Quasi una spy story scientifica dietro i casi doping al Tour de France

Si dice che i test per rilevare l'uso non medico di eritropoietina negli atleti non funzionino bene e qualche scienziato si è anche posto il problema di sapere se fosse vero oppure no, scoprendo che in effetti non funzionano bene, ma certo non nel senso in cui intendono quelli trovati dopati che si ritengono vittime di una falsa positività, bensì nel senso contrario e cioè di un mancato rilievo di positività là dove c'è (falsi negativi).

Sarà, ma a quanto pare al tour de France qualcuno di positivo l'hanno pure beccato, non però con questi vecchi metodi tanto discussi, ma con un vera e propria novità che ha spiazzato tutti, dopati compresi.

E infatti anche noi ormai non possiamo più nasconderci. Accusavamo i responsabili del Giro di Francia di eccessivo accanimento contro i nostri ciclisti e quello che a nostro dire era il più tartassato di tutti, Riccardo Riccò, ieri ha confessato l'uso di EPO.

Un bel po' dopo la confessione (non ufficiale) del suo compagno di scorribande Leonardo Piepoli e giusto in tempo per evitare anche la pessima figura di proclamarsi innocente anche davanti all'evidenza di controanalisi che sicuramente sarebbero state positive. Un ultimo tentativo per strappare uno sconto di pena o, ancora meglio, una semplice lavata di testa perché, poverino, lui l'ha fatto solo "perché dopo il Giro d'Italia – corso con le sue gambe – era stanco! Errore di gioventù".

Come quello invocato dalla sua alter ego femminile Marta Bastianelli che si dichiara "vittima di un "inganno" del suo farmacista e comunque quel farmaco dimagrante a cui è risultata positiva non è mica doping".

Poverini! Sono giovani loro! Scusate, ma non mi trattengo quando sento dire sciocchezze a mo' di giustificazione come quelle pronunciate da Riccò e Bastianelli. Non si può arrivare a quei livelli e non sapere che di tutto ciò che fai al tuo corpo dovrai rendere conto ai tuoi compagni, ai tecnici, agli sponsor e soprattutto agli addetti all'antidoping.

Comunque i furbetti che ci provano, sperando di farla franca ci sono sempre e diventano ogni volta più subdoli e ingegnosi. Tanto che anche gli scienziati devono farsi quasi agenti segreti per riuscire a non far scoprire i loro nuovi assi nella manica.

Infatti Riccò continuava a ripetere che "lui l'ematocrito ce lo aveva alto per natura", forse perché come altri era convinto che l'EPO di ultima generazione con cui si dopava lui non sarebbe stata scoperta dai soliti test. E in effetti i vecchi test per rilevare questo fattore di crescita dei globuli rossi non avrebbero rilevato il CERA (Mircera), un pegilato dell'EPO sviluppato dalla Roche che ha raggiunto il mercato europeo solo all'inizio di quest'anno, dopo essere stato approvato dalla FDA nel novembre scorso. Tra l'altro negli Stati Uniti la sua commercializzazione è stata bloccata per una controversia legale sui diritti di produzione, quindi a detta di molti non lo avrebbero nemmeno cercato. Invece non solo quelli della WADA lo hanno messo tra le sostanze vietate appena uscito, sapendo che avrebbe fatto la fine dei suoi predecessori usati illecitamente per migliorare le prestazioni sportive in particolare da ciclisti e maratoneti, ma sono riusciti a elaborare in fretta e furia un test ad hoc per rilevarlo.

Solo che appunto, cominciano a farsi furbi pure gli scienziati e si sono ben guardati dal dirlo pubblicamente, tanto che il protocollo del metodo di analisi sviluppato presso il Laboratoire national de Depistage du Dopage, il laboratorio nazionale francese contro il doping, è stato tenuto sotto stretto riserbo fino alla fine del tour, quando i test avevano fatto cadere già diverse teste. Non si sa neppure quale laboratorio indipendente abbia convalidato il test, perché pure questo si è ben guardato dal farsi avanti. Il misterò però continua perché i responsabili del laboratorio francese si rifiutano di rilascere dichiarazioni agli organi di stampa, compresi quelli delle riviste mediche specializzate.

E beh! A mali estremi, estremi rimedi! Se gli atleti vogliono la linea dura sembra proprio che da adesso l'avranno, basta soffiate più o meno pubbliche sui test o le sostanze che si cercheranno. Nulla dalle loro bocche uscirà più. Che sia la volta buona?

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