Chiara Schettino, oggi 24enne, ha trasformato la sua battaglia contro il linfoma non-Hodgkin in una missione di solidarietà. Diagnostica a soli 18 anni, ha vissuto in prima persona le difficoltà legate alla carenza di sangue durante le sue terapie. Oggi, grazie alla sua startup Rosso si impegna per sensibilizzare i giovani sull’importanza della donazione.
La sua storia inizia nel 2020, quando, mentre frequentava il liceo classico, notò un ingrossamento dei linfonodi. La pandemia di Covid-19 complicò ulteriormente la situazione, rendendo difficile la prenotazione di visite mediche. Nonostante la paura e la debolezza fisica, Chiara affrontò la malattia con determinazione, sostenuta dal supporto incondizionato della sua famiglia.
L’attesa estenuante per le trasfusioni
Durante le terapie, Chiara dovette affrontare attese interminabili per le trasfusioni di sangue. Ricorda con emozione i momenti di sconforto, quando doveva attendere anche 15 ore per due sacche di sangue, fondamentali per la sua sopravvivenza. Questa esperienza la spinse a riflettere sull’importanza cruciale della donazione di sangue e sulla necessità di sensibilizzare sempre più persone.
Parallelamente alla lotta contro il linfoma, Chiara coltivò la sua passione per l’innovazione nel settore sanitario. Insieme a un team internazionale, avviò una startup per affrontare l’emergenza sanitaria del Coronavirus, sviluppando una soluzione per il pre-diagnosi del virus attraverso l’analisi dei flussi sonori della voce.
La nascita di Rosso: una missione di solidarietà
Una volta guarita, Chiara decise di dedicarsi completamente alla promozione della donazione di sangue. Fondò la startup Rosso con l’obiettivo ambizioso di azzerare in dieci anni l’emergenza sangue in Italia. La sua missione è creare informazione e supportare il ricambio generazionale dei donatori, poiché l’età media dei donatori è attualmente sopra i 45 anni.
Rosso si impegna quotidianamente a supportare i donatori, offrendo servizi di prenotazione, la possibilità di annullare gli appuntamenti e un confronto diretto con i medici. La startup sta costruendo la più grande anagrafe europea di donatori di sangue under 45, una rete di solidarietà che mira a essere una soluzione concreta all’emergenza sangue.
La sfida di coinvolgere i giovani
Chiara è determinata a coinvolgere sempre più giovani nella donazione del sangue. Grazie a Rosso, sono riusciti a convincere anche persone con la fobia degli aghi. Ricorda che in Italia si può donare tra i 18 e i 60 anni, con una frequenza di quattro volte l’anno per gli uomini e due per le donne in età fertile. La donazione può essere prenotata direttamente online e richiede solo dieci minuti: 600 secondi che possono salvare una vita.
La storia di Chiara Schettino è un esempio di come la sofferenza possa trasformarsi in una forza motrice per il cambiamento. La sua battaglia contro il linfoma non-Hodgkin e il suo impegno per la donazione del sangue rappresentano un faro di speranza e solidarietà per tutti.


