Marcello Gemmato e la riforma farmaceutica: numeri e prospettive per il SSN

Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato illustra i dati sulla spesa farmaceutica in Italia, evidenziando l'importanza dell'innovazione e della prevenzione per il futuro del Servizio Sanitario Nazionale.

Nel panorama sanitario italiano, la spesa farmaceutica rappresenta un elemento cruciale per garantire cure efficaci e sostenibili. Il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, ha recentemente affrontato questo tema in un convegno organizzato dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) a Roma, fornendo dati aggiornati e prospettive future.

Gemmato ha sottolineato come nel 2026 si sia registrato un rallentamento del 20% nella spesa farmaceutica rispetto ai cinque anni precedenti. Questo dato, pur positivo, non deve far dimenticare l’importanza di continuare a investire in prevenzionericerca e innovazione farmaceutica per garantire prospettive di vita migliori ai cittadini.

L’innovazione farmaceutica e i suoi benefici

La ricerca farmaceutica è un pilastro fondamentale per il progresso medico. Grazie a nuove terapie, come i farmaci innovativi molte patologie che in passato erano altamente letali o difficili da trattare sono oggi gestibili. Il costo dell’innovazione è indiscusso, ma i benefici in termini di efficacia e sopravvivenza dei pazienti sono innegabili.

Gemmato ha evidenziato che la spesa farmaceutica non ha superato il tetto del Fondo sanitario nazionale (FSN). Nel periodo 2014-2026, l’aumento medio è stato del 7%, con un picco del 7,25% tra il 2019 e il 2026. Nel 2026, la spesa è diminuita del 5,7%, segnalando una flessione media del 20% rispetto ai cinque anni precedenti. Questo rallentamento è stato osservato anche nella spesa convenzionata, che dopo vent’anni di riduzione ha registrato un nuovo rialzo nel post-pandemia.

Dati recenti e investimenti governativi

I dati più recenti mostrano una crescita della spesa per acquisti diretti al netto dei ripiani, dal 10,4% del 2026 al 4,1% nel 2026. Questo trend indica un ritorno a un percorso fisiologico della spesa. Inoltre, il Governo ha previsto un incremento di circa 1,4 miliardi di euro per gli acquisti diretti regionali di farmaci tra il 2026 e il 2026, sfatando l’idea che la politica intenda scaricare il costo delle cure sui cittadini.

Il sistema sanitario italiano sta dimostrando una notevole capacità di adattamento, nonostante l’invecchiamento della popolazione e l’aumento della cronicità. Questo è reso possibile anche grazie all’avanzamento costante dell’innovazione farmacologica.

La prevenzione come pilastro della salute

Un altro elemento chiave per garantire la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è la prevenzione. Corretti stili di vita, l’adozione della dieta mediterranea il ricorso alla farmacia dei servizi e alla Casa di Comunità sono fondamentali per supportare i cittadini, soprattutto quelli che risiedono nelle aree interne. Il medico di medicina generale gioca un ruolo cruciale in questo contesto.

La riforma farmaceutica e le sue implicazioni

Gemmato ha anche affrontato il tema della remunerazione delle farmacie sottolineando che le recenti azioni sono state finalizzate a valorizzare il servizio professionale reso al cittadino, la prossimità delle cure e la presa in carico offerta dalle farmacie. La riforma mira a distribuire vantaggi indistinti, rafforzando le farmacie piccole, rurali e disagiate.

In merito alla riclassificazione di alcuni medicinali dalla distribuzione diretta alla convenzionata, Gemmato ha spiegato che questa operazione è stata eseguita in ottemperanza alle valutazioni dell’AIFA su terapie croniche ad alta prevalenza, coerenti con una gestione territoriale del paziente. La valutazione corretta deve tenere conto del saldo complessivo, inclusi i costi evitati e le rinegoziazioni economiche con le aziende.

La semplificazione dei percorsi prescrittivi e distributivi dei farmaci è un altro punto cruciale. Questa azione mira a liberare medici, specialisti, farmacie e strutture pubbliche da passaggi burocratici non sempre giustificati, restituendo tempo alla cura e alla presa in carico del paziente. La revisione dell’assistenza farmaceutica non va letta come un venir meno della tutela al cittadino, ma come un’opportunità per aggiornare le regole e migliorare l’appropriatezza delle prescrizioni.

Il 9 luglio, la Commissione Affari sociali del Senato ha approvato il disegno di legge che delega al Governo la riforma e il riordino della legislazione farmaceutica. Il testo, ora rubricato con il numero 1903, passa all’esame dell’Aula di Palazzo Madama. Questa riforma rappresenta un passo fondamentale per garantire l’accesso ai farmaci, monitorare e controllare la spesa farmaceutica, e rafforzare la rete assistenziale farmaceutica sul territorio.

Scritto da Camilla Pellegrini

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