Aumento del 20% degli accessi psichiatrici nei pronto soccorso: le cause e le soluzioni

Le ondate di calore stanno causando un aumento significativo degli accessi per disturbi psichiatrici nei pronto soccorso italiani. Scopri le cause e le soluzioni proposte dagli esperti.

Le temperature record di quest’estate non hanno colpito solo il corpo, ma anche la mente. Nei pronto soccorso italiani, infatti, si registra un aumento fino al 20% degli accessi per disturbi psichiatrici rispetto a tre anni fa. Un fenomeno che non può più essere ignorato, come sottolineano la SIMEU (Società Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza) e la SIEP (Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica).

Il caldo estremo, spiegano gli esperti, può aggravare ansiadisturbi dell’umore e favorire scompensi psicoticicrisi depressive e comportamenti autolesivi. Un quadro preoccupante che richiede interventi mirati e una maggiore attenzione verso le persone più vulnerabili.

Le cause del fenomeno

Ma cosa innesca questa miccia? Il caldo estremo agisce su molteplici fronti: causa deprivazione del sonnodisidratazione e altera la termoregolazione centrale. Dal punto di vista clinico, il calore rallenta la clearance renale esponendo i pazienti al rischio di tossicità da farmaci.

Un ruolo particolare spetta alle terapie con psicofarmaci. Le molecole ad azione anticolinergica che inibiscono la sudorazione, rappresentano un rischio farmacologico reale. Tuttavia, il pericolo maggiore è rappresentato dalla sospensione impropria o autogestita delle terapie una delle principali cause di ricaduta acuta.

A rendere più esposte le persone con disturbi mentali concorrono anche l’isolamento sociale e la precarietà abitativa con alloggi spesso privi di climatizzazione o di adeguato isolamento termico.

Le voci dalla trincea

“Il pronto soccorso è il sismografo della società“, sottolinea Alessandro Riccardi presidente nazionale SIMEU. “Resta il punto di osservazione più sensibile di cui disponga il sistema, perché vi transita senza filtri ogni problema sanitario e sociale della popolazione.”

Per Fabrizio Starace presidente SIEP“la componente psichiatrica del rischio da calore è misurabile e prevedibile, e come tale va governata a monte. I servizi territoriali devono attivare una sorveglianza proattiva sui pazienti più fragili durante le allerte meteo, garantendo la continuità terapeutica”.

Le soluzioni proposte

Per far fronte a questa situazione, SIMEU e SIEP hanno tracciato quattro linee di intervento prioritarie:

  • Riconoscimento ufficiale Inserimento esplicito dei pazienti con disturbi psichiatrici tra le categorie a rischio nei Piani Caldo (nazionali e regionali).
  • Sorveglianza farmacologica Monitoraggio attivo sui soggetti in politerapia psicofarmacologica con alert specifici per le molecole che inibiscono la sudorazione.
  • Nuovi protocolli in PS Implementazione di percorsi dedicati in pronto soccorso durante i “bollini rossi”, che prevedano l’immediata collocazione in ambienti climatizzati, rapida reidratazione, controllo degli elettroliti e tecniche di de-escalation verbale in caso di forte agitazione.
  • Data-driven approach Utilizzo sistematico dei dati raccolti in emergenza per pianificare interventi mirati sul territorio, creando un vero “ponte” operativo tra l’ospedale e i servizi di salute mentale.

L’emergenza climatica sta ridefinendo i confini del soccorso sanitario. Intercettare il disagio psichico legato alle temperature estreme non è più rimandabile: richiede un’alleanza forte tra chi opera sul territorio e chi, ogni giorno, gestisce l’impatto di queste crisi nei pronto soccorso.

Scritto da Roberto Capelli

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