Il ginseng è una delle piante medicinali più celebrate al mondo, con una reputazione che si estende per millenni. Le sue presunte capacità di migliorare l’energia la memoria la concentrazione le prestazioni fisiche l’immunità e la glicemia lo hanno reso un protagonista indiscusso nel campo della medicina naturale. Ma cosa dicono realmente gli studi clinici?
Prima di tutto, è importante chiarire che il termine ginseng non si riferisce a una singola pianta. Esistono diverse varietà, tra cui il Panax ginseng (o ginseng asiatico/coreano), il Panax quinquefolius (ginseng americano) e il cosiddetto ginseng siberiano, che non appartiene neppure al genere Panax. Le differenze nelle modalità di coltivazione, nell’età della radice e nei processi di lavorazione influenzano significativamente la concentrazione delle sostanze attive.
I benefici cognitivi: piccoli miglioramenti, ma niente miracoli
I principali composti farmacologicamente attivi del ginseng sono i ginsenosidi ai quali vengono attribuite proprietà antinfiammatorieantiossidantimetaboliche e neuroprotettive. Tuttavia, molti di questi risultati provengono da studi su cellule o animali e non possono essere automaticamente trasferiti all’uomo.
Sul piano cognitivo, alcune metanalisi hanno riscontrato piccoli miglioramenti in alcune funzioni, soprattutto della memoria, generalmente nel breve periodo. Tuttavia, l’entità dell’effetto è modesta e gli studi utilizzano preparazioni e metodologie differenti. Non esistono prove sufficienti per utilizzare il ginseng come trattamento della demenza o del mild cognitive impairment, né per prevenire il declino cognitivo.
Dove le prove sembrano più solide: la fatigue oncologica
Curiosamente, uno degli ambiti più promettenti per il ginseng non è quello per cui viene maggiormente pubblicizzato. Nella fatigue associata alle malattie oncologiche revisioni e metanalisi di studi randomizzati hanno rilevato un possibile beneficio, accompagnato in alcuni studi da un miglioramento della qualità della vita. Tuttavia, preparazioni, dosaggi, tumori e durata dei trattamenti sono molto eterogenei, quindi si parla di possibile beneficio aggiuntivo, non di terapia miracolosa.
Per altre applicazioni, come le prestazioni fisiche, le infezioni respiratorie, la glicemia, la pressione arteriosa e il colesterolo, esistono segnali favorevoli, ma generalmente piccoli, inconsistenti o insufficienti per sostituire i trattamenti di efficacia documentata.
Effetti collaterali e precauzioni
Un malinteso comune è che, essendo un prodotto naturale, il ginseng non possa avere effetti collaterali. In realtà, il ginseng è generalmente ben tollerato nel breve periodo, ma può provocare insonnianervosismocefaleadisturbi gastrointestinalipalpitazioni e modificazioni della pressione arteriosa.
Particolare cautela è richiesta nei pazienti che assumono numerosi farmaci, soprattutto anticoagulanti o antiaggreganti e nei diabetici in trattamento farmacologico, nei quali possono verificarsi interazioni o effetti additivi sulla glicemia.
Alcune indicazioni mostrano risultati interessanti; altre rimangono sostenute da evidenze deboli. E soprattutto, gli effetti osservati con estratti standardizzati negli studi non possono essere automaticamente attribuiti a qualsiasi confezione di ginseng acquistata online o al supermercato.


