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La posizione migliore per dormire e altri consigli utili

La posizione migliore per dormire

Qual è la posizione migliore per dormire? Ecco cosa sappiamo

La qualità del sonno può avere un grande impatto sulla nostra salute, soprattutto se durante il sonno si assume inconsapevolmente una posizione scorretta, questa infatti può avere delle conseguenze come dolore al collo o alla schiena, e inoltre una posizione sbagliata può anche favorire l’apnea del sonno e il reflusso gastroesofageo. Vediamo quindi, qual è la posizione migliore per dormire, analizzando tutte le posizioni che tendiamo ad assumere nel sonno e quali sono quelle scorrette in base alle diverse situazioni.

Posizione migliore per dormire

Posizione supina

Dormire a pancia in su può aiutare a prevenire le tensioni cervicali e della spina dorsale, evitando di svegliarsi con il mal di schiena. Ricordiamoci che è importante non solo dormire in una posizione corretta, ma anche utilizzare il giusto cuscino, infatti per mantenere collo e schiena in linea durante la notte è importante utilizzare un guanciale che offra un giusto sostegno e che non sia troppo alto.

Attenzione però, la posizione supina tende a favorire il russare.

Posizione prona

Dormire a pancia in giù ci costringe a tenere la testa girata da uno dei due lati, questa posizione quindi mette molto in tensione i muscoli del collo e sfavorisce anche la colonna vertebrale, provocando dolori di schiena e dolori cervicali. Si tratta quindi della posizione meno consigliata, e ci suggerisce di cercare di correggerla per evitare anche seri problemi alla schiena ed al collo a lungo andare.

Posizione sul fianco

In generale dormire di lato tende a contrastare il russare, e per ridurlo ulteriormente si può cercare di tenere un po’ la testa sollevata per favorire la respirazione senza però esagerare o si rischierà di tenere il collo in tensione. La posizione sul fianco inoltre, rispetto a quella supina, riduce anche il fenomeno di apnea notturna.

Sul fianco sinistro

Questa posizione è particolarmente indicata per ridurre gli effetti del reflusso gastroesofageo, rispetto sia alla posizione supina che a quella sul fianco destro. Alcuni ricercatori dell’Università del Maryland hanno condotto uno studio, poi pubblicato sulla rivista scientifica “Journal of Clinical Gastroenterology” che conferma questa teoria. Naturalmente il solo dormire sul fianco sinistro non risolve il problema del reflusso, ma può alleviare un po’ i sintomi, ancora meglio se si agisce anche sollevando leggermente la testiera del letto, e seguire ulteriori accorgimenti come evitare pasti abbondanti per cena e non sdraiarsi subito dopo i pasti.

Sul fianco destro

Dormire sul lato destro può essere indicato per chi tende ad avere la pressione sanguigna alta, questa posizione, infatti, porta a un lieve abbassamento della pressione.

Durante la gravidanza

Con l’avanzare della gravidanza, riuscire a prendere sonno diventa sempre più difficile, la posizione che comunque viene consigliata è quella sul fianco sinistro, inoltre può aiutare utilizzare un cuscino tra le gambe per distendere meglio la tensione.

Invece, dormire sul fianco destro viene sconsigliato perché potrebbe ridurre il flusso sanguigno che giunge al feto. Infine, anche la posizione supina è sconsigliata in questa situazione, perché il peso della pancia tenderebbe a provocare la sensazione di mancanza d’aria.

Altri aspetti

Oltre alla posizione è importante tenere conto di numerosi altri fattori per favorire la giusta qualità del sonno. Uno di questi è sicuramente il cuscino, la cui scelta è fondamentale per evitare le tensioni del collo, si consiglia di utilizzare, quindi dei cuscini ortopedici. La stessa cosa vale per il materasso e la rete, che devono essere di buona qualità e comunque sostituiti quando tendono a deformarsi. Altre buone abitudini per favorire il sonno sono di evitare l’utilizzo di computer e smartphone prima di andare a dormire, e di cercare di stabilire delle buone routine, come andare a dormire sempre allo stesso orario.

In ogni caso è sempre una buona norma quella di non andare a dormire troppo tardi, poiché la melatonina, l’ormone che regola il sonno e anche il ciclo sonno-veglia, viene prodotto soprattutto tra le 2 e le 4 della notte.

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