L’ayurveda, un sistema di pensiero che abbraccia medicina, cura e filosofia, nasce in India oltre cinquemila anni fa. Conosciuta come la scienza della vita questa disciplina considera l’essere umano, l’ambiente e il cosmo come un’unica entità interconnessa. L’equilibrio tra corpo, mente e spirito è raggiunto attraverso l’osservazione consapevole della natura e l’uso dei cinque sensi.
Celeste Valenti, terapista ayurveda e insegnante di yoga, nel suo libro Nelle cose più piccole (BUR, 16 €), ci guida alla scoperta di come beneficiare dell’energia creativa dell’estate senza rischiare di bruciarci con il suo fuoco. Attraverso pratiche rinfrescanti e rituali di benessere, possiamo stemperare gli eccessi di questa stagione intensa.
L’estate secondo l’ayurveda
Secondo l’ayurveda, il mondo è una combinazione di cinque elementi: etere, aria, fuoco, acqua e terra. In estate, l’elemento predominante è il fuoco rappresentato dal sole e percepito attraverso il calore. Questa stagione è potente e creativa, ma può anche essere consumante.
Il fuoco estivo ha due caratteristiche principali: una grande potenzialità di trasformazione e il rischio di accelerare la maturazione fino a consumarla. L’estate è la stagione del frutto, della vitalità e della maturità, ma può anche impoverirci energeticamente. Per questo, è fondamentale trovare un equilibrio tra il calore esterno e la nostra energia interna.
Pratiche ayurvediche per l’estate
Per contrastare l’intensità del fuoco estivo, possiamo seguire tre approcci principali: creare spazio intorno a noi, idratarci e consolidare la nostra struttura. Andare in vacanza, rallentare i ritmi e alleggerire il nostro stile di vita ci aiuta a trovare equilibrio. L’idratazione, sia attraverso l’acqua che la vicinanza al mare o ai laghi, è essenziale. Infine, la terra, rappresentata dalla montagna, ci aiuta a consolidare la nostra struttura e ritrovare l’unità di corpo e mente.
L’orologio ayurvedico
L’orologio ayurvedico ci aiuta a identificare i momenti migliori per collocare i gesti di cura, affinché siano più efficaci. Ad esempio, l’oleazione del capo con olio di cocco è meglio farla al mattino, lontano dai pasti ed entro le cinque del pomeriggio. Questa pratica trasmette freschezza a tutto il corpo e pacifica la mente.
Il concetto di modo della cura è fondamentale nell’ayurveda. Non basta sapere cosa fare, ma è importante capire come e quando farlo, con quale atteggiamento e stato d’animo. Ritagliarsi uno spazio fisico e mentale per dedicarsi alla cura di sé stessi è essenziale.
Pratiche ayurvediche per l’estate
Ecco due pratiche ayurvediche utili per l’estate:
Oleazione del capo
Quando: al mattino e, di giorno, lontano dai pasti ed entro le 17.
Benefici: trasmette freschezza a tutto il corpo e pacifica la mente.
Cosa serve: olio di cocco, una bacinella di acciaio, un pentolino d’acqua per riscaldare l’olio a bagnomaria.
Come fare: fai colare un filo d’olio tiepido al centro della testa. Stimola questo punto percuotendo piano la cute con il palmo della mano aperta. Quindi massaggia l’olio su tutto il capo con movimenti circolari infilando i polpastrelli sotto i capelli e poi picchiettando la cute. Continua percuotendola con le mani a coppetta, procedendo dalla parte anteriore della testa fino all’occipite. Dopo il massaggio, lavali con acqua non troppo calda e uno shampoo delicato.
Acqua tessile
Quando: da preparare nelle ore fresche della giornata.
Benefici: dona ai tessuti estivi, meglio se di cotone e lino, freschezza e leggerezza; rasserena e svolge un leggero effetto anti zanzare.
Cosa serve: 1 litro di acqua distillata; una manciata di petali di rosa chiari e di fiori di lavanda essiccati (evita gli steli che potrebbero macchiare); una manciata di foglie di menta e melissa essiccate, garze sterili per filtrare; imbuto; spruzzino o vaporizzatore, meglio se di vetro scuro.
Come fare: fai bollire l’acqua distillata, spegni il fuoco e aggiungi i fiori e le erbe essiccate. Copri l’acqua fiorita con un coperchio e lascia riposare per circa 30 minuti. Filtra adagiando delle garze sterili in un colino e strizzando bene i fiori. Con un imbuto travasa l’acqua nello spruzzino e riponila in frigorifero. Raffreddata, spruzzala sui tessuti estivi, meglio la mattina, la sera e dopo la stiratura.


