Quando le articolazioni fanno skiock (o scrock) [o stud]

di Gianfranco Di Mare

Performance Engineer

Dicevamo dello scrocchiare delle articolazioni, dunque. Chi di noi non l’ha mai provato? Qualcuno ama far scrocchiare le dita, altri il collo. C’è anche chi lo fa semplicemente torcendo il busto come per voltarsi a guardare dietro di sé.

Qualcuno, addirittura, per farselo fare va dal massaggiatore.
Come funziona, e perché ci dà piacere?

Quando sento un’articolazione che fa schiokk non posso – chissà perché – fare a meno di pensare a quei tappi di gomma a coroncina, col collarino ad anello, che si vendono a sacchetti multicolori e si mettono, ad esempio, sulle bottiglie di birra non ancora scolate (è raro… :).
Anche quei tappi, quando si fanno saltare con la pulta del pollice, fanno schiokk.

Ci avete fatto caso?
In effetti il meccanismo è molto simile: il tappo… stappato fa rumore perché ha una forte componente elastica, essendo fatto di gomma spessa ma non troppo.

Nell’articolazione quello che scrocchia non sono le ossa o i tendini, ma le cartilagini, che sono un po’ i gommini delle articolazioni; le loro guarnizioni, insomma.
Solitamente è difficile far schioccare una cartilagine: per ottenere questo effetto… sonoro è necessario che ci sia un po’ di gioco, una possibilità di movimento.

Pensiamo al tappo: se non potesse aprirsi, se non potesse muoversi, non farebbe neanche il suo bravo schiokko.
Il rumore cartilagineo corrisponde ad un movimento di assestamento, ad un cambio di posizione reciproca delle ossa e delle cartilagini che insistono sull’articolazione.

Nella maggior parte dei casi, nelle articolazioni non c’è gioco sufficiente perché le cartilagini facciano rumore. A volte, nel corso degli anni, o per costituzione, si crea dello spazio aggiuntivo in cui è possibile cominciare a suonare..

le nacchere.

Non è il caso di insistere: così come accade col filo interdentale (che a furia di pulire sotto le gengive nel corso dei mesi – se male adoperato – comincia a scalzarle, lasciando che sempre più residui vi si accumulino sotto), continuare a manipolare le articolazioni contribuisce a far aumentare ancora, con l’andar del tempo, lo spazio di gioco articolare.

Quando una persona comincia a fare skiok con un’articolazione (le dita delle mani, ad esempio), lì per lì sembra un giochino divertente. Se continua a farlo per qualche mese, dopo un po’ di tempo troverà che diventa ancora più piacevole. In una terza fase, quando lo fa comincia a sentirsi meglio; in una quarta fase, comincia a sentirsi peggio se non lo fa: sente che le dita non rispondono velocemente, che i movimenti sono un po’ impacciati, o che la presa è meno forte; e far scrocchiare le falangi sembra rimettere, magicamente, le cose a posto.
Tuttavia, capite bene che si tratta di una strada senza ritorno: per star meglio dovete farlo, ma più lo fate e più ne avrete bisogno per sentirvi a vostro agio…
Nel corso degli anni c’è il rischio di allentare troppo la tenuta cartilaginea: meglio evitarlo.

Io lavoro molto coi musicisti, e parecchi di loro scrocchiano sistematicamente le dita per sentire maggiore agilità nelle mani. Io consiglio sempre a chi suona uno strumento musicale di smettere di suonare anche le sue nacchere. Chi si sente già a disagio non facendolo dovrebbe smettere prima degli altri: si tratta solo di un’abitudine, e la sensazione di disagio tende a sparire via via col tempo.

Per accelerare il ripristino della corretta tensione cartilaginea, suggerisco per un periodo un’alimentazione ricca di pesce fresco e verdure e povera dei cibi che tendono ad abbassare il pH corporeo (agrumi, kiwi, bibite e cibi inscatolati o garbage food industriali, frutta, aceto, superalcolici, zucchero e dolci).
Nei casi di forte necessità di recupero articolare (artrosi, dolori articolari insistenti, ridotta funzionalità ecc.) questo regime potrebbe essere coadiuvato da un prodotto come Artrasyn.

Tutt’altro discorso per quelle articolazioni che scrocchiano di per sé, senza dolore, soprattutto se non ci sentiamo meglio dopo lo schiocco: si tratta solitamente di una condizione meccanica innocua, specie se persiste da anni con le medesime caratteristiche.

Per chiudere, un consiglio a chi utilizzi le mani con accuratezza e velocità (musicisti, prestigiatori, chirurghi, orafi, orologiai…): asciugatele bene quando le bagnate, soprattutto in autunno e inverno. Per capirci: asciugare bene le mani significa che quando un’altra persona le tocca non può capire che sono state bagnate.

Image courtesy ecoistituto.it

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