Come adattare la dieta mediterranea ai principi della sostenibilità globale

La dieta mediterranea, già nota per i suoi benefici sulla salute, può essere arricchita con i principi della dieta planetaria per diventare un modello sostenibile e rispettoso dell'ambiente

In un’epoca in cui il cambiamento climatico è sempre più evidente, anche le nostre abitudini alimentari devono evolversi. La dieta mediterranea, da sempre considerata un modello di alimentazione sana, può essere arricchita con i principi della dieta planetaria proposta dalla Commissione EAT-Lancet, per diventare un alleata della salute del pianeta.

Due studi recenti della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) hanno analizzato come adattare il modello EAT-Lancet alle tradizioni locali, evidenziando l’importanza di un’alimentazione ricca di vegetalilegumi e prodotti stagionali, con un minor spreco di risorse.

Dieta mediterranea e dieta planetaria: un confronto

La dieta mediterranea e la dieta planetaria condividono molti principi comuni, come il consumo di cereali integrali, frutta, verdura e grassi insaturi. Tuttavia, la dieta planetaria pone maggiore enfasi su legumi e frutta a guscio, mentre la dieta mediterranea mantiene alcune caratteristiche culturali e produttive, come l’uso dell’olio d’oliva e dei prodotti lattiero-caseari.

La SINU ha aggiornato la Piramide della Dieta Mediterranea, includendo non solo gli aspetti nutrizionali, ma anche quelli ambientali. Questo aggiornamento valorizza il ruolo centrale degli alimenti di origine vegetale, la scelta di prodotti stagionali e locali, la biodiversità, la riduzione degli sprechi alimentari e un utilizzo più responsabile delle risorse.

Misurare l’aderenza alla dieta planetaria

Un altro studio condotto da membri del gruppo SINU Giovani ha affrontato il tema di come misurare l’aderenza alla dieta planetaria. La revisione della letteratura ha individuato 26 diversi indici sviluppati negli ultimi anni per valutare quanto l’alimentazione di una persona sia coerente con il modello EAT-Lancet.

Tuttavia, questi strumenti sono molto diversi tra loro, con criteri di valutazione, punteggi e metodi di calcolo variabili. Questa variabilità rende più difficile confrontare gli studi e costruire prove solide sugli effetti delle diete sostenibili. Per questo, è necessaria una maggiore armonizzazione metodologica per valutare con più precisione l’efficacia delle future strategie nutrizionali e delle politiche di sostenibilità.

Mangiare in modo sostenibile

Mangiare in modo più sostenibile non significa rinunciare alla propria cultura alimentare, ma recuperare abitudini già presenti nella tradizione mediterranea. Questo include un maggiore consumo di legumi, cereali integrali, frutta e verdura di stagione, l’uso di olio d’oliva come grasso principale, l’attenzione alle porzioni e la riduzione del cibo buttato.

La sfida dei prossimi anni sarà costruire sistemi alimentari sani, sostenibili, accessibili e misurabili. La dieta mediterranea, se aggiornata alla luce delle nuove evidenze scientifiche e ambientali, può restare una delle risposte più forti, ma anche una strada concreta per il futuro.

Scritto da Roberto Capelli

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