Cosmetici e occhio secco: consigli per proteggere i tuoi occhi

I cosmetici possono influenzare la salute degli occhi, specialmente in chi soffre di occhio secco. Scopri come proteggere i tuoi occhi con le giuste abitudini

La cura della pelle e del trucco è una parte importante della routine quotidiana di molte persone, ma pochi sanno che alcuni cosmetici possono influenzare la salute degli occhi, soprattutto in chi soffre di occhio secco. Le ghiandole di Meibomio, responsabili della produzione dello strato lipidico della lacrima possono essere compromesse da ingredienti aggressivi o da abitudini sbagliate.

L’occhio secco non è solo una mancanza di lacrime ma un problema complesso che coinvolge l’evaporazione del film lacrimale e l’infiammazione della superficie oculare. Il professor Luigi Marino, presidente della International Dry Eye Academy (IDEA) e direttore dell’Istituto Europeo Occhio Secco spiega che la disfunzione delle ghiandole di Meibomio è una delle cause principali dell’occhio secco evaporativo.

I cosmetici e l’occhio secco

Alcuni cosmetici possono irritare la superficie oculare, alterare la stabilità del film lacrimale o contribuire alla disfunzione delle ghiandole di Meibomio. Tra le abitudini più comuni che possono aggravare i sintomi dell’occhio secco troviamo:

  • Applicare l’eyeliner direttamente sul bordo interno della palpebra (waterline);
  • Utilizzare cosmetici contenenti profumiconservanti aggressivi o sostanze irritanti;
  • Usare ombretti o ciprie in polvere che possono migrare nel film lacrimale;
  • Non rimuovere completamente il trucco prima di andare a dormire.

Queste pratiche possono compromettere nel tempo la funzionalità delle ghiandole di Meibomio, riducendo la qualità delle lacrime e aumentando l’evaporazione. Anche i prodotti contenenti retinolo e derivati della vitamina A possono migrare verso il margine palpebrale e, nei soggetti predisposti, essere associati a una disfunzione delle ghiandole di Meibomio.

Come proteggere gli occhi

La prevenzione è semplice ma fondamentale. Per proteggere gli occhi e prevenire l’occhio secco, è importante:

  • Scegliere cosmetici formulati per occhi sensibili
  • Preferire prodotti privi di ingredienti irritanti;
  • Evitare di applicare il trucco sul margine palpebrale;
  • Rimuovere accuratamente il make-up ogni sera;
  • Sottoporsi a una visita oculistica se compaiono bruciore, secchezza, sensazione di corpo estraneo o visione fluttuante.

La salute della superficie oculare passa anche dalle nostre abitudini quotidiane. Un make-up scelto con attenzione e utilizzato correttamente permette di continuare a prendersi cura della propria immagine senza compromettere il benessere degli occhi.

Le cause dell’occhio secco

L’occhio secco è una condizione complessa che può essere causata da diversi fattori. Oltre ai cosmetici, anche la menopausa le allergie, alcuni farmaci e interventi chirurgici come la cataratta o la chirurgia refrattiva possono contribuire ai sintomi dell’occhio secco. Il professor Marino spiega che la disfunzione delle ghiandole di Meibomio è una delle cause principali dell’occhio secco evaporativo.

Le donne sono più esposte all’occhio secco perché gli ormoni sessuali influenzano direttamente la produzione e la qualità del film lacrimale. Durante la menopausa, la riduzione degli androgeni e le modificazioni dell’equilibrio ormonale possono compromettere soprattutto la funzione delle ghiandole di Meibomio, favorendo una maggiore evaporazione delle lacrime e la comparsa di bruciore, irritazione e visione intermittente.

Le terapie per l’occhio secco

Quando le lacrime artificiali non bastano, l’oculista può intervenire su più livelli, attraverso un approccio personalizzato. Tra le terapie disponibili troviamo:

  • Terapie topiche antinfiammatorie e immunomodulatori come la ciclosporina;
  • Colliri a base di siero autologo;
  • Plug lacrimali o sistemi di occlusione temporanea;
  • Trattamenti ambulatoriali come la luce pulsata IPL, la fotobiomodulazione a LED, sistemi termici ed espressivi come LipiFlow, la neuromodulazione con dispositivi come Rexon-Eye e trattamenti di detersione professionale del bordo palpebrale come BlephEx.

La fotobiomodulazione con luce rossa è una terapia non invasiva che utilizza specifiche lunghezze d’onda della luce per stimolare l’attività delle cellule della superficie oculare e delle ghiandole di Meibomio. Il calore terapeutico rappresenta uno dei cardini del trattamento della disfunzione delle ghiandole di Meibomio, migliorando la qualità dello strato lipidico del film lacrimale e riducendo l’evaporazione delle lacrime.

La terapia con la luce non è indicata per tutti i pazienti, ma per quelli accuratamente selezionati dopo una valutazione specialistica della superficie oculare. I risultati migliori si ottengono nei pazienti con occhio secco evaporativo legato a una disfunzione delle ghiandole di Meibomio.

Scritto da Roberto Capelli

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