Dal dr. House a Michael Jackson, tutti pazzi per il Vicodin

Il dr Gregory House, protagonista dell'omonima serie televisiva, è senza dubbio il personaggio più noto al pubblico per essere un dipendente dagli antidolorifici che con la scusa di curare un dolore alla gamba destra assume abbondanti dosi di Vicodin, un potente oppiaceo.

Ma passando dalla finzione alla realtà si scopre che di dipendenti a questo tipo di farmaci ne è pieno il mondo.

Negli Stati Uniti è in realtà un fenomeno già noto da tempo e se oggi se ne sta ricominciando a parlare è solo perché Michael Jackson , recentemente scomparso, era una delle tante vittime di questa dipendenza e per lui si sospetta adirittura che proprio un oppiaceo sia la causa diretta della morte.

Non sarebbe il primo. Prima di Michael Jackson, molte altre star sono morte a causa dei mix di medicinali, vere e proprie droghe spesso anche più potenti e dannose degli stupefacenti ‘illegali': Marylin Monroe, Elvis Presley, e poi Anna Nicole Smith ed Heat Ledger.

Spesso a monte c'è una reale esigenza medica per assumere farmaci antidolorifici, ma poi evidentemente qualcosa sfugge di mano sia ai pazienti che ai medici i quali dovrebbero comunque sempre controllare che la richieste di ricette non contrasti col dosaggio prescritto.

Tra le sostanze più usate c'è il Vicodin, potente oppiaceo non in vendita in Italia che è appunto il miglior amico del dr House e uno fra gli almeno otto farmaci che prendeva Michael Jackson. Si tratta di un farmaco che, nel giro di pochissimo tempo, assunto in dosi eccessive provoca l'assuefazione. Con il risultato che chi lo prende deve sempre aumentare il dosaggio.

A rimanerne vittime però non sono solo i VIP e oltreoceano la dipendenza da oppiacei sta dilagando soprattutto tra i giovani che si procurano le sostanze sempre più facilmente via internet.

E, purtroppo, questa nuova follia collettiva sta prendendo piede anche in Italia. Infatti, benché il Vicodin da noi non ci sia proprio, si trovano diversi derivati a base di codeina, e comunque anche qui c'è sempre Internet. Basta una carta di credito per poter farsi recapitare a casa propria le stesse 'droghe' delle star americane, senza nemmeno dover cercare gli spacciatori in strada.

A far lanciare l'allarme è stata la scoperta fatta dai ricercatori dello Studio Lab 2000 di Castelfranco Emilia (Modena) che analizzando i capelli di centinaia di cittadini italiani, hanno notato appunto un consumo inspiegabilmente alto nella popolazione di sostanze oppiacee contenute nei farmaci antidolorifici. "Secondo le analisi del laboratorio emiliano, su 100 test positivi tre derivano da abuso di antidolorifici". Il quotidiano La stampa, nel riportare la notizia dell'indagine, cita la biologa Milena Dondi secondo la quale "la quantità riscontrata fa escludere che si tratti di un consumo normale". "Sono rimasta allibita, – ha aggiunto poi l'esperta – vuol dire che il fenomeno si sta diffondendo anche in Italia".

Speriamo che le informazioni e tutta l'attenzione mediatica che si sta concentrando sulla morte di Michael Jackson non forzi lo spirito di emulazione dei più giovani, altrimenti tra qualche mese ci ritroveremo a parlare di "effetto Jackson" per descrivere l'incremento a picco nelle dipendenze da antidolorifici.

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