La vaccinazione anti-HPV è spesso associata agli adolescenti, ma negli ultimi anni numerosi studi hanno dimostrato la sua efficacia anche per le donne adulte. Questo articolo esplora i benefici della vaccinazione anti-HPV oltre l’età adolescenziale, con un focus particolare sulla prevenzione delle recidive dopo trattamenti escissionali sulla cervice uterina.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha identificato tre pilastri fondamentali per l’eliminazione del carcinoma della cervice uterina: vaccinazione, screening e trattamento adeguato delle lesioni precancerose. La vaccinazione anti-HPV gioca un ruolo cruciale in questo contesto, offrendo una protezione significativa anche alle donne adulte.
La vaccinazione anti-HPV nelle donne adulte
La vaccinazione anti-HPV è spesso raccomandata prima dell’inizio dell’attività sessuale per ottenere la massima efficacia. Tuttavia, numerosi studi hanno dimostrato che la vaccinazione può essere utile anche in età adulta, soprattutto per la riduzione delle recidive dopo trattamenti escissionali sulla cervice, come la LEEP (Loop Electrosurgical Excision Procedure).
È importante sottolineare che la vaccinazione anti-HPV non ha alcuna funzione terapeutica e non elimina un’infezione da HPV già presente. Tuttavia, il vaccino nonavalente (GARDASIL9) protegge da ceppi virali non ancora acquisiti. All’inizio dell’attività sessuale, le donne non entrano in contatto con tutti i genotipi HPV contenuti nel vaccino, quindi anche in età adulta si può ottenere un beneficio preventivo.
Il ruolo della vaccinazione nelle pazienti trattate per lesioni cervicali
Un ruolo importante della vaccinazione anti-HPV è svolto nelle pazienti sottoposte a trattamento per lesioni cervicali di alto grado (HSIL/CIN2-3). La vaccinazione può ridurre il rischio di recidive dopo trattamenti conservativi come l’ansa a RF-LEEP. Con questo tipo di trattamento, si elimina la lesione colposcopicamente evidenziata, ma non si rimuove il rischio biologico della recidiva.
Questa strategia è ritenuta importante dalle principali società scientifiche nazionali e internazionali, come la SICPV (Società Italiana di Colposcopia e Patologia Cervico-Vaginale) e la SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia).
Il ruolo del ginecologo e l’importanza del counselling
Il ruolo del ginecologo è fondamentale nel fornire informazioni corrette sulle vaccinazioni anti-HPV. È importante demolitare le leggende metropolitane sulla presunta inutilità della vaccinazione in età adulta. Il ginecologo deve mettere in risalto che il vaccino non cura l’infezione in atto, ma può prevenire future infezioni da altri ceppi HPV.
Una precedente positività HPV non rappresenta una controindicazione alla vaccinazione. Il maggior beneficio documentato riguarda le donne trattate per lesioni cervicali di alto grado. È auspicabile che queste informazioni diventino parte della pratica clinica quotidiana.
La donna adulta non deve essere considerata una persona arrivata in ritardo alla vaccinazione, ma una persona che può trarre benefici da un intervento efficace, soprattutto quando presenta fattori di rischio o una storia clinica di lesioni HPV correlate.


