In un’epoca in cui l’accessibilità ai servizi sanitari è fondamentale, il Friuli-Venezia Giulia sta compiendo passi da gigante. Le circa 400 farmacie di comunità della regione si stanno trasformando in veri e propri hub di salute integrati offrendo una gamma sempre più ampia di servizi. Questo cambiamento è stato formalizzato con un nuovo Accordo integrativo regionale firmato lo scorso giugno a Udine dall’Assessore alla Salute Riccardo Riccardi, e dal Presidente di Federfarma Friuli-Venezia Giulia Luca Degrassi.
Servizi avanzati per una sanità di prossimità
L’accordo non si limita a rinnovare il percorso sperimentale avviato nel triennio 2026-2026, ma lo implementa per rispondere in modo strutturato ai nuovi bisogni della popolazione, specialmente nelle aree interne. Quasi la metà delle farmacie della regione opera infatti in contesti rurali o marginali, dove la farmacia non è solo un punto di dispensazione, ma spesso l’unico presidio sanitario facilmente accessibile.
Diagnostica avanzata e telemedicina
Accanto alle attività consolidate come le prenotazioni Cup, i cicli vaccinali, gli screening oncologici e la gestione dei dispositivi per il monitoraggio della glicemia, l’accordo segna un deciso cambio di passo sul fronte della telemedicina. Nelle farmacie aderenti sarà potenziata la diagnostica di secondo livello permettendo ai cittadini di eseguire in loco esami cruciali per la prevenzione e il monitoraggio cardiologico e respiratorio, come elettrocardiogrammi (Ecg)holter cardiaci e spirometrie.
Questo ampliamento dei servizi ridurrà la pressione sui presidi ospedalieri e accorcerà le liste d’attesa, rendendo l’assistenza sanitaria più accessibile e vicina ai cittadini. La farmacia diventa così un vero e proprio hub clinico capace di offrire servizi avanzati e di alta qualità.
Innovazioni nella filiera distributiva
Importanti novità interessano anche la filiera distributiva. Il nuovo assetto prevede un sensibile ampliamento dell’elenco dei medicinali del Prontuario della distribuzione diretta che transiteranno attraverso il canale della Distribuzione per Conto (DPC). Questo semplificherà l’accesso alle terapie per i pazienti cronici e complessi.
La vera novità logistica è l’estensione della DPC ai dispositivi medici a bassa complessità come aghi e lancette pungidito, che potranno essere ritirati comodamente nella farmacia sotto casa. Questo cambiamento renderà la gestione dei dispositivi medici più conveniente e pratica per i cittadini.
Investimenti per la sostenibilità economica
La sostenibilità economica dell’accordo è garantita da un piano di investimenti regionali progressivo. La Regione ha stanziato 250mila euro per l’anno in corso (2026), importo che salirà a 1 milione di euro l’anno a decorrere dal 2027. Una quota rilevante del fondo sarà destinata al sostegno delle farmacie rurali sussidiate e a basso fatturato, garantendo la tenuta economica dei presidi più fragili.
“Le farmacie rappresentano un punto di salute diffuso sul territorio, con una capillarità che consente di intercettare i bisogni delle persone e di dare risposte vicine, accessibili e qualificate”, ha sottolineato l’assessore Riccardo Riccardi. “Il rinnovo dell’Accordo integrativo regionale conferma e rafforza un’alleanza fondamentale per la sostenibilità del servizio sanitario regionale. Diamo continuità a un percorso avviato tre anni fa e lo aggiorniamo rispetto alla trasformazione dei bisogni di salute.”


