Colesterolo Ldl: confronto tra inclisiran e acido bempedoico al Congresso Esc 2026

Uno studio rivoluzionario confronta due farmaci per il colesterolo Ldl, mostrando risultati promettenti nella gestione del rischio cardiovascolare. Scopri di più su questa scoperta.

La gestione del colesterolo Ldl noto come colesterolo cattivo rappresenta una sfida cruciale nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Durante il Congresso Esc 2026 a Monaco di Baviera, sono stati presentati i risultati dello studio Victorien-Challenge che ha confrontato due farmaci innovativi: inclisiran e acido bempedoico.

Il confronto tra inclisiran e acido bempedoico

Lo studio Victorien-Challenge è il primo studio randomizzato, in aperto e di fase IV che confronta direttamente queste due molecole nei pazienti con malattia cardiovascolare aterosclerotica ad alto e altissimo rischio. L’obiettivo primario era la variazione percentuale del colesterolo Ldl rispetto al basale al giorno 150. I risultati hanno mostrato una riduzione media del colesterolo Ldl del 56,31% nel gruppo trattato con inclisiran, rispetto al 15,35% del gruppo trattato con acido bempedoico.

Raggiungimento degli obiettivi terapeutici

Uno dei principali obiettivi secondari era il raggiungimento del target di colesterolo Ldl al giorno 150. Complessivamente, il 78,2% dei pazienti trattati con inclisiran ha raggiunto il target, rispetto al 20,3% dei pazienti trattati con acido bempedoico. Inoltre, la frequenza complessiva degli eventi avversi correlati al trattamento è risultata comparabile nei due gruppi (63,1% vs 59,8%).

L’importanza della prevenzione cardiovascolare

Massimo Grimaldi, presidente dell’Anmco (Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri), ha spiegato che “il confronto diretto tra i due farmaci dimostra che, pur mantenendo l’acido bempedoico le aspettative di impatto sui valori di colesterolo Ldl già dimostrate, si rivela non sufficiente nell’ottenere il raggiungimento dei target terapeutici raccomandati nella popolazione di pazienti con malattia cardiovascolare aterosclerotica ad alto o altissimo rischio cardiovascolare, dove questo risultato è cruciale per abbattere l’incidenza di nuovi eventi.”

Gianfranco Sinagra, presidente della Sic (Società italiana di cardiologia), ha aggiunto che “nella prevenzione cardiovascolare non è sufficiente raggiungere rapidamente il target di colesterolo Ldl: la vera sfida è mantenerlo nel tempo.”

I risultati dello studio MILOS

Le analisi dello studio multinazionale MILOS hanno mostrato che le riduzioni del colesterolo Ldl ottenute con terapie contenenti acido bempedoico, fino a un anno di trattamento, si associano a una riduzione relativa del 17,1% e in una riduzione assoluta del 4,8% del rischio cardiovascolare stimato a 10 anni. Questi risultati sono stati presentati al Congresso Esc 2026 e rafforzano il valore clinico dell’acido bempedoico e della sua associazione a dose fissa con ezetimibe.

Efficacia in diversi sottogruppi di pazienti

Lo studio MILOS ha coinvolto 960 pazienti a rischio e ha dimostrato che l’acido bempedoico è efficace sia nelle donne che negli uomini, con una riduzione relativa del colesterolo Ldl rispettivamente del 31% e del 25%. Inoltre, il trattamento ha mostrato una riduzione relativa media del colesterolo Ldl pari ad almeno il 24,9% indipendentemente dalla presenza o meno di diabete.

Il Professor Klaus G. Parhofer, Professore di Endocrinologia e Metabolismo presso l’Università di Monaco di Baviera, ha dichiarato che “la rilevanza clinica di questi nuovi dati è evidente. Questi risultati rafforzano la fiducia dei medici nell’impiego dell’acido bempedoico e della sua associazione a dose fissa con ezetimibe nella pratica clinica reale, in diversi sottogruppi di pazienti, comprese le persone con diabete.”

Il Dottor Stefan Seyfried, Vice President e Head of Medical Affairs di Daiichi Sankyo, ha sottolineato che “il nostro continuo investimento nella ricerca cardiovascolare è guidato dal desiderio di prenderci cura di ogni battito. Siamo impegnati a contribuire al miglioramento degli esiti clinici nelle malattie cardiovascolari e i nostri più recenti dati di real-world continuano a dimostrare il valore dell’acido bempedoico, in monoterapia o sotto forma di compressa a dose fissa con ezetimibe, nella gestione delle patologie cardiovascolari in differenti sottogruppi di pazienti, affinché nessun paziente venga lasciato indietro.”

Scritto da Camilla Pellegrini

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