Un significativo investimento nella formazione dei professionisti sanitari non medici è stato annunciato con l’assegnazione di 1.520 borse di specializzazione per l’anno accademico 2026/2026. Questo provvedimento, firmato dalla ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini rappresenta un passo cruciale per rafforzare le competenze di figure fondamentali per il Servizio Sanitario Nazionale.
Le borse di studio sono destinate a biologi, chimici, farmacisti, fisici, odontoiatri, veterinari e psicologi, professionisti sempre più essenziali per garantire un servizio sanitario efficiente e di qualità. La distribuzione dei posti è stata pianificata in base alla capacità formativa delle università e al fabbisogno espresso dal sistema sanitario, assicurando così una formazione specialistica continua e di alto livello.
Un nuovo sistema di programmazione
Questo decreto rappresenta la prima applicazione del nuovo sistema di programmazione per le specializzazioni sanitarie non mediche, frutto di un complesso iter che ha coinvolto il Ministero della salute e il Ministero dell’Economia e delle Finanze. La ministra Bernini ha sottolineato che questo provvedimento non è un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso volto a rafforzare ulteriormente la formazione specialistica.
“Il nostro obiettivo è ampliare progressivamente le opportunità di accesso, aggiornare criteri ormai risalenti nel tempo e assicurare una programmazione più tempestiva e allineata alle esigenze del sistema sanitario”, ha dichiarato Bernini. Questo approccio mira a garantire che le nuove generazioni di specialisti siano preparate ad affrontare le sfide future del settore sanitario.
Opportunità di ampliamento
Il provvedimento apre anche la possibilità di aumentare il numero complessivo dei posti disponibili. Regioni, Province autonome e altri enti pubblici o privati potranno finanziare ulteriori borse di specializzazione. Inoltre, gli Atenei, nei limiti della propria capacità formativa, potranno ammettere anche candidati idonei senza borsa di studio, offrendo così maggiori opportunità di formazione a un numero più ampio di professionisti.
Questa iniziativa rappresenta un passo fondamentale per il rafforzamento del Servizio Sanitario Nazionale garantendo che i professionisti non medici siano adeguatamente formati per rispondere alle esigenze della popolazione. Con questo investimento, si punta a migliorare la qualità dei servizi sanitari e a preparare i professionisti alle sfide future del settore.
Investimenti nella sanità campana
Nel frattempo, la Campania ha ricevuto un significativo finanziamento di oltre 733 milioni di euro per ammodernare e rilanciare il comparto della sanità pubblica. Grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) la regione ha potuto realizzare importanti interventi di miglioramento sismico e rinnovamento tecnologico delle strutture sanitarie esistenti.
Tra i principali risultati raggiunti, vi è il completamento di 8 su 9 degli adeguamenti sismici programmati, che hanno reso più sicure strutture ospedaliere come quelle di Torre del Greco, Maddaloni, Cotugno, Ischia, Pozzuoli, il Monaldi, il Santobono e l’Aorn San Pio di Benevento. Inoltre, sono state installate 407 apparecchiature di ultima generazione, tra cui risonanze magnetiche, Tac e Pet, garantendo così un miglioramento significativo dell’efficacia diagnostica.
La sanità di prossimità è stata rafforzata con la creazione di 136 Case di comunità sulle 169 previste e 26 ospedali di comunità attivi su 45. Questi interventi mirano a migliorare la presa in carico dei pazienti e ridurre gli accessi impropri ai pronto soccorso, garantendo un’assistenza capillare e vicina alle famiglie.
“La rete di medicina territoriale si rafforza ulteriormente in Campania”, ha dichiarato il presidente della Regione Campania Roberto Fico. “L’obiettivo è una rete di presidi di prossimità che siano dei punti di riferimento per la popolazione, migliorando la presa in carico dei pazienti e garantendo un’assistenza capillare e vicina alle famiglie.”


