Eleonora Pedron: la laurea in psicologia, i figli, la scelta di diventare mental coach

Eleonora Pedron, ex Miss Italia, ha conseguito la laurea magistrale in Psicologia clinica e della riabilitazione il 27 luglio; la tesi esplora l’elaborazione del lutto nello sport ai tempi dei social, mentre la sua vita privata è divisa tra i figli Inés e Léon, l’ex Max Biaggi e il compagno Fabio Troiano

Eleonora Pedron ha scelto di dare un ordine nuovo alla propria vita: dopo anni di esperienza nel mondo dello spettacolo e un percorso personale segnato da lutti precoci, ha completato gli studi universitari arrivando alla laurea magistrale in Psicologia clinica e della riabilitazione. La discussione del lavoro si è svolta il 27 luglio giorno in cui ha voluto celebrare il traguardo in famiglia, con la figlia Inés la madre, una zia e il compagno Fabio Troiano. Il secondo figlio, Léon era impegnato a Maiorca all’Academy di tennis di Rafa Nadal.

Un percorso segnato dal dolore e dalla scelta della psicologia

La vicenda personale di Pedron è stata forgiata da eventi luttuosi che l’hanno accompagnata fin dall’infanzia: la perdita della sorella Nives quando lei aveva nove anni e, alcuni anni dopo, la morte del padre Adriano mentre tornavano da selezioni per spettacolo televisivo, episodio che ha lasciato conseguenze fisiche e psicologiche tuttora presenti. Queste esperienze hanno alimentato il suo interesse per i meccanismi della mente e per la cura dei traumi, portandola a dedicare alla propria crescita un percorso accademico che culmina con una tesi sul lutto nello sport ai tempi dei social tema che indaga come la visibilità digitale influisca sulla memoria e sul dolore delle persone coinvolte nello sport.

La tesi: memoria, social e sport

Nel lavoro finale ha analizzato come le piattaforme social possano avere un duplice effetto: da un lato mantengono viva la memoria degli atleti scomparsi, dall’altro rischio di mortificare chi perde perché espongono il lutto a giudizi pubblici e commenti frettolosi. La scelta di dedicare la tesi a se stessa sottolinea l’importanza di riconoscere il proprio cammino di elaborazione: un atto simbolico con cui ha voluto dirsi «sono arrivata fin qui».

Vita privata, relazioni e scelte professionali

La vita affettiva di Pedron è oggi scandita da equilibri non convenzionali ma funzionali ai figli. I due ragazzi, avuti con l’ex pilota Max Biaggi sono una priorità: Inés ha frequentato un corso di inglese a Malta e sta valutando studi in architettura, mentre Léon è appassionato di tennis e mostra un interesse naturale anche per le moto. La relazione con il compagno Fabio Troiano è consolidata ma mantiene spazi di autonomia — lui vive a Torino e la coppia attribuisce valore al rispetto degli spazi personali. Sull’idea di una «famiglia allargata» Pedron è netta: tra gli adulti c’è rispetto reciproco, ma non un’intima complicità forzata; la priorità è il benessere dei ragazzi.

Dal punto di vista professionale, Pedron ha preso una decisione chiara: ha rinunciato a inseguire una carriera cinematografica a tempo pieno, riconoscendo di non volersi imporre dove non si sente all’altezza, ma non esclude progetti televisivi che mettano a frutto il suo background in psicologia. Nel frattempo si è iscritta a un master in Coaching per l’eccellenza percorso che le consentirà di specializzarsi come mental coach e di lavorare con categorie ad alte prestazioni — dallo sport alla musica fino al business.

Ambizioni nel mondo dello sport giovanile

Tra le idee professionali c’è la volontà di affiancare giovani atleti: vedere Léon crescere nel tennis l’ha resa consapevole dell’importanza delle parole e degli approcci giusti per gestire frustrazioni e aspettative. Vuole offrire un accompagnamento che non sia solo tecnico, ma anche mentale: un supporto capace di trasformare insuccessi in risorse e successi in crescita equilibrata.

Oltre alla dimensione professionale e familiare, Pedron mantiene legami forti con il territorio di origine: parla il dialetto padovano, conserva usi e modi della sua infanzia rurale e ha partecipato ad attività di volontariato e tirocini in ambito sanitario che hanno completato la formazione pratica richiesta per la professione di psicologa. Infine, il percorso formativo non termina: il master e i progetti televisivi in via di definizione sono parte di un programma che punta a coniugare competenza clinica e capacità di comunicare temi psicologici al grande pubblico.

Scritto da Roberto Capelli

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