La montagna, con i suoi paesaggi mozzafiato e la sua aria pura, è molto più di un semplice scenario naturale., la montagna non è solo un paesaggio, è un modo di vivere la vita. E oggi, la scienza conferma che frequentare gli ambienti montani può avere effetti benefici significativi sulla salute fisica e mentale.
Un numero crescente di ricerche mediche dimostra che vivere o trascorrere del tempo in montagna può migliorare la salute del cuore, dei muscoli e delle ossa, oltre a ridurre lo stress e aumentare la longevità. Ma da quale altitudine iniziano questi benefici e quali sono i meccanismi alla base di questi effetti positivi?
I benefici dell’escursionismo in quota
L’escursionismo in montagna, che ha visto un vero e proprio boom post-pandemia, è un’attività fisica completa che può migliorare numerosi parametri fisiologici. Studi clinici condotti al dipartimento di Medicina dello sport di Innsbruck hanno riscontrato una riduzione della pressione arteriosa e un potenziamento della funzione cardiovascolare negli escursionisti.
Camminare in montagna comporta un dispendio energetico significativo, tra le 300 e le 600 kcal all’ora e sollecita gruppi muscolari profondi come glutei, polpacci, addominali e muscoli posteriori della coscia. Questo aiuta a ridurre la percentuale di grasso corporeo, migliorare la densità ossea e l’equilibrio, con effetti preventivi su obesità, osteoporosi e stabilità nella deambulazione.
L’adattamento all’altitudine
Uno dei meccanismi chiave alla base della montagna-terapia è l’adattamento a una lieve ipossia, ovvero una ridotta disponibilità di ossigeno che si verifica gradualmente con l’aumentare dell’altitudine. Questo stimolo induce modificazioni favorevoli a livello cardiovascolare e metabolico, aumentando l’efficienza dell’organismo.
Secondo Annalisa Cogo, pneumologa e docente presso l’Università di Ferrara, i vantaggi legati all’altitudine si riscontrano a partire dai 1.200-1.300 metri fino ai 2.300-2.500 metri. Oltre questa quota, la riduzione di ossigeno comincia a farsi sentire, soprattutto se si trascorre la notte in altitudine.
Aria montana e benessere respiratorio
L’aria di montagna è meno umida, più fresca e meno inquinata rispetto al fondovalle. Inoltre, nelle zone boschive, è ricca di terpeni, molecole organiche volatili ad azione balsamica emesse dagli alberi, soprattutto dalle conifere, che contribuiscono ad attenuare l’infiammazione bronchiale.
Muoversi a passo veloce, soprattutto su percorsi in pendenza, allena i muscoli del sistema respiratorio. Inoltre, in montagna la stagione dei pollini è più breve e oltre i 1.800 metri è difficile incontrare l’acaro della polvere, responsabile di gran parte delle allergie respiratorie e cutanee.
Montagna e benessere mentale
La montagna favorisce anche il benessere psicologico. L’attenzione richiesta mentre si procede su terreni irregolari induce uno stato di presenza mentale assimilabile alla mindfulness, come dimostrato da studi condotti all’Università dell’Indiana e all’Università di Verona.
Inoltre, il senso di meraviglia suscitato dalla visione dei paesaggi alpestri aiuta a ridurre i livelli di cortisolo e citochine pro-infiammatorie, mitigando gli stati d’ansia. Questo è stato dimostrato da una ricerca condotta nelle università di Toronto, Pittsburgh e Berkeley.
Vivere in montagna per una vita più lunga
I benefici della montagna aumentano in parallelo al tempo di permanenza. Vivere stabilmente a quote moderate, fino a circa 2.000 metri, è associato a una minore incidenza di infarto e ictus e alla riduzione della mortalità fino al 61% negli uomini e al 54% nelle donne rispetto ai residenti in pianura.
Chi abita in montagna si muove di più a piedi, è meno esposto all’inquinamento, segue una dieta basata su cibi naturali e spesso a km zero, e può fare affidamento su reti sociali più coese. Questi fattori contribuiscono a uno stile di vita che caratterizza anche le cosiddette Blue Zones le aree del pianeta con una concentrazione eccezionalmente alta di ultracentenari.
Anche una frequentazione regolare delle aree alpine, con escursioni da lungo weekend e soggiorni che abbinano attività fisica in natura, bagni di foresta e trattamenti con acque termali ed erbe autoctone, può attivare molti dei meccanismi fisiologici alla base della longevità.


