Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha ribadito la necessità di consolidare l’autonomia strategica dell’Italia nel settore farmaceutico. In un contesto segnato da tensioni internazionali e da una crescente dipendenza da forniture estere, produce una linea di difesa: mantenere la capacità di produrre in Europa farmaci essenziali. Il discorso è stato pronunciato in occasione della presentazione a Roma del XI Rapporto dell’Osservatorio sui farmaci accessibili, redatto da Egualia, associazione che riunisce le imprese dei farmaci generici equivalenti dei biosimilari e dei value added medicines. L’obiettivo, secondo Rocca, è garantire ai cittadini una continuità nelle cure, riducendo al contempo i rischi legati a eventuali interruzioni di approvvigionamento.
Il rapporto, prodotto con il contributo di Nomisma e Teha Group, mette in luce un dato significativo: tra il 2016 e il 2025 i equivalenti, i biosimilari e i farmaci fuori brevetto hanno consentito di risparmiare complessivamente 8,2 miliardi di euro. Quei fondi liberati possono essere reindirizzati verso nuove esigenze di salute, ricerca e innovazione. Il risparmio rappresenta quindi un vero volano per la sostenibilità del sistema sanitario, ma, come sottolinea il governatore, deve essere gestito accanto alla sicurezza dell’intera filiera produttiva che deve continuare a investire per assicurare forniture affidabili nel tempo.
Risparmi record generati da equivalenti, biosimilari e farmaci fuori brevetto
Secondo i dati dell’XI Rapporto, la diffusione di farmaci equivalenti ha permesso di contenere i costi dei medicinali senza compromettere l’efficacia terapeutica. I biosimilari versioni a costo ridotto di prodotti biologici, hanno ampliato l’offerta a patologie complesse, mentre i farmaci fuori brevetto hanno liberato il mercato da barriere di prezzo artificiali. L’insieme di queste tre categorie ha prodotto un risparmio totale di 8,2 miliardi di euro nel periodo 2016-2025, una cifra che, se reinvestita, potrebbe sostenere innovazioni indirizzate a malattie rare e a terapie avanzate.
Bilancio 2016-2025
Il periodo considerato ha visto una crescita costante dell’utilizzo di soluzioni alternative: nel 2016 il risparmio stimato era di circa 0,7 miliardi di euro, mentre nel 2025 ha superato i 1,1 miliardi. Questa tendenza riflette sia una maggiore fiducia dei prescrittori verso i prodotti non di marca, sia politiche di sostegno da parte delle amministrazioni regionali, che hanno incentivato la prescrizione di opzioni più economiche mantenendo gli standard di sicurezza.
Il Lazio come polo farmaceutico europeo
Il presidente Rocca ha sottolineato che il Lazio possiede una “forte vocazione farmaceutica” capace di contribuire in maniera decisiva alla produzione locale di medicinali. La regione ospita numerosi poli di ricerca, laboratori di sintesi attiva e impianti di produzione certificati, molti dei quali già integrati in reti di fornitura transnazionali. Questa presenza consolidata consente al Lazio di fungere da punto di raccordo tra le esigenze del mercato italiano e le opportunità offerte dall’Unione Europea, riducendo così la dipendenza da paesi terzi.
Investimenti e capacità produttiva
Negli ultimi cinque anni, il Lazio ha destinato più di 1,5 miliardi di euro a modernizzare impianti, potenziare le infrastrutture di ricerca e formare personale specializzato. Progetti congiunti tra università e industrie hanno portato allo sviluppo di linee di produzione flessibili, in grado di passare rapidamente dalla fabbricazione di farmaci generici a quella di biosimilari in caso di emergenza sanitaria. Questa resilienza operativa è considerata un elemento chiave per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti in situazioni di crisi internazionali.
Equilibrio tra prezzo, sicurezza e sostenibilità
Rocca ha poi rimarcato che la sfida non si limita al solo contenimento dei costi, ma richiede un equilibrio delicato tra prezzo accessibilegaranzia di qualità e sostenibilità a lungo termine della filiera. Un prezzo troppo basso potrebbe minare gli investimenti necessari per la ricerca e per il mantenimento degli standard qualitativi, mentre una pressione eccessiva sui fornitori potrebbe compromettere la continuità delle forniture. Per questo, la strategia regionale punta a creare incentivi che favoriscano la produzione locale, tutelando al contempo la competitività sul mercato europeo.


