Quali sono le controindicazioni delle bacche di Maqui?

Le bacche di Maqui, tipiche della Patagonia, hanno anche degli effetti collaterali. Ecco di cosa si tratta.

Le bacche di Maqui sono dei particolari frutti della Patagonia dal colore scuro che contengono tante proprietà benefiche. Ma, attenti a mangiarne in quantità eccessiva. Scopriamo in questo articolo gli effetti collaterali delle bacche di Maqui, e dove trovarle.

Le bacche di Maqui: controindicazioni

Riguardo le bacche di Maqui non sono ancora conosciute controindicazioni e particolari effetti collaterali. Per questo motivo sarebbe bene sospendere l’assunzione di Maqui quando si assumono farmaci. Se è la prima volta che le provate, è consigliabile assumerne un piccolo quantitativo per testare eventuali allergie personali ad uno o più componenti presenti.

Dove trovare il Maqui

ll succo e le bacche essiccate di maqui si trovano nelle erboristerie, nei bioshop e nei negozi specializzati, anche online.

Le bacche fresche, invece, sono molto difficili da trovare nel nostro Paese. Per quanto riguarda i prezzi, essi sono variabili in base al tipo di prodotto scelto (succo, polvere, bacche, ecc) e dal produttore. Mediamente si tratta di un prodotto non proprio economico e una confezione da 100 grammi di polvere può costare mediamente dai 15 ai 25 euro mentre, per 500 ml succo, si spendono dai 20 ai 30 euro circa.

I benefici del Maqui

Ecco i principali benefici delle bacche di Maqui.

Proprietà antiossidanti: è una fonte ricchissima di antiossidanti, in particolare di delfinidina, alla base di molte delle proprietà del maqui. Data la sua composizione, quindi, si evince che la principale azione del maqui sia proprio quella antiossidante. Inoltre, per le sue proprietà antiossidanti, il Maqui è molto apprezzato dagli sportivi, che lo considerano un valido aiuto per combattere l’ossidazione da attività fisica.

Proprietà antinfiammatorie: un’altra utile e interessante proprietà del maqui, attribuita alla presenza di antiossidanti (e in particolare di delfinidina), è quella antinfiammatoria, risultando così un valido aiuto per contrastare i disturbi di origine infiammatoria.

Riduce gli zuccheri nel sangue: è un valido aiuto nella riduzione del glucosio. In particolare, secondo uno studio del 2016 condotto su pazienti con pre-diabete, l’assunzione giornaliera di un estratto standardizzato di maqui è riuscita, dopo 3 mesi, a portare a una riduzione della glicemia di alcuni punti percentuale e, al contempo, un miglioramento del profilo lipidico, con riduzione del colesterolo ldl e incremento di hdl. Inoltre, la presenza di composti antiossidanti, è di aiuto nel prevenire l’insorgenza di diabete di tipo 2.

Scritto da Chiara Sorice
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