Negli ultimi decenni la LASIK (Laser-Assisted In Situ Keratomileusis) si è affermata come la procedura più diffusa per correggere miopia, ipermetropia e astigmatismo, offrendo risultati rapidi ed effetti collaterali ridotti rispetto alle tecniche tradizionali. La storia di questa chirurgia refrattiva è legata a due figure fondamentali, il greco Ioannis Pallikaris e l’italiano Lucio Buratto la cui ricerca ha trasformato la semplice incisione con una lama in un processo guidato da laser ultrafast e, più recentemente, da intelligenza artificiale.
Il concetto di modellare la cornea mediante un laser nasce negli anni ’80, periodo di fervente sperimentazione nell’ambito dell’oftalmologia. Prima di allora la correzione della vista si limitava a lenti intraoculari o a procedure più invasive. L’idea di creare un lembo corneale e modellarlo con precisione era ancora un sogno, finché Pallikaris non mise a punto il microcheratomo una lama oscillante in grado di incidere la cornea con uno spessore di pochi micron. Nel 1990 il chirurgo greco effettuò il primo intervento LASIK umano, aprendo la strada a una rivoluzione clinica.
Ioannis Pallikaris e la prima LASIK con microcheratomo
Nel 1990, presso l’Ospedale di Chios, Pallikaris eseguì la prima operazione LASIK su un paziente con miopia di -3,00 diottrie, dimostrando che la creazione di un lembo corneale tramite microcheratomo poteva essere sicura e ripetibile. La procedura prevedeva tre fasi: incisione del lembo, ablazione del tessuto stromale con laser excimer e successivo riposizionamento del lembo. I risultati furono sorprendenti: miglioramento della acuità visiva in poche ore e minima sensazione di fastidio.
Il successo dell’intervento attirò l’interesse della FDA americana, che approvò la prima piattaforma LASIK nel 1995. Tuttavia, la tecnica presentava limiti legati alla variabilità della lama: microdefezioni, spessore non uniforme e rischio di complicazioni corneali. Questi inconvenienti spinsero la comunità scientifica a ricercare soluzioni più precise, aprendo la strada a nuove tecnologie.
Lucio Buratto e l’introduzione del laser femtosecondo
All’inizio degli anni 2000, il chirurgo italiano Lucio Buratto contribuì in modo decisivo a superare i limiti del microcheratomo. Buratto collaborò con le aziende di laser per sviluppare il laser femtosecondo un dispositivo capace di emettere impulsi ultraveloci (10⁻¹⁵ secondi) in grado di sezionare la cornea senza contatto meccanico. Nel 2001 il primo centro italiano adottò la tecnologia femtosecondo, riducendo drasticamente il rischio di strappi del lembo e migliorando la precisione dell’incisione a livello micrometrico.
Gli studi condotti dal gruppo di Buratto dimostrarono che il laser femtosecondo diminuiva l’incidenza di complicazioni post-operatorie del 40 % rispetto al microcheratomo tradizionale. Inoltre, la capacità di programmare la forma e la posizione del lembo consentì di personalizzare l’intervento in base alle caratteristiche anatomiche di ogni paziente, aumentando il tasso di successo per miopie superiori a -8,00 diottrie.
Intelligenza artificiale: la nuova frontiera della chirurgia refrattiva
Negli ultimi cinque anni l’intelligenza artificiale (IA) ha iniziato a essere integrata nei sistemi di pianificazione LASIK. Algoritmi di machine learning analizzano migliaia di scan corneali per prevedere la risposta del tessuto al laser excimer, ottimizzando la distribuzione delle diottrie da rimuovere. Le piattaforme più recenti includono moduli di IA che suggeriscono la morphologia ideale del lembo, riducendo l’intervento umano al minimo indispensabile.
Questa evoluzione permette di ottenere risultati più prevedibili, soprattutto in casi complessi come la presbiopia o le cornee irregolari post-chirurgiche. Inoltre, l’IA facilita il follow-up post-operatorio, identificando precocemente segni di regressione o aberrazioni ottiche. Grazie a queste innovazioni, la LASIK si avvicina a una era in cui la procedura è quasi completamente automatizzata, mantenendo al contempo la supervisione chirurgica necessaria per garantire sicurezza e personalizzazione.
Ogni salto quantitativo ha amplificato la precisione, la sicurezza e la soddisfazione dei pazienti, confermando la LASIK come la prima scelta per la correzione refrattiva moderna.


