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Test per le intolleranze alimentari? Sono veramente validi?

Test per le intolleranze alimentari? Sono veramente validi?

Intolleranza o allergia? Molti confondono entrambe come se fossero la stessa cosa, allora chiariamo un po’ di dubbi al riguardo.

L’intolleranza e’ una reazione dell’organismo a dei cibi comunemente presenti nella dieta, e puo provocare persistenti disagi anche per anni, senza che ci accorgiamo di essere intolleranti a quell’alimento.

I sintomi  come asma, dermatiti,emicrania, crampi intestinali e anche sovrappeso, spesso si manifestano a distanza di ore dall’ingestione dell’alimento incriminato rendendo difficile la diagnosi.  In pratica l’organismo non riconosce quell’alimento e quindi non riesce a gestirlo in modo corretto.

 

L’allergia e’ qualcosa di diverso dall’intolleranza, puo’ infatti manifestarsi anche in modo estremo. E’ una reazione di difesa eccessiva del sistema immunitario di fronte a sostanze considerate erroneamente nocive. Gli allergeni piu’ comuni sono sostanze delle piante e i pollini: i piu’ comuni  con  i rispettivi periodi sono:

 

NOCCIOLO: da gennaio a fine marzo.

OLMO: da metà febbraio ad aprile.

PIOPPO E SALICE: da marzo a fine maggio.

PARIETARIA: da maggio a settembre ( soprattutto sulle coste a sud dell’Italia )

BETULLA: da aprile a metà giugno.

QUERCIA, FAGGIO, PLATINO, PINO: da metà maggio a metà agosto.

PIANTAGGINE, ACETOSA: da maggio ad agosto.

GRAMINACEE: da metà maggio a metà settembre.

TARASSACO: da maggio a giugno.

ORTICA: da maggio a settembre inoltrato.

In ospedale vengono normalmente eseguiti test per rilevare le allergie, mentre quelli per le intolleranze vengono fatti per lo piu’ presso centri privati o farmacie e sono piuttosto costosi.

Facciamo ora il punto della situazione sui test per le intolleranze piu’ diffusi e cerchiamo di capire se possono essere attendibili o meno.

Queelo che ho capito nella mia esperienza tra test analisi e varie, e che se facciamo un test qualsiasi risultiamo tutti intolleranti a qualcosa.

La maggior parte di noi  ha un intolleranza al lievito e al nichel,  e questo e’ facilmente comprensibile perche’ se analizziamo la nostra alimentazione, ci accorgiamo che molti cibi che ingurgitiamo sono a base di lievito;

brioche, prodotti industriali, prodotti fermentati come l’insospettabile aceto o il miele, devono essere evitati da chi ha questo tipo di intolleranza, come i funghi del resto .

Essendo la nostra alimentazione “piena di lievito” e’ normale che l’organismo ad un certo punto e’ come se rifiutasse quel tipo di alimento. 

Per il nichel, basta lo smog che respiriamo, i pesticidi, i metalli pesanti, e quindi andra’ evitato tutto cio’e che contiene nichel come la frutta secca, anche se contro lo smog possiamo fare ben poco, se non traslocare nel verde.

 

Quelli elencati di seguito sono i principali test per le intolleranze praticati un po’ dappertutto,  con la loro presunta validita’.

Test del capello ( provato da me): viene effettuato analizzando una ciocca di capelli in laboratorio, generalmente e’ praticato dalle farmacie. Costo sui 75 euro circa.

Il test si basa sul principio della biorisonanza secondo cui ogni individuo emette un’energia, il capello, essendo una parte dell’organismo, emette la frequenza specifica dell’individuo a cui appartiene. Ponendo il capello a contatto con le frequenze tipiche di alimenti, farmaci, minerali ecc. è possibile valutare se queste due frequenze sono tra loro compatibili oppure no.

Consiglio: alla larga, buttate solo via i soldi e di questi tempi non e’ poco.

Lo sconsiglio anche perche’ secondo me non basta fare un ‘analisi e poi auto regolarsi in base alle indicazioni del farmacista, ma ci vuole un nutrizionista che possa darvi indicazioni precise sulla dieta da intraprendere, sbagliare e’ piu’ facile di quanto si creda.

Test DRIA e test kinesiologico: li ritengo entrambi molto validi avendo visto gli effetti positivi che hanno avuto su persone di mia conoscenza e soprattutto Il DRIA e’ praticato nell’ambito della dieta Gift dai Dott. Speciani,  che ritengo medici molto competenti e precisi.

Validi perché prendono in considerazione tutto l’organismo.  

Entrambi i test si basano sulla misurazione della tensione muscolare  della mano delle braccia o delle gambe, quando teniamo in mano un alimento a cui siamo intolleranti, viene registrata una debolezza muscolare anche importante.

La differenza tra i due tipi di test e’ che il test kinesiologico e’ di tipo manuale, mentre Il DRIA e’ effettuato tramite un sistema computerizzato. Per questo il limite del test kinesiologico sta nella possibilita’ che il soggetto si affatichi a livello muscolare,mentre il limite del secondo sta nella lunghezza, perche’ devono essere messe in bocca diverse sostanze per diverso tempo.

 

ALCAT TEST

Viene effettuato tramite un semplice prelievo di sangue e uno strumento di laboratorio molto sofisticato evidenzia una reazione avversa agli alimenti, valutando il numero e le dimensioni di particolari globuli bianchi (granulociti neutrofili).

Quando si verifica una variazione del numero e delle dimensioni dei granulociti neutrofili c’è una reazione avversa a quel determinato alimento.

Ho provato anche questo tipo di test, ma non sono molto convinta,anche perche’ tra gli altri sono risultata intollerante ad un alimento che non assumevo da tempo.

E poi  il test e’ abbastanza costoso, io l’ho effettuato perche’ inserita in un gruppo test se cosi’ si puo’ chiamare , ho fatto da cavia per le ricerche del nutrizionista in questione. La dieta seguente non ha dato risultati sperati. I disturbi sono rimasti.

A dicembre effettuero’ il test kinesiologico, purtroppo il DRIA dalle mie parti non si effettua, e ve ne parlero’.

Nel frattempo vi consiglio vivamente di informarvi prima di effettuare un test, per non sprecare soldi e tempo.

Infine, se l’argomento vi interessa, vi segnalo gli articoli di Anita Richeldi blogger di Rimedi naturali, sono articoli specifici corredati di video interviste ai Dott. Speciani e possono aiutarvi a chiarire ulteriori dubbi.

Un articolo che reputo particolarmente interessante e’ la video intervista sulla relazione tra intolleranza e aborto.

 

e prima di lasciarvi alle vostre lettureun ‘ultima interessante segnalazione su questi argomenti: dal blog Protonutrizione del Prof. Gallo un articolo sulle allergie e la loro eventuale relazione con l’intestino

Buona lettura!

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