​

Prevenzione cuore: le raccomandazioni del cardiologo Antonio Bartorelli

Il professor Antonio Bartorelli illustra le tre priorità per tenere sotto controllo il cuore e spiega quali esami effettuare a partire dai 35 anni.

La prevenzione cardiovascolare non è più un concetto astratto: è una serie concreta di comportamenti, controlli e interventi mirati a ridurre drasticamente il rischio di infarto e ictus. Il professor Antonio Bartorelli, responsabile dell’Unità Operativa di Cardiologia interventistica dell’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio di Milano e presidente della Fondazione Cesare Bartorelli ETS, ricorda che il 90 % delle malattie cardiache è evitabile intervenendo tempestivamente sui fattori di rischio modificabili.

Questa affermazione diventa il punto di partenza di una guida pratica, pensata per chi ha superato i 35 anni e vuole adottare una strategia efficace per salvaguardare il proprio organo più prezioso. Il racconto si articola in tre macro-aree che il cardiologo indica come pilastri di una prevenzione efficace.

Le tre aree chiave per la protezione del cuore

Secondo Bartorelli, il primo pilastro è uno stile di vita sano. Una dieta di tipo mediterraneo, ricca di verdure, legumi, cereali integrali e pesce due volte a settimana, unitamente a un consumo ridotto di sale e prodotti ultra-processati, fornisce gli antiossidanti e i grassi buoni necessari per mantenere le arterie libere da plaque. L’attività fisica regolare, preferibilmente 30-40 minuti di esercizio aerobico moderato (una camminata veloce basta) per almeno cinque giorni alla settimana, completa il quadro. Infine, l’eliminazione totale del fumo, sia attivo sia passivo, e il mantenimento di un peso corporeo adeguato chiudono il cerchio.

Alimentazione e movimento: indicazioni pratiche

Il regime alimentare consigliato non è una dieta rigida, ma un modello basato su alimenti freschi e poco trasformati. Ridurre il sale al di sotto dei 5 g al giorno e privilegiare il consumo di pesce ricco di omega-3 aiuta a tenere sotto controllo il colesterolo LDL. Per quanto riguarda l’attività fisica, lo studio dell’ESC suggerisce che anche una camminata a passo sostenuto può ridurre della metà il rischio di eventi coronarici se praticata con costanza.

Controllo dei parametri clinici

Il secondo pilastro riguarda il monitoraggio periodico di pressione arteriosa, glicemia e profilo lipidico. Misurare la pressione almeno una volta all’anno, controllare i livelli di colesterolo totale e trigliceridi, e verificare la glicemia a digiuno sono operazioni basilari per identificare precocemente alterazioni che, se non trattate, possono evolvere in patologie più gravi.

Quali esami fare e con quale frequenza

Il professor Bartorelli distingue gli esami in due livelli. Il primo livello comprende il prelievo di sangue per il profilo lipidico e la glicemia, l’elettrocardiogramma (ECG) – fondamentale per scoprire aritmie silenti come la fibrillazione atriale – e l’ecocardiogramma, che valuta la struttura e la funzionalità delle valvole. Questi controlli dovrebbero essere ripetuti annualmente per chi è sano e oltre i 35-40 anni.

Esami di secondo livello

Quando le indagini di primo livello evidenziano anomalie o i fattori di rischio sono particolarmente evidenti, si ricorre a test più approfonditi: il test da sforzo, il monitoraggio Holter 24 h e la TAC coronarica, questa ultima considerata la prima opzione non invasiva per confermare o escludere ostruzioni coronariche. Questi esami non sono di routine, ma vengono prescritti solo su indicazione clinica.

Impatto economico, innovazioni terapeutiche e ruolo dell’intelligenza artificiale

Le malattie cardiovascolari rappresentano il principale “big killer”, con un’incidenza tre volte superiore a quella dei tumori. Nonostante ciò, la prevenzione oncologica riceve più attenzione, mentre la cardiologia spesso si limita a intervenire dopo che il danno è avvenuto. L’autore evidenzia che programmi di screening sistematico non solo salvano vite, ma generano notevoli risparmi per il Servizio Sanitario Nazionale, evitando costosi ricoveri per scompenso cardiaco cronico.

Dal punto di vista terapeutico, negli ultimi anni sono state introdotte statine iniettabili per le dislipidemie, combinazioni polifarmaceutiche in un’unica compressa per ipertensione e diabete, e stent medicati per l’angioplastica coronarica. Nei prossimi dieci anni, Bartorelli prevede l’arrivo di farmaci capaci di bloccare la formazione della placca aterosclerotica e ridurre l’infiammazione vascolare, così da limitare ulteriormente la necessità di interventi invasivi.

L’intelligenza artificiale entra già nella pratica clinica: il suo gruppo di ricerca ha dimostrato che algoritmi avanzati applicati all’ECG riescono a identificare micro-alterazioni che sfuggono all’occhio umano, anticipando possibili aritmie gravi in atleti e soggetti giovani. Per gli under-50, la rilevazione di forame ovale pervio (PFO) in caso di attacchi ischemici transitori (TIA) è fondamentale, poiché la chiusura perminvasiva può evitare futuri ictus.

Scritto da Roberto Capelli

Primo centro qualificato negli USA per la terapia genica WASKYRA