Retromarcia al centro dell’inchiesta: chat, audio e la testimonianza davanti al notaio

Un insieme di messaggi vocali, screenshot e telefonate ha alimentato accuse su festini e scambi di escort in una tenuta privata; la stessa persona ha poi firmato una dichiarazione davanti a un notaio negando parte delle ricostruzioni. Il pezzo ricompone la sequenza dei fatti e le ripercussioni legali.

La vicenda si sviluppa tra scambi di messaggiregistrazioni audio e una successiva dichiarazione formale. Tra il 22/4/26 e l’8/5/26 sono stati raccolti contatti diretti tra una giornalista e una ex dipendente del ranch chiamata Graciela, che ha descritto l’attività nella tenuta di Punta del Este e il presunto coinvolgimento di figure pubbliche. Le registrazioni originali e gli screenshot sono stati conservati come prova delle conversazioni iniziali, ma la stessa persona ha poi rilasciato una nota ufficiale davanti a un notaio.

Le conversazioni iniziali e le descrizioni del ranch (22/4/26 – 8/5/26)

Nei primi contatti, iniziati il 22/4/26la testimone ha fornito fotografie aeree, planimetrie e spiegazioni sull’organizzazione degli spazi: camere per ospiti, una spa e un salone di parrucchiera. In telefonate rese nello stesso periodo ha descritto feste private, la presenza di ragazze provenienti da diversi Paesi e l’intervento di intermediari che, secondo il suo racconto, procuravano accompagnatrici su richiesta. In più messaggi la donna ha parlato di un flusso di persone che comprendeva modelle brasiliane e ragazze argentine, sostenendo che alcune figure locali e internazionali frequentassero la tenuta per incontri privati.

Dettagli citati nelle registrazioni

Negli audio la testimone usa termini concreti per riferirsi a ruoli e dinamiche: nomina un presunto intermediario argentino identificato come Samir che, a suo dire, organizzava gruppi di cinque ragazze per ricevimenti con imprenditori; descrive inoltre un calendario ricorrente in cui in un giorno arrivavano escort più economiche e in seguito arrivavano modelle d’élite dal Brasile. Questi elementi sono stati replicati in chat e audio tra il 22/4/26 e l’8/5/26, e in una serie di messaggi si parla anche di regole imposte alle ragazze, come il vestiario e l’orario per presentarsi alle cene.

Il ruolo attribuito a Nicole Minetti nelle testimonianze e la successiva ritrattazione

Nei contatti iniziali la testimone collegava la figura di una ex consigliera regionale all’organizzazione degli incontri, descrivendola come una persona che «guardava le ragazze» e che avrebbe svolto funzioni di selezione. Queste affermazioni hanno alimentato dubbi sulla coerenza della condotta personale rispetto a una grazia precedentemente concessa alla stessa ex consigliera. Tuttavia, la situazione è cambiata radicalmente quando la testimone ha formalizzato una dichiarazione giurata.

Dichiarazione giurata e tempistica degli atti ufficiali

Il 29 maggio la donna ha firmato davanti a un notaio a Maldonado una dichiarazione nella quale esclude qualsiasi coinvolgimento diretto o consapevolezza della ex consigliera in operazioni di reclutamento o gestione di accompagnatrici all’interno della residenza. Questo documento, articolato in più capitoli, è stato trasmesso alla procura competente tramite canali internazionali il 5 giugno. Va sottolineato che il comunicato della procura che aveva già valutato non corrispondenti al vero alcune notizie di stampa è datato 3 giugno; la dichiarazione giurata è quindi giunta formalmente dopo quel passaggio istituzionale.

La ritrattazione ha avuto effetti immediati sui profili giudiziari e politici: le verifiche eseguite dalle autorità sul territorio non avrebbero confermato la presenza dei presunti festini hard come descritti nelle registrazioni iniziali, e la difesa delle persone coinvolte ha avviato azioni legali per danni reputazionali. Parallelamente, ha preso forma una disputa sulla correttezza delle traduzioni e sull’interpretazione delle dichiarazioni audio, con la testimone che ha sostenuto di essere stata fraintesa o mal tradotta in più occasioni.

La vicenda mette a confronto due serie di elementi documentali: da un lato, registrazioni audio e screenshot che riportano dichiarazioni dettagliate rilasciate tra il 22/4/26 e l’8/5/26; dall’altro, una dichiarazione notarile del 29 maggio e l’invio ufficiale agli organi competenti del 5 giugno. Le differenze tra questi passaggi sono al centro delle contestazioni legali e della narrativa pubblica, mentre rimane aperta la valutazione su come interpretare comunicazioni informali rispetto a atti formali certificati.

Scritto da Roberto Capelli

Operazione Unipol-Intesa-Bper: 635 filiali cedute e nascita di Banca Monte dei Paschi

Obbligo di lavare la pipì del cane in strada, Bassetti: “Dal punto di vista scientifico non serve a nulla”