Firenze Gelato Festival 2012: ultimo giorno per conoscere storie e novità di una ricetta

Gelato uguale Firenze gelato Festival. Si chiude oggi nel capoluogo toscano, la terza edizione della kermesse dedicata al re dell’estate. Dal 23 al 27 maggio 2012, la città méta di milioni di turisti ogni anno, ospita nelle sue più belle piazze del centro storico i migliori gelatieri artigianali del Paese, mentre il gelato industriale italiano 100% è rappresentato da Sammontana, main sponsor e promotore di numerose iniziative tutt’altro che collaterali.

A far da cornice ai Villaggi del Gelato non sono mancati percorsi culturali e formativi e un ricco palinsesto di incontri, appuntamenti ed eventi.
E per i più golosi, assaggi a volontà: dai classici ai gusti novità che noi dovremo attendere ancora qualche settimana per conoscere. Ma ecco chi è il protagonista e festeggiato speciale del Festival: il gelato!

CHE COS’È. Per definizione il gelato è una preparazione alimentare ottenuta con una miscela di ingredienti portata allo stato solido o pastoso mediante congelamento e contemporanea agitazione.

Nella ricetta troviamo ingredienti come latte e uova ma può essere preparato anche a base di frutta (foto), verdura e altri alimenti che è persino difficile immaginare.

LA SUA STORIA. Come è nato il gelato lo sappiamo già, o almeno lo sappiamo a metà. Vi ho raccontato, infatti, la storia del fine artista e ingegnere Bernardo Buontalenti che, stanco delle solite scenografie per banchetti e matrimoni a cui gli toccava di lavorare, cominciò a metter piede in cucina inventando il sorbetto al limone.

Quello che non vi ho ancora raccontato è che la vera paternità del gelato è contesa tra lui e il pollivendolo Ruggeri, un altro talentuoso cuoco dilettante. Che sia stato l’uno o l’altro ai fiorentini poco importa. L’essenziale è che l’origine del gelato viene comunque ricondotta a Firenze.

Non ci sono studi o testi sulle origini del gelato che possano trascurare la fondamentale importanza rivestita dal capoluogo toscano nell’invenzione del gelato nella forma più simile a quella gustata adesso.

D’altra parte i due sono quasi contemporanei e l’epoca è quella giusta: il Rinascimento delle grandi invenzioni e del risveglio delle arti e della cultura, ed anche in cucina i suoi effetti si sono fatti evidentemente sentire come dimostrano le due vie di nascita del gelato.
Erano i primi decenni del sedicesimo secolo quando, dicono i testi storici, un pollivendolo e cuoco “dilettante” di nome Ruggeri partecipò ad un concorso indetto dai signori di Firenze, i Medici, sul tema: “il piatto più singolare che si fosse mai visto”. Ruggeri sfruttò delle vecchie ricette per preparare un dolcetto gelato che conquistò subito i giudici decretandone la vittoria. La fama della sua ricetta di “ghiaccio all’acqua inzuccherata e profumata” si diffuse per tutta la Toscana e quando Caterina de Medici, quattordicenne, stava per partire per la Francia dove doveva sposare Enrico, duca d’Orleans e futuro Re, non ebbe dubbi sul fatto che Ruggeri dovesse seguirla insieme ai migliori cuochi di famiglia.
Nel 1536 nasceva a Firenze Bernardo Buontalenti. Artista dai mille volti e dalla tante passioni, pittore, scultore, architetto, scenografo, costruttore di armi, si occupava al servizio dei Medici anche dell’organizzazione delle feste di corte. Incaricato da Cosimo I di seguire l’allestimento del banchetto inaugurale della Fortezza del Belvedere, nel 1559 il Buontalenti stupì gli ospiti con una crema fredda fatta con una base di latte, miele, tuorlo d’uovo, oltre ad un tocco di vino, aromatizzata con bergamotto, limoni ed arance.

Così, se la fama del gelato fiorentino era stata esportata in Francia grazie a Caterina de’Medici che volle con sé Ruggeri, furono alcuni spagnoli ospiti della Signoria dei Medici ad assaggiare il gustoso dolce freddo preparato da Buontalenti e pubblicizzarlo e riproporlo al ritorno nel loro Paese. Fu così che, grazie all’azione combinata dei due, in qualche decennio Firenze divenne rinomata per essere la culla del gelato, gettando le basi per una tradizione che ancora oggi vanta successi in campo culinario.

IL GELATO OGGI. Il cibo italiano, i suoi prodotti originali e tipici, escono indenni dalla crisi e anzi diventano sempre più trendy, sempre più graditi ai consumatori. L’Italian food e l’Italian style all’estero fanno tendenza e, al tempo stesso, creano vendite nonostante i vari tentativi di imitazione sempre più frequenti. I prodotti italiani sono percepiti come più buoni, o meglio più capaci di ricreare quell’identità sinonimo di qualità non solo degli ingredienti, ma anche dello stile di vita. Esperienze gustose e nuove tendenze sono sparse lungo tutta la penisola. Agricoltura, artigianato, produzione industriale si intrecciano sempre più per garantire filiere corte. In questo contesto il gelato non fa eccezione e diventa emblema del prodotto 100% italiano, gustoso e salutare, che migliora la qualità della vita. I dati di mercato disegnano un quadro economico delle imprese artigiane e delle aziende del settore in continua crescita. Segno positivo anche per i consumi. Certo a volte ci si mette il peso dello spread che, come una zavorra, trascina giù l’umore e i consumi man mano che cresce. Altre ci prova il maltempo a mettersi di traverso. Ma la passione per il gelato degli italiani non conosce più né crisi né stagioni e oggi si può dire che un buon gelato non ce lo neghiamo mai.
Artigianale o industriale? Meglio entrambi. In fondo, ciò che conta è il gusto e, si sa, ognuno ha il suo. E il vostro qual è? Andate a trovarlo a Firenze gelato Festival 2012.

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