Cladocora caespitosa: la barriera corallina mediterranea in pericolo

I coralli del Mediterraneo sono in pericolo a causa del cambiamento climatico e dell'inquinamento. Scopri come il progetto MedCoral Guardians sta lavorando per proteggerli e come puoi contribuire.

Quando pensiamo ai coralli, spesso immaginiamo mari tropicali lontani, come quelli dell’Australia o delle Maldive. Tuttavia, anche il nostro Mediterraneo ospita queste meraviglie marine, fondamentali per la biodiversità. Ma i coralli mediterranei sono in difficoltà, e la loro sopravvivenza è minacciata da diversi fattori.

La Cladocora caespitosa nota anche come corallo a cuscino o a pagnotta è una delle specie più importanti del Mediterraneo. Questo corallo, appartenente alla classe degli Antozoi forma strutture complesse che ospitano numerose specie marine, offrendo loro nutrimento, rifugio e aree protette per la riproduzione.

Le minacce ai coralli del Mediterraneo

Secondo la lista rossa delle specie minacciate dell’IUCN pubblicata nel 2026, il 44% delle 892 specie di coralli che formano barriere coralline è in pericolo. Questo rappresenta un aumento significativo rispetto alla valutazione del 2008, quando un terzo dei coralli era in sofferenza.

La principale minaccia per i coralli è il cambiamento climatico che provoca periodi prolungati di caldo estremo, riscaldamento delle acque e cicloni. Questi fenomeni contribuiscono allo sbiancamento dei coralli e alla frammentazione degli habitat marini. Oltre al cambiamento climatico, altre minacce includono l’inquinamento i reflui dell’agricoltura che finiscono in mare e la pesca non sostenibile.

Laura Gentile, responsabile progetti di Fondazione Marevivo sottolinea l’importanza dei coralli: La scomparsa delle barriere coralline non è solo un dramma ecologico, ma un punto di non ritorno climatico a livello globale. Coprono solo l’1% dei fondali, ma più del 25% della vita marina dipende da questi preziosi organismi.

MedCoral Guardians: il progetto di salvaguardia dei coralli

Per contrastare la situazione critica dei coralli del Mediterraneo, Fondazione Marevivo ha lanciato MedCoral Guardians il primo progetto di tutela dei coralli nel Mediterraneo. Il progetto, avviato nella primavera del 2026 nell’area marina protetta di Ustica mira a promuovere la consapevolezza mediante attività di educazione ambientale e a sviluppare iniziative di ricerca scientifica.

MedCoral Guardians ha raggiunto anche le aree protette di Tavolara e Punta di Coda Cavallo in Sardegna, e di Punta Campanella in Campania. Il progetto prevede il monitoraggio e il censimento delle colonie di coralli, e, se necessario, interventi di ripristino ecologico per recuperare ecosistemi degradati.

Come riconoscere la Cladocora caespitosa

La Cladocora caespitosa in buona salute ha un colore giallo/bruno, dovuto alla presenza di alghe microscopiche chiamate zooxantelle. Queste alghe vivono all’interno dei polipi del corallo e mettono in atto la fotosintesi, fornendo nutrimento ai polipi. In cambio, i polipi offrono alle alghe un posto sicuro dove vivere e altre sostanze utili per crescere.

I coralli sono colonie di minuscoli animali, i polipi che crescono solo pochi millimetri l’anno e possono formare strutture che durano migliaia di anni. Sui loro tentacoli ci sono cellule urticanti chiamate cnidociti che agiscono come trappole pronte all’azione per bloccare le prede. Tuttavia, la Cladocora usa i cnidociti raramente grazie alla simbiosi con le zooxantelle.

Come partecipare alla salvaguardia dei coralli

MedCoral Guardians coinvolge cittadini, turisti, subacquei e studenti, promuovendo e distribuendo materiale informativo sulle minacce che compromettono la sopravvivenza dei coralli. Tra le principali cause di sofferenza per la Cladocora ci sono l’ancoraggio selvaggio, il dragaggio, la pesca sportiva a strascico e artigianale, l’inquinamento delle acque e la colonizzazione da parte di specie algali invasive.

Tutti possono contribuire alla salvaguardia dei coralli con azioni semplici: raccogliere i rifiuti che si trovano in mare o sulla battigia, usare creme solari eco-compatibili, non portare via sabbia e conchiglie e non toccare i coralli. Inoltre, Fondazione Marevivo ha avviato percorsi di formazione per chi lavora nelle aree marine protette e per i centri diving in prossimità delle zone dove MedCoral Guardians è attivo.

Per gli appassionati di subacquea, è stata lanciata una sfida ancora più grande: partecipare a un contest fotografico per documentare lo stato della Cladocora e delle specie che vivono in simbiosi. Basta registrarsi come Observadores del Mar, indicare la zona di immersione e la specie avvistata, oltre alla profondità e alla temperatura dell’acqua, e scattare una foto per permettere di tutelare al meglio i coralli.

Scritto da Roberto Capelli

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