Cos’è la sindrome di Asperger e quali sono i sintomi

La sindrome di Asperger è un disturbo dello sviluppo che comporta difficoltà relazionali a causa di schemi comportamentali limitati e ripetitivi

La sindrome di Asperger (AS) è stata descritta nel 1944 da Hans Asperger. Si tratta di un grave disturbo dello sviluppo caratterizzato da difficoltà nell’interazione sociale. I soggetti affetti da AS tendono ad avere schemi inusuali di comportamento. Questo porta l’individuo a isolarsi e ad avere difficoltà nei rapporti interpersonali.

Conoscere la sindrome e sapere come comportarsi in questi casi può aiutare enormemente chi ne è affetto a sentirsi a suo agio nei contesti sociali in cui sono inseriti.

Sindrome di Asperger

La sindrome di Asperger è sempre stata al centro di numerose controversie. Non è ancora chiaro se la sindrome coincida con l’autismo ad alto livello di funzionamento o se siano due condizioni diverse. Nonostante Hans Asperger avesse caratterizzato la AS negli anni ’40, questo disturbo dello sviluppo è stato ufficialmente riconosciuto solo nel 1994 a seguito di uno studio condotto da Volkmar.

La più grande differenza con l’autismo, evidenziata dallo studio, è che il bambino affetto da AS non presenta ritardi significativi nel linguaggio né nelle abilità cognitive. Gli Asperger possono compiere un regolare percorso di studi e, in molti casi, si rivelano estremamente brillanti a livello accademico.

Sintomi

In genere i sintomi si manifestano intorno ai tre anni. La maggior parte delle AS vengono diagnosticate quando il soggetto frequenta le scuole elementari perché è in quel momento che ci si accorge delle difficoltà sociali del bambino.

Tali difficoltà possono protrarsi fino all’età adulta.

I soggetti affetti da AS hanno un’intelligenza nella media o sopra la media ma la loro capacità relazionale è ridotta. Non sono in grado di comprendere frasi ironiche o il linguaggio del corpo. Per esempio, non sanno capire se chi sta loro davanti è triste in base alla sua espressione. Loro stessi possiedono poche espressioni facciali. In pratica hanno molta difficoltà con la comunicazione non-verbale.

I soggetti risultano prolissi e incapaci di avere le giuste reazioni a stimoli emotivi, risultando freddi oppure esagerati rispetto al contesto in cui si trovano. In pratica possono essere privi di empatia verso gli altri.

Inoltre, tendono a focalizzare la propria attenzione solo su un soggetto specifico, ad esempio, su una disciplina accademica. I bambini possono essere ossessionati da un gioco particolare o da un animale di cui conoscono ogni particolare. Hanno la capacità di ricordare numerosi dettagli della disciplina oggetto di interesse, passando il proprio tempo ad accumulare fatti e informazioni riguardanti l’argomento.

Sono molto rigidi sulle loro attività di routine e possono infastidirsi molto se un qualsiasi evento interferisce con le loro attività. Quando ci si rapporta con loro, è importante dare orari molto precisi e rispettarli. Un imprevisto potrebbe essere motivo di agitazione, è bene, perciò, fare il possibile per non cambiare il programma.

Possono avere problemi di coordinazione e risultare molto goffi, rendendo ancora più difficile la loro interazione sociale. Possono essere esclusi dai propri coetanei oppure sentirsi in imbarazzo ad affrontare competizioni sportive.

Diagnosi

Purtroppo è difficile dare linee guida chiare sulla diagnosi e la conoscenza di questo disturbo dello sviluppo rimane molto limitata. Fortunatamente molte persone affette da AS sono in grado di gestire le loro difficoltà relazionali e sociali; riescono, quindi, a condurre vite indipendenti e di successo.

Negli anni sono nate numerose associazioni per dare sostegno e supporto alle famiglie e alle persone affette da questa sindrome. E’ possibile rivolgersi a loro per ulteriori approfondimenti ed informazioni.

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