicurezza nella custodia e nella distribuzione dei farmaci ad alto rischio.

Scritto da Roberto Capelli

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