Clinica Oncologica di Torrette adotta sequenziatore avanzato per test genetici

La Clinica Oncologica di Torrette ad Ancona sta per acquisire un nuovo sequenziatore di ultima generazione che rivoluzionerà la diagnosi genetica dei tumori.

La Clinica Oncologica di Torrette ad Ancona, diretta dalla professoressa Rossana Berardi, sta per fare un passo da gigante nella lotta ai tumori. A fine mese arriverà un nuovo sequenziatore di ultima generazione che promette di rivoluzionare i test genetici, riducendo i tempi di refertazione e permettendo di analizzare un numero maggiore di pazienti.

Questa innovazione tecnologica è particolarmente importante per le sindromi eredo-familiari dei tumori della mammella e dell’ovaio, caratterizzate da mutazioni di Brca e per la sindrome di Lynch. La professoressa Berardi, intervistata dall’ANSA, ha ricordato che la clinica ospita il Centro di Riferimento regionale di genetica oncologica e che negli ultimi dieci anni si è registrato un aumento di oltre l’800% delle consulenze e dei test.

L’importanza dei test genetici nella prevenzione

I test genetici consentono di intercettare le famiglie a rischio e di identificare la presenza di specifici bersagli terapeutici nel tumore, aprendo la strada a trattamenti più mirati ed efficaci. La ricerca nel reparto diretto da Berardi non si ferma mai: ogni anno vengono condotti circa 40 trial clinici con nuovi farmaci, e la clinica è accreditata da Aifa unico centro nel centro-sud Italia.

Le nuove frontiere terapeutiche vedono l’impiego di anticorpi bispecifici capaci di colpire contemporaneamente due target unendo due meccanismi d’azione, l’immunoterapia e l’antiangiogenesi in un unico farmaco. A questo si aggiungono gli anticorpi farmaco-coniugati che combinano la nuova tecnologia dei ‘farmaci intelligenti’ con la chemioterapia tradizionale, veicolandola direttamente all’interno delle cellule tumorali. Oggi ogni paziente riceve una terapia personalizzata.

I numeri della Clinica Oncologica di Torrette

Nel 2026, la clinica ha registrato oltre 13mila accessi in day hospital per patologie oncologiche, con oltre 19mila visite ambulatoriali e quasi 550 ricoveri in degenza ordinaria. Questi numeri, come sottolinea la professoressa Berardi, sono significativi perché dietro ognuno di essi ci sono altrettante famiglie e caregiver coinvolti.

Le patologie più frequenti restano il tumore al seno, al colon e al polmone. Tuttavia, si sta osservando un aumento di alcune neoplasie finora considerate rare, come il tumore al pancreas e quello delle vie biliari, il colangiocarcinoma.

Supporto psico-oncologico e nuove sfide

Ai pazienti non manca il supporto psico-oncologico e possono accedere alla Pink Room del reparto, che offre percorsi integrativi in un’ottica olistica, dalla meditazione alla mindfulness. Il nemico numero uno resta ancora il tumore al pancreas, da sempre uno dei più difficili da trattare.

La professoressa Berardi ha ricordato il farmaco daraxonrasib che qualche settimana fa, durante il congresso Asco ha ricevuto una standing ovation da parte della comunità scientifica internazionale per i risultati ottenuti. Questi progressi indicano chiaramente la direzione: continuare a investire nella ricerca.

Scritto da Camilla Pellegrini

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