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La tempestiva identificazione delle patologie cardiovascolari è fondamentale: individuare anomalie in anticipo significa poter avviare trattamenti efficaci che migliorano prognosi e qualità di vita. Oggi molte prestazioni di secondo livello, come elettrocardiogramma (ECG), holter cardiaco e holter pressorio, non sono più confinate agli ospedali ma sono erogate anche in strutture convenzionate, aumentando l’accessibilità.
Questo cambiamento è favorito dalla diffusione della telemedicina e dall’evoluzione della cosiddetta farmacia dei servizi, che porta la diagnostica in prossimità del paziente e semplifica i percorsi clinici. La sinergia tra farmacisti, medici e piattaforme di tele-refertazione consente risposte rapide e la possibilità di integrare i dati con il SSN.
Farmacia dei servizi: vantaggi pratici e organizzativi
La possibilità di effettuare esami nelle farmacie convenzionate riduce i tempi di attesa e il carico sulle strutture ospedaliere. L’uso della telemedicina permette di inviare tracciati e immagini a specialisti per la refertazione a distanza, garantendo continuità delle cure e maggiore equità di accesso, soprattutto in aree periferiche. Inoltre, la gestione locale delle prestazioni limita gli spostamenti dei pazienti e i costi sociali connessi.
Accessibilità, qualità e sostenibilità
Le farmacie che offrono servizi diagnostici migliorano l’accesso ai controlli preventivi: ciò significa intercettare anomalie anche in soggetti asintomatici. Le tecnologie moderne consentono registrazioni di alta qualità e sistemi di controllo che segnalano eventuali errori operativi. La refertazione viene effettuata da medici specialisti tramite tele-refertazione, con validità legale dei referti firmati elettronicamente, a garanzia della qualità clinica.
Dati recenti: numeri e trend della telemedicina in farmacia
Nel 2026 la telemedicina in farmacia ha registrato una crescita significativa: sono state erogate oltre 900.000 prestazioni complessive (dati Federfarma e MedEA), mentre tra il 2014 e il 2026 il totale era di circa 1,6 milioni. Il gruppo MedEA ha realizzato 240.000 diagnosi in tele-refertazione nel 2026 e analizzato oltre 182.000 immagini di teledermatologia, evidenziando l’impatto operativo delle piattaforme digitali.
Pillole numeriche su cardiologia
Rilevazioni specifiche mostrano che molte farmacie offrono servizi cardiologici: secondo indagini Federfarma, il 52% delle farmacie esegue ECG, il 50% propone holter pressorio e il 46% holter cardiaco. Dati del gruppo HTN riferiscono che nel 2026 sono state effettuate 658.756 prestazioni cardiologiche in 8.312 farmacie; fra queste, 429.309 erano ECG con 35.506 anomalie registrate. Un altro gruppo, Medea, indica 245.845 prestazioni su 3.000 farmacie, con 145.561 ECG e 13.246 anomalie. In media, si tratta di circa 80 prestazioni annue per farmacia, un valore in crescita ma ancora con ampi margini di sviluppo.
Qualità, formazione e scenari normativi
Per consolidare l’offerta è indispensabile mantenere standard elevati: le apparecchiature devono essere certificate e soggette a controlli periodici, mentre la formazione del personale è regolata dall’Ordine dei Farmacisti e da normative specifiche. La responsabilità professionale ricade sul titolare o direttore e su ciascun farmacista, che risponde secondo scienza e coscienza sia civilmente sia penalmente.
Sul fronte normativo, la sperimentazione della Farmacia dei servizi è stata favorita dai fondi delle leggi di bilancio 2018 e 2026, dal DL Milleproroghe del 2026 e dalla legge di bilancio 2026. Le linee guida approvate dalla Conferenza Stato-Regioni il 17 ottobre 2019 hanno definito i criteri operativi e, nel 2026, con l’attuazione della nuova Convenzione farmaceutica nazionale saranno stabiliti requisiti e modalità per l’erogazione dei nuovi servizi in regime di SSN.
Prospettive tecnologiche e ruolo delle piattaforme
L’inaugurazione della Piattaforma di Telemedicina di Agenas segna un passo importante: l’integrazione di tele-refertazione, teleconsulto e sistemi di raccolta dati può contribuire a ridurre le liste di attesa e a distribuire competenze specialistiche sul territorio. In un Paese con oltre il 24% di popolazione anziana e con carenze di specialisti, la diagnostica da remoto rappresenta una leva strategica per garantire prevenzione e assistenza diffusa.



