In Europa, il stress lavorativo è diventato un fenomeno sempre più preoccupante. Secondo un rapporto dell’European Agency for Safety and Health at Work pubblicato, circa un quinto dei lavoratori sperimenta condizioni lavorative stressanti. Questo problema è al secondo posto tra i problemi di salute legati al lavoro, con un costo annuale stimato in 20.000 milioni di euro.
Negli ultimi dieci anni, i fattori stressanti psicosociali del contesto lavorativo sono diventati oggetto di particolare interesse. Cambiamenti come la diffusione di nuovi tipi di contratto, l’insicurezza lavorativa e l’invecchiamento della forza lavoro hanno contribuito a questa situazione.
Cosa è lo stress lavorativo?
L’Accordo Quadro europeo del 2004 definisce lo stress lavorativo come una condizione accompagnata da disturbi o disfunzioni fisiche, psicologiche o sociali. Questo accade quando gli individui non si sentono in grado di rispondere alle richieste o alle aspettative del lavoro. Le principali richieste includono la complessità del lavoro, i carichi e i ritmi di lavoro, i rischi occupazionali, il grado di responsabilità e la gravità delle conseguenze degli errori.
Le risorse organizzative come l’adeguatezza degli strumenti lavorativi, il grado di autonomia e il supporto sociale, giocano un ruolo cruciale nel gestire lo stress. Il supporto sociale, sia all’interno che all’esterno del lavoro, può ridurre l’impatto negativo dello stress.
Lo stress lavorativo si manifesta quando c’è uno squilibrio tra le richieste del lavoro e le risorse a disposizione del lavoratore. Se questa esposizione persiste, può ridurre l’efficienza lavorativa e diventare un rischio per la salute.
L’impatto dello stress lavorativo sulla salute mentale
Numerose revisioni di studi hanno esaminato l’associazione tra i fattori stressanti psicosociali e il rischio di disturbi depressivi e d’ansia. I risultati mostrano che i lavoratori che sperimentano condizioni lavorative sfavorevoli e stressanti hanno un rischio maggiore di sviluppare queste patologie. Il rischio è particolarmente elevato in contesti con richieste elevate, scarsa autonomia decisionale e scarso supporto sociale.
Uno studio condotto in Italia, che ha coinvolto oltre 700 operatori sanitari, ha dimostrato che livelli più elevati di giustizia percepita sono associati a un rischio ridotto di disturbi mentali. Questo suggerisce che un ambiente di lavoro equo e trasparente può avere un impatto positivo sulla salute mentale dei lavoratori.
L’ansia e la depressione sono anche fattori prognostici della tendenza a procrastinare il rientro al lavoro dopo periodi di assenza per malattia. Una maggiore attenzione alla condizione lavorativa potrebbe migliorare la salute mentale dei lavoratori e ridurre i fenomeni di assenteismo.
Interventi per gestire lo stress lavorativo
Alcune osservazioni preliminari sull’efficacia degli interventi di gestione dello stress lavorativo suggeriscono che programmi preventivi possono migliorare la salute mentale dei lavoratori e ridurre l’assenteismo. Questi interventi possono essere attuati a livello individuale o organizzativo e includono strategie per migliorare il supporto sociale, aumentare l’autonomia decisionale e promuovere un ambiente di lavoro equo e trasparente.


