Terra dei Fuochi: strategie integrate per prevenire incendi e sversamenti illegali

Le prefetture di Napoli e Caserta coordinano le forze dell'ordine per contrastare gli sversamenti e incendi illegali nella Terra dei Fuochi, con l'ausilio di nuove tecnologie e risorse aggiuntive.

Nella lotta contro gli sversamenti illegali e gli incendi di rifiuti nella Terra dei Fuochi le autorità stanno intensificando gli sforzi con un approccio coordinato e tecnologicamente avanzato. Le recenti riunioni operative presso le prefetture di Napoli e Caserta hanno gettato le basi per una strategia integrata che coinvolge diverse forze dell’ordine e nuove risorse tecnologiche.

La situazione nella Terra dei Fuochi rimane critica, con aree ad alta criticità che richiedono una vigilanza costante e un coordinamento efficace tra le varie forze di polizia. Le autorità stanno adottando misure concrete per migliorare la prevenzione e la risposta agli illeciti ambientali, con l’obiettivo di proteggere l’ambiente e la salute dei cittadini.

Reunioni operative per un coordinamento efficace

Il 14 luglio, presso il Palazzo del Governo di Caserta, si è tenuta una riunione operativa con i comandanti delle Polizie locali dei 90 Comuni della Terra dei Fuochi. L’incontro, promosso dal Prefetto Michele di Bari e dalla Prefetta Lucia Volpe, ha visto la partecipazione di rappresentanti delle forze dell’ordine, tra cui i Carabinieri Forestali, la Polizia Provinciale, i Carabinieri e la Guardia di Finanza. L’obiettivo principale era coordinare le risorse disponibili e definire strategie per prevenire sversamenti e incendi di rifiuti.

Il giorno successivo, il 15 luglio, la riunione è stata replicata a Napoli, coinvolgendo i 56 Comuni dell’area metropolitana. Durante questi incontri, sono state analizzate le aree con maggiori criticità e definite nuove modalità di coordinamento tra le forze di polizia. Un aspetto fondamentale è stato l’istituzione di una forza di polizia capomaglia per ogni gruppo di Comuni, con il supporto dell’Esercito, per garantire una vigilanza più efficace nelle zone di confine tra Comuni diversi.

Nuove tecnologie e risorse per la prevenzione

Le autorità stanno adottando nuove tecnologie per migliorare la prevenzione e la risposta agli illeciti ambientali. Tra queste, l’uso di microcamere e fototrappole per monitorare i siti sensibili, nonché l’integrazione di sistemi di videosorveglianza con le altre forze di polizia. Inoltre, è stata sottolineata l’importanza di un rapporto strutturato con la control room interforze attiva 24 ore su 24 presso il Comando regionale dei Carabinieri Forestali, che è stata recentemente potenziata con la partecipazione dei Vigili del Fuoco.

Le app messe a disposizione dall’Albo Gestori Ambientali, da Arpac per il monitoraggio dei miasmi e da SMA Campania per mappare sversamenti, incendi, rimozioni e bonifiche, saranno utilizzate per raccogliere dati in maniera sistemica. Questi dati alimenteranno una mappa georeferenziata dei fenomeni, rafforzando l’analisi territoriale e la programmazione dei controlli.

Demolizioni controllate all’ex Manifattura Tabacchi di Torino

Nel frattempo, a Torino, il Consiglio comunale ha approvato la demolizione selettiva delle porzioni non tutelate dell’ex Manifattura Tabacchi, un grande compendio dismesso di corso Regio Parco di proprietà dell’Agenzia del Demanio. Questo intervento è propedeutico a bonifiche e ricostruzioni, e rappresenta il primo tassello di una trasformazione da 200 milioni di euro che cambierà il volto del quadrante, trasformandolo in un polo archivistico, culturale e universitario.

Le demolizioni interesseranno gli edifici cresciuti attorno al nucleo originario di fine Settecento, privi di valore architettonico e in gran parte degradati. Gli immobili tutelati dalla Soprintendenza resteranno integralmente conservati. Secondo gli elaborati del masterplan, l’intervento cancellerà circa 25.000 metri quadrati di superfici e ne aggiungerà alcune migliaia di nuova costruzione, portando la superficie lorda di pavimento dagli attuali 66.000 ai 41.000 metri quadrati di progetto, con quattro nuovi fabbricati.

La demolizione sarà di tipo selettivo e progressivo, condotto per porzioni di fabbricato, con smontaggi preliminari, rimozione dei componenti non strutturali e demolizione meccanica per campi di lavoro. I materiali saranno gestiti separatamente per essere avviati al recupero, con attenzione costante alla stabilità delle parti che restano in piedi. I 15 milioni di euro stanziati dal Demanio compongono il cosiddetto lotto zero di bonifica e demolizione, sui 200 milioni complessivi stimati per l’intera trasformazione.

Il progetto, vinto dal raggruppamento guidato da Eutropia Architettura con Pininfarina Architecture e Weber Architects, prevede la continuità tra memoria industriale e nuova architettura, con l’area che si apre verso il verde e il Po. Il Demanio quantifica il risultato in 4,5 ettari restituiti alla città, 6.200 metri quadrati di superficie pubblica in più, 200 nuovi alberi, 2.000 metri quadrati dedicati alla cultura, 41.000 metri quadrati di edifici rigenerati e 280 chilometri di archivi, con un taglio del 50% ai consumi idrici interni e del 90% ai consumi energetici degli edifici esistenti.

Scritto da Roberto Capelli

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