Il virus West Nile continua a diffondersi in Italia, con una presenza sempre più marcata in diverse regioni. Secondo gli ultimi dati, il virus è stato rilevato in 16 regioni e 60 province, un’espansione significativa rispetto agli anni precedenti. Questo fenomeno preoccupa gli esperti, che stanno monitorando attentamente la situazione.
Francesco Vairo, direttore dell’unità operativa di sorveglianza e contrasto alle malattie infettive dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani ha spiegato che la diffusione del virus è dovuta a diversi fattori, tra cui la maggiore presenza della zanzara Culex il vettore principale del virus, e il cambiamento climatico. “Le dinamiche che coinvolgono uccelli, zanzare ed esseri umani non sono del tutto chiarite, ma contribuiscono alla diffusione del virus”, ha affermato Vairo.
Dati sulla mortalità e casi confermati
Secondo il monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità la mortalità legata alle forme neuro-invasive del virus West Nile è in calo rispetto allo stesso periodo del 2026. Quest’anno, la mortalità si attesta al 7,7% contro il 13,9% dello scorso anno. Tuttavia, i casi totali confermati sono ancora significativi: al 19 agosto 2026, sono stati registrati 312 casi di cui 156 nella forma neuro-invasiva.
Tra i casi confermati, sono stati notificati 13 decessi uno dei quali in un caso importato. Potrebbero essere aggiunte altre due vittime, un 85enne di Pavia e una 72enne del Napoletano deceduta oggi. La diffusione del virus è stata rilevata in regioni come Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.
Fattori che influenzano la letalità
Vairo ha spiegato che il calo della letalità potrebbe essere dovuto a una maggiore consapevolezza da parte dei medici della presenza del virus West Nile in Italia. “Il fatto che la malattia venga riconosciuta tempestivamente può garantire che la persona venga seguita in modo protetto per l’eventuale evoluzione neurologica”, ha affermato. Tuttavia, non esistono ancora terapie antivirali specifiche per il virus.
Le forme più gravi del virus, quelle neuro-invasive, si sviluppano in circa l’1% dei casi, prevalentemente in persone di età avanzata o immunocompromesse. Nella maggior parte dei casi, l’infezione rimane asintomatica o presenta sintomi lievi, come la cosiddetta febbre da West Nile con la comparsa di un eritema che non desta particolare preoccupazione clinica.
La diffusione del virus in Italia
La diffusione del virus West Nile in Italia è un fenomeno in evoluzione. Fino a una decina di anni fa, il virus era presente principalmente in alcune regioni del Nord, come Veneto ed Emilia-Romagna. Oggi, invece, il virus è stato rilevato anche in Sardegna e Sicilia segno di una diffusione sempre più ampia.
Gli esperti continuano a monitorare la situazione, cercando di comprendere meglio le dinamiche che portano alla diffusione del virus. “È importante continuare a monitorare la situazione e adottare misure preventive per limitare la diffusione del virus”, ha concluso Vairo.


