La posizione dell'accosciata (squat)

La posizione dell’accosciata (squat, in inglese) è molto comune anche al di fuori delle attività sportive.
Molti la trovano comoda e riposante quando si tratta di lavorare con oggetti al suolo o comunque stare più vicini al terreno.
Altrettanti invece trovano che stare accosciati sia scomodo, faticoso, a volte doloroso e per niente divertente.

In genere si tratta di persone che non hanno una buona escursione articolare del piede, e che devono fare uno sforzo per non cadere all’indietro. Anche di qui, la maggiore fatica e la sensazione di disagio. Un altro motivo di impopolarità è  l’indolenzimento che spesso prende le ginocchia, accompagnato da un certo sforzo nel rialzarsi.

Nella preparazione sportiva spinta, l’accosciata viene adoperata anche al termine di un esercizio lattacido per limitare l’afflusso di sangue – cioè di ossigeno – al muscolo ed aumentare la fatica locale.

Si tratta di una pratica decisamente “violenta”, che certamente non fa parte del fitness né del wellness, e che sconsiglio senz’altro anche agli agonisti.

Dal punto di vista fisiologico l’accosciata non è una posizione granché utile: c’è un forte schiacciamento dei tessuti (vasi, nervi, cartilagini) nella fossa poplitea (la parte posteriore del ginocchio), una interruzione più o meno importante dell’afflusso e deflusso sanguigno, una posizione estremamente forzata dell’articolazione del ginocchio.

Si tratta di una posizione che io sconsiglio sempre di mantenere per tempi lunghi (più di qualche diecina di secondi) o di assumere spesso (una volta al giorno). Naturalmente non siamo tutti uguali, e c’è chi stando accosciato si sente più a proprio agio e chi meno. Ma il punto è, che anche se non provate dolore, o riuscite a rialzarvi comodamente, non è detto che questa posizione sia fisiologica anche per voi.

Naturalmente stiamo parlando dell’accosciata completa e passiva, quella nella quale la parte posteriore delle cosce è completamente appoggiata sui polpacci, ed i quadricipiti non compiono alcun lavoro. Diverso è il discorso di uno squat ginnico, una serie di piegamenti sulle gambe, in cui la coscia sfiora i polpacci per un secondo e, senza appoggiarvisi completamente, si risale mantenendo sempre la contrazione dei muscoli.

Image courtesy alisonwatson.com

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